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Simone Cristicchi – Vorrei Cantare Come Biagio (2005 – singolo)

Simone Cristicchi Vorrei Cantare Come Biagio Simone Cristicchi sino al 2005, quando comparve dal nulla nelle radio di tutta Italia con il singolo “Vorrei Cantare Come Biagio”, stava vivendo il sogno tanto auspicato nelle liriche della sua canzone. No, non quello di emulare in tutto e per tutto Biagio Antonacci, quanto piuttosto il realizzarsi e avere successo nel mondo della musica.

L’obiettivo fu centrato in pieno: “Vorrei Cantare Come Biagio” divenne il suo primo successo (più radiofonico diventanto uno dei tormentoni dell’anno che in termini di vendite visto che il singolo stette in classifica per poche settimane e senza mai raggiungere vette altissime) e diede il via alla carriera del cantautore romano che di lì a poco pubblicò il suo primo album dal titolo “Fabbricante di Canzoni”.

“Vorrei cantare come Biagio”, a dispetto del tono disimpegnato e scanzonato, non è affatto un brano stupido o leggero come si potrebbe ritenere a un primo ascolto ma rivela invece due canali di lettura diversi ma non troppo tra di loro. È un brano nato in un periodo di sconforto per Cristicchi in cui credeva di non riuscire mai a sfondare in campo musicale (l’esordio era avvenuto ben cinque anni prima) e manifesta il timore di rimanere ancorato ad una dimensione “di nicchia” che però, alla lunga, inizia a non soddisfarlo più.

Dall’altra parte invece troviamo una critica rivolta allo stesso mondo della musica che Cristicchi vuole a tutti i costi conquistare utilizzando la figura di un cantautore di successo come Biagio Antonacci appunto (inserendo citazioni di titoli delle sue canzoni come nel verso che recita “Purtroppo in cima alle classifiche / non ci facciamo compagnia”) come modello di riferimento per sottolineare quanto un giovane artista incontri molte difficoltà se tenta di emergere mantenendo intatta la sua individualità, senza cercare la sterile l’emulazione. Da qui il ritornello divertente e azzeccato in cui Cristicchi afferma di voler essere in tutto e per tutto uguale ad Antonacci nell’abbigliamento, nel canto e addirittura nel peso e che culmina con la spassosa frase “se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison / con Rambo e Rocky adesso è solo Biagio Antonacci”.

Simone Cristicchi Vorrei Cantare Come Biagio
Simone Cristicchi (c) Angelo Trani

Questa in definitiva è la storia del brano che il cantautore stesso definì “tormentone involontario”. Un brano godibile, fresco e che facilmente rimane in testa. Forse il suo unico difetto sta nella totale assenza di cattiveria nell’affrontare un tema del genere. Ma questo è lo stile di Cristicchi, raccontare storie non banali (si pensi al brano vincitore di Sanremo nel 2007 “Ti Regalerò Una Rosa” ispirato alla sua esperienza come volontario in un centro d’igiene mentale) utilizzando toni semplici e leggeri colmi d’ironia ma senza mai scadere nello sbeffeggiamento vero e proprio. Persino una canzone come “Ombrelloni”, presa per i fondelli delle canzoni estive che vedeva un ritornello ironicamente pieno di volgarità e provocazioni e che incontrò la censura radiofonica, non riesce a essere totalmente cattivo come forse dovrebbe.

Ad ogni modo tutto ciò pare non essere così importante. Simone Cristicchi è un autore di canzoni capace cui riesce bene quello che fa, sa divertire quanto basta con la sua critica alla camomilla e al pubblico evidentemente sta bene così.

Vorrei Cantare Come Biagio

Vorrei cantare come Biagio Antonacci
Vorrei pesare come Biagio Antonacci
Firmare autografi alle fan, riempire I palasport
E fare quel che fa Biagio Antonacci
Vorrei vestirmi come Biagio Antonacci
Vorrei convivere con Biagio Antonacci
Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
Con Rambo e Rocky, adesso è solo Biagio Antonacci

Godo della stima dei miei simili
E per quanto sia nostalgico non sono stato mai da Paolo Limiti
I limiti che ho li riconosco,
Sono cappuccetto rosso perso in questi sottoboschi artistici.
Credici, mi dicono, credici
E arriverai al Palalottomatica o al Festivalbar,
Fidati, mi dicono, fidati, ce la fai.
Ma io mi sento un panchinaro condannato allo stand-by.
Mi stimano tantissimo I colleghi cantautori,
I direttori generali e pure I produttori,
Mi vuole bene questo pubblico di nicchia,
Ma io mi sento piccolo come una lenticchia.

Vorrei cantare come Biagio Antonacci
Vorrei pesare come Biagio Antonacci
Firmare autografi alle fan, riempire I palasport
E fare quel che fa Biagio Antonacci
Vorrei vestirmi come Biagio Antonacci
Vorrei convivere con Biagio Antonacci
Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
Con Rambo e Rocky, adesso è solo Biagio Antonacci

Pesante la tua musica leggera,
La trovi su cd, lp e su dischetti per tastiera,
Mentre a me mi trovi in giro qualche sera,
In un locale dove fuori certamente non see’è fila.
Purtroppo in cima alle classifiche non ci facciamo compagnia
La costruