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Skiantos – Discografia 1977–1979 (con intervista a Roberto “Freak” Antoni)

skiantos discografia

Parlare degli Skiantos non è certo impresa facile; dopotutto non c’è rischio di smentita quando si afferma che la band bolognese è una tra le più importanti in Italia negli ultimi 40 anni almeno, e che ha inventato un genere, il rock demenziale, molto prolifico fino a tutti gli anni ’90, interpretando in maniera unica l’esigenza espressiva di una generazione, quella a cavallo tra gli anni ’70 e gli ‘80, che in quel periodo in Inghilterra e negli stati uniti dava vita al punk.

Proprio a causa della complessità dell’argomento ci siamo avvalsi di una strategica divisione della discografia in diversi momenti – e in diversi post – nonché di una testimonianza più che autorevole, vale a dire un’approfondita intervista a Roberto “Freak” Antoni, cantante, ideatore, autore e anima degli Skiantos.

Gli Skiantos hanno apportato un fondamentale contributo alla musica e alla cultura italiana giovanile del ‘900, grazie a un mix perfetto tra messaggi sociali, linguaggio diretto, avanguardia artistica, ironia e provocazione. Nella prima parte della discografia approfondiremo la nascita e l’ascesa della band, periodo da molti considerato, seppur con diverse riserve, il momento migliore e più innovativo della loro produzione.

Per cominciare ci sembrava giusto conoscere dalle parole dello stesso Freak Antoni come sono nati gli Skiantos: “La scintilla primordiale nacque attorno al 1975 quando io i miei compagni di classe dell’istituto tecnico agrario, insieme a vecchi amici di cortile e più tardi insieme ad alcuni compagni del DAMS di Bologna, figli della noia rockettari, innamorati della musica, amanti del rock duro puro e di attitudine, stanchi del glitter rock e del prog, dell’hard rock stantio da un lato e dall’altro dei cantautori italiani banalissimi, cercammo una nuova libertà espressiva senza canoni, presi dalla voglia di spazzare via tutta questa retorica e tutto questo manierismo; avevamo voglia di inventarci qualcosa di nuovo e guarda caso il punk rock oltremanica e oltreoceano era il nuovo. Noi però volevamo andare oltre al punk rock tradizionale del no future, aggiungendo ironia e situazionismo”.

Skiantos - Inascoltable (cassetta)
Ma facciamo un passo indietro. Gli Skiantos nascono attorno al 1975 da un’idea di Roberto “Freak” Antoni, che insieme al suo amico Andrea “Jimmy Bellafronte” Setti si inventa il concetto di “rock demenziale” e decide di formare “un complesso allucinante, di veri incompetenti”, con lo scopo di convincere il mondo “dell’importanza dello sbaglio, della vitalità dell’errore, della novità della stonatura su disco”. Così, nel novembre del 1977, Freak, Jimmy e un gruppo di amici (tra cui Fabio “Dandy Bestia” Testoni e Stefano “Sbarbo” Cavedoni), alcuni musicisti, molti invece no, si ritrovano nello studio del fonico Gianni Gitti in via Schiavonia a Bologna per musicare alcuni testi che i tre “urlatori” Freak, Jimmy e Sbarbo avevano pronti da qualche tempo. Il risultato è, come ben delineato dal titolo del primo disco, “Inascoltable”. Ma le radici verso un nuovo modo di concepire la musica in Italia hanno inevitabilmente attecchito.

Dal punk i primissimi Skiantos mutuano l’attitudine e l’approccio, il fatto di non porre vincoli e la rottura col passato, ma in realtà saranno sempre liberi dagli schemi del punk tradizionale; a tale proposito, Freak ci dice: “noi volevamo fare cose provocatorie, inaccettabili, che svegliassero noi stessi e il pubblico dal torpore di queste formule così paludate, desiderose di cavalcare dei business musicali. Noi volevamo ottenere un riconoscimento per quello che facevamo, ma volevamo cambiare le cose, modificarle in maniera radicale, fare cose assurde, fare cose improponibili, per questo abbiamo deciso di tirare la verdura, i cracker, le caramelle, al pubblico, offenderlo chiamandolo pubblico di merda, perché volevamo che l’ascoltatore medio si svegliasse, reagisse, tutto fuorchè il torpore, l’accettazione passiva di qualsiasi cosa, quando a te spettatore arriva in testa un casco d’insalata, allora ti devi muovere, anche solo per evitarlo, devi fare qualcosa, anche solo un movimento minimo, non vai ad un concerto per sederti ed aspettare. Questa era l’idea: fate qualcosa, muovetevi, e anche: guardate che noi siamo un gruppo di assoluti disgraziati e quello che possiamo fare noi lo potete fare anche voi, non c’è niente di proibito, ma noi l’abbiamo fatto prima”, dice Roberto citando John Cage e i suoi 4.33.


