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Squallor – Discografia, 1a parte (1973-1978)

Squallor - 38 Luglio retro 45 giri 1971
La prima formazione degli Squallor sul retro del primo 45 giri “38 Luglio” (1971)

Chiedi chi erano gli Squallor

Parlare degli Squallor e dei loro dischi, testimoni alla loro carriera ventennale, non è cosa facile e neppure un papiro di elogi sarebbe lontanamente sufficiente per descrivere la loro importanza. Tuttavia, piuttosto che la quantità delle parole facciamo brillare la qualità.

Gli Squallor sono stati e sono a tutt’oggi uno dei gruppi più dissacranti e originali di tutta la storia della musica italiana, ma volendo fare un grande azzardo si potrebbe affermare di tutta la storia della musica.
La formazione “classica” era composta da Alfredo Cerruti, Daniele Pace, Totò Savio e Giancarlo Bigazzi: rispettivamente un direttore artistico (presso la CGD, la CBS e la Ricordi), un paroliere-cantante, un compositore-cantante e un secondo paroliere. La lista di artisti con cui lavorarono è sterminata: Little Tony, Ricchi e Poveri, Marco Masini, Umberto Tozzi, Raf, Massimo Ranieri, Loredana Bertè, Orietta Berti, Pupo, Loretta Goggi, Franco Califano e moltissimi altri ancora. In pratica hanno fatto gran parte della storia della musica leggera italiana dagli anni ’60 agli anni ’90.
Tutto questo però alla luce del giorno.

Col favore delle tenebre (e non è un modo di dire: il loro lavoro avveniva in sedute notturne passate a bere, fare scherzi telefonici e a divertirsi) misero in piedi un progetto che dal 1969 al 1994 aveva come unico intento sputtanare e prendere per i fondelli lo stesso mondo che contribuivano a creare. Una sorta di valvola di sfogo per contrastare la pesantezza di avere sempre a che fare con i cantanti da Cerruti definiti “scassacazzi, arroganti, autorefenziali” e ancora “parodiammo il nostro universo e in quel modo ci salvammo l’anima”.

Gli Squallor non hanno mai concesso un’intervista, non hanno mai fatto concerti e non godevano di eccessiva pubblicità. Nei loro brani basi musicali di ottima fattura si univano a testi improvvisati, errori, risate, nonsense, volgarità assortita ma mai fine a se stessa, sberleffi rivolti ad autorità, politica, costume, religione, minoranze etniche e non, canzoni in dialetto napoletano e in italiano, siparietti vari. Ma sopratutto, cosa più importante, tanta voglia di libertà, di ridere, di dissacrare i poteri forti in nome di un’amicizia lunga e duratura e aiutati dalla loro posizione presso la casa discografica per cui lavoravano che permise loro di fare sempre e solo ciò che gli pareva e di essere i produttori di sé stessi andando contro in maniera sfacciata al buon senso e alla censura.

Questi, signore e signori, sono stati gli Squallor. E questa è la loro matta, strabiliante e inviadibile discografia da cui l’etichetta “musica demenziale” loro attribuita è assolutamente limitativa e non rende totalmente giustizia.

Troia (1973)

Squallor Troia 1973L’album d’esordio arriva nel 1973 con “Troia”, disco che vede la partecipazione del discografico Elio Gariboldi, vale a dire il quinto membro fondatore degli Squallor che però dovette abbandonare nello stesso anno per motivi di lavoro.
Sin dall’esordio ci sono alcune linee guida in quello che sarà il loro modo di fare musica che si delineano subito; il titolo con doppio senso, l’alternarsi tra brani recitati e brani cantati e quel clima anarchico arricchito con testi fuori da ogni logica, linearità e, molto spesso, menefreghisti della grammatica.

Questo primo disco è un po’ un banco di prova delle meraviglie che arriveranno subito dopo. Non è un capolavoro e possiamo dire che gode di una fama forse un po’ eccessiva rispetto a quello che effettivamente offre. Tuttavia se brani o sketch innocui come “Raccontala giusta Alfredo”, “La Risata Triste” o “Karate” passano blandi e fungono da riempititivi, per quanto formalmente ben curati (altra caratteristica degli Squallor: gli ottimi e orecchiabili arrangiamenti) è anche vero che possiamo già trovare grandi brani come “Indiani a Worlock”, “Ti Ho Conosciuta In Un Clubs” ma sopratutto la celeberrima e spiazzante, per l’epoca,“38 Luglio”, pubblicato come primissimo singolo due anni prima e divenuto subito uno dei manifesti della loro arte dissacratoria.

Da segnalare infine “Non Mi Mordere il Dito” cover di “The Mosquito” con testo in italiano modificato, oscuro brano nientepopodimeno che dei Doors contenuto nell’album “Full Circle”, il secondo e ultimo senza Jim Morrison.

Tracklist:
01. Troia
02. Non Mi Mordere Il Dito (The Mosquito) (The Doors cover)
03. Indiani A Worlock
04. Raccontala Giusta Alfredo
05. Il Silenzio
06. 38 Luglio
07. Morire In Porsche
08. La Risata Triste
09. Marcia K2
10. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Rock
11. Ti Ho Conosciuto In Un Clubs
12. Karatè
13. Blue Moon (Richard Rodgers and Lorenz Hart cover)

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Palle (1974)

Squallor Palle album 1974Passa solo un anno e “Palle” dimostra al mondo che il progetto Squallor non è solo una cazzata, ma un qualcosa che sta guadagnando terreno: il nonsense fiorisce e inizia ad apparire, ancora timidamente, un linguaggio più… colorito, tra  turpiloqui e oscenità varie.

Esempio lampante di ciò è la traccia divisa in due parti “Marcia Longa” una telecronaca di eventi senza senso dove la voce narrante di Cerruti è sovrapposta due volte creando una vera e propria sarabanda dell’assurdo. Ma non sono da meno “Il Vangelo Secondo Chinaglia”, il coro di apertura e chiusura di “Sant’Anna”, il brano di Rosanna Fratello “Sono Una Donna, Non Sono Una Santa” cantato da Pace in maniera seria ma che riesce lo stesso a sortire un effetto comico interessante e sopratutto la gag a due voci de “Angeli Negri”, parodia dell’omonimo brano di Fausto Leali che vede a confronto il “povero negro” (Pace) con il pittore (Cerruti).

Tracklist *:
01. Palle
02. Sono Una Donna, Non Sono Una Santa (Rosanna Fratello cover)
03. Santanna
04. Angeli Negri (Angelitos Negros)
05. Quando Mai
06. Marcia Longa
07. Bla Bla Bla
08. Il Vangelo Secondo Chinaglia
09. Veramon
10. Palle (ripresa) (ghost track)

* versione LP

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3 Commenti

  1. Credo che Pompa sia antecedente a Vacca. Inoltre perché manca Marcia Longa nella track list di “Palle”? (almeno nella versione CD) c’è due volte (ovvero è sia la seconda che la penultima traccia).

  2. In angeli negri le voci del pittore e del “povero negro” sono entrambe di Cerruti.

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