Come entra in gioco la parola demenziale?

“Demenziale è una mia piccola invenzione, che deriva da demenza, non senile o psichica, ma qualcosa di riferito all’assurdo, una situazione assurda, è assurdo che un gruppo di totali incapaci, senza alcuna tecnica (mi riferisco agli inizi, poi le cose sono cambiate), possa comporre della musica e proporla ad un pubblico. All’inizio la purezza degli Skiantos era questa, una totale mancanza di cultura tecnica, di perizia strumentale, ma la grande voglia di comunicare, dare la precedenza al messaggio, anche non estremamente politicizzato, come allora prevedeva la scena artistica. Noi non volevamo fare per forza comizi politici, certo la politica in questo discorso c’era eccome, nel senso che anche i diseredati potevano accostarsi alla musica, ma aldilà di questo l’idea di far passare un messaggio era molto più importante della perizia tecnica, cosa che è stravolta adesso da gruppi come ad esempio elio e le storie tese, i quali sono bravissimi a suonare ma piuttosto scarsi in quanto a comunicazione di concetti importanti, idee interessanti”.

Skiantos - Karabignere BluesMa torniamo alla storia. Nel 1978 gli Skiantos pubblicano il loro primo 45 giri, “Karabigniere Blues / Io Sono Un Autonomo”, per la mitica etichetta Cramps Records; il disco, registrato e mixato da Allen Goldberg (a detta di Freak: “un vero rocker australiano!”) negli studi Sciascia di Rozzano (MI), include due pezzi piuttosto eterogenei tra di loro, ma entrambi molto interessanti (poi acclusi alla ristampa in digipak di “MONOtono” del 2003): “Karabigniere Blues” è, come annunciato dal titolo, un bluesaccio dall’atmosfera densa densa che parla rigorosamente in rima baciata della sporca vita di un Carabiniere in servizio; al contrario “Io Sono Un Autonomo” è un pezzo tutto urlato in perfetto stile “Inascoltabile” con testi come: “io sono un autonomo / non pago l’autodromo / ti brucio il velodromo / non vado all’ippodromo”, prendendo anche velatamente in giro gli autonomi politicizzati di quel periodo.

L’influenza del “rocker” Allen Goldberg si sente forte anche nel LP successivo, il già citato “MONOtono”, da lui registrato ancora una volta agli Sciascia di Rozzano nel 1978, con la supervisione artistica di Gianni Sassi della Cramps.

Effettivamente il disco capolavoro degli Skiantos raccoglie perfettamente le due anime della band nel primo periodo: da un lato le trovate geniali e i testi demenziali ed irriverenti in rima baciata, dal lato un disco di fottuto rock’n’roll come non se ne erano sentiti prima d’ora, in un’Italia impegnata a scopiazzare i modelli esteri, senza cercare una propria via; in questo panorama, “MONOtono” suona come niente prima d’ora, e non è solo grazie all’esperienza dell’australiano Goldberg, ma all’apertura mentale e alla voglia di sperimentare di Freak e compagni.


Skiantos - MONOtono LP artworkEsempio lampante di questa commistione è la prima traccia del disco, “Eptadone”, che dieci anni prima di “Adolescenti a colloquio”, il mitico incipit del primo album degli Elio e le Storie Tese, apre con un colloquio in gergo giovanile di alcuni ragazzotti (“Ehi sbarbo smolla la biga che slumiamo la tele…”, “Sei fatto duro, sei fatto come un copertone!”, “Sbarbi sono in para dura”, “C’hai una banana gigantesca!”, “C’ho delle storie ragazzi, c’ho delle storie pese!” e così via) per poi dare il via al mitico “1 – 2 – 6 – 9!” che fa partire un pezzo punk rock fulminante di un minuto e mezzo, tutto urla e attitudine rock’n’roll. Senza paura di essere corretti possiamo affermare che questo è il primo caso di espressioni gergali giovanili nella musica italiana. Non di poco conto, se si pensa a tutto il rap per ragazzini che viene sfornato al giorno d’oggi razziando a mani basse dalle espressioni dei giovani.

Dopo un discreto successo che vale loro le prime attenzioni dei media ma soprattutto l’entusiasmo dei più giovani, gli Skiantos registrano nel 1979 il disco successivo, “Kinotto”, sempre con la Cramps ma questa volta con la produzione di Paolo “Elettro” Tofani, ex Area, che dà al sound della band una svolta “new wave” (il periodo è giusto, per non dire avanti rispetto agli emuli new wave da cui l’Italia verrà sommersa negli anni successivi). Il disco è sicuramente più prodotto, meglio confezionato e vede pezzi più eterogenei e meno rock’n’roll, anche grazie al discreto uso dei synth di Tofani. Vediamo così alternarsi parodie del beat cantautoriale anni ’60 (“Mi Piaccion le Sbarbine”) a freddi (nel vero senso della parola) riff synth-pop come “Freezer”, pur tenendo come base ottimi momenti r’n’r (“Kakkole”, “Se Mi Ami Amami”, “Il Rock Ti Dà Lo Shock”).

Grazie alla produzione più seguita, gli Skiantos sembrano anche migliorati tecnicamente, non a caso lo slogan con il quale la band stessa si autopromuove nel 1979 è: “Finalmente gli Skiantos hanno imparato a suonare!”.

Tutti accusavano/accusano gli Skiantos di non saper suonare, specialmente nei primi dischi. La realtà è che solo le voci sono volutamente stonate, per rafforzare il concetto avanguardistico di “urlatori”, in netta rottura con la tradizione cantautoriale del passato. Se poi andiamo ad ascoltare bene le parti strumentali e l’aspetto tecnico dei primi dischi troviamo pezzi rock’n’roll di grande attitudine, di ampio respiro internazionale e arrangiati con grande stile, come l’Italia non ha mai sentito perché non abituata (tuttora) alla cultura del rock’n’roll (Fabio “Dandy Bestia” Testoni era già prima degli Skiantos un chitarrista turnista per Lucio Dalla e molti altri).

Skiantos
Per quanto riguarda i testi invece, Roberto ci spiega: “i nostri testi erano una commistione tra spaccati di vita quotidiana, i gelati, il kinotto, sesso e karnazza, e contemporaneamente grandi messaggi come “Largo all’avanguardia”, “Sono un ribelle mamma”. L’onestà del messaggio, la tua urgenza di esprimere il messaggio, fanno sì che gli altri lo sentano, lo capiscano, non ci sono argomenti tabù, puoi parlare di argomenti alti come di fagioli, che è una canzone autobiografica, io ho sempre adorato i fagioli in gioventù, in mille forme e pietanze, poi ho avuto una colica bestiale, credevo di lasciarci le penne, ho vomitato e sono stato malissimo, e da allora non ho più toccato fagioli. Il nostro vissuto di esseri umani è fatto di quotidiano, nel quotidiano hai concetti terra-terra uniti a riflessioni profonde, la vita è fatta di entrambe le componenti”.

Sempre nel 1979, per la precisione il 2 aprile, accade un fatto che può essere considerato una pietra miliare della carriera degli Skiantos. La band si esibisce infatti al celebre festival “Bologna Rock”, un concerto al Palasport con vari gruppi punk dell’epoca, tra cui i Gaznevada e i Windopen. Gli Skiantos, sempre convinti dell’importanza della rottura con gli schemi musicali tradizionali e dell’importanza del messaggio sulla forma, si presentano trasformando il palco in una cucina con tavolo, sedie, televisore e frigo, e mettono a bollire degli spaghetti che condiranno con del sugo e mangeranno di fronte ad un pubblico prima esterrefatto, poi infuriato, dal momento che non era stata suonata neanche una singola nota. La band è quindi costretta a ritirarsi difendendosi con gli scolapasta dal copioso lancio di oggetti da parte del pubblico.

Nel prossimo articolo affronteremo le ragioni che hanno causato l’allontanamento di Freak Antoni dalla band, la sua esperienza solista e il disco degli Skiantos senza il suo leader spirituale, “Pesissimo!”, nonché il tentativo della band di partecipare al Festival di Sanremo con una canzone chiamata “Fagioli”.

Inascoltable (1977 – MC / 1979 – LP)

Tracklist:Skiantos - Inascoltable LP
01. Permanent Flebo
02. Lieve Sffranto (Moderato Dolore)
03. Io Ti Spacco la Faccia (dal vivo)
04. Makaroni
05. Io Sono Un Pestone
06. Non Puoi Troncarmi Un Rock
07. Permanent Flebo (reprise)
08. Sono Rozzo, Sono Grezzo
09. Blues a Balues
10. Io Vi Odio
11. Spacco Tutto
12. Inascoltable (strumentale)
13. Io Te La Do Su
14. Tutti Fatti

MONOtono (1978)

Tracklist:Skiantos - MONOtono
01. Eptadone
02. Panka Rock
03. Pesto Duro (I Kunt Get No SatisFucktion)
04. Diventa Demente (La Kultura Poi Ti Cura)
05. Io Me la Meno
06. Bau, Bau Baby
07. Io Sono Uno Skianto
08. Io Ti Amo Da Matti (Sesso & Karnazza)
09. Vortice
10. Massacrami Pure
11. Largo all’Avanguardia
12. Ehi, Ehi, Ma Che Piedi Che C’hai
13. Karabigniere Blues (bonus track da “Karabigniere Blues” 7”) *
14. Io Sono Un Autonomo (bonus track da “Karabigniere Blues” 7”) *
15. Fate Skifo (bonus track – demo 1978) *
16. Skarrafato (bonus track – demo 1978) *
17. Frontale Diretto (bonus track – demo 1978) *

* tracce aggiuntive presenti nella ristampa su CD del 2003

Kinotto (1979)

Tracklist:Skiantos - Kinotto
01. Mi Piaccion le Sbarbine
02. Non Ti Sopporto Più
03. Ti Rullo di Cartoni
04. Kakkole
05. Sono Un Teppista
06. Non Farò Mai Quello Che Vuoi
07. Gelati
08. Kinotto
09. Se Mi Ami Amami
10. Freezer
11. Sono Buono
12. Il Rock Ti Dà lo Shock
13. Tu Sei Bellissima
14. Fagioli (bonus track 7” 1980) *
15. Fagioli (bonus track live 1980) *
16. Largo all’Avanguardia (bonus track – demo 1978) *
17. Sono Rozzo, Sono Grezzo (bonus track – live 1978) *

* tracce aggiuntive presenti nella ristampa su CD del 2003

5 Commenti

  1. E figurati se non c'era la polemica contro Elio… Dopo tutti questi anni la faccenda delle "storie pese/tese" a quanto pare a Freak Antoni proprio non va giù.

  2. Personalmente negli Skiantos ho letto la fine di un movimento, quello della controcultura, che per oltre un lustro ha nobilitato la scena rock italiana.
    Non faccio loro una colpa ma da militante quale sono stato, mi sono sentito svilito dalla loro goliardia e dal loro nichilismo provinciale senza sbocchi.
    I Punx almeno qualcosa costruivano in merito a centri Sociali e iniziative, ma il "buttare tutto in vacca" come hanno fatto gli Skiantos mi è sempre sembrata una metodologia negativa.

    L'accesso a una subcultura deve comunque avere una consapevolezza se si vuole costruire qualche cosa.
    Se non si vuole costruire o rappresentare nulla, è meglio "rimanere nascosti a pensare", come diceva Alloisio.

  3. @ Samarcanda: forse nn hai capito "AVEVATE ROTTO LE PALLEEEEE!!"! Gli Skiantos sono la logica fine d una generazione perdente e musicalmente lessa!! Tutto il mondo se ne accorse e nacque x ritorsione il Punk. Quello che tu dici costruttivo,centro sociale ecc..,nn è il punk,é Hard-Core,cioè la fine del punk ed il ritorno all'ideologia che ancora ora paghiamo. Il punk fu evoluzione istantanea, rifiuto del vostro vecchiume ideale e musicale. Insieme al Rap,il punk fino all'80 sono le uniche vere novità musicali dal jazz ad ora. Il resto é tutto derivativo.

  4. Da superfava quale sono devo correggere il titolo della intro nell’album di Elio, che si chiama “Adolescenti a colloquio”, con confronto.
    Detto questo, vi amo 🙂

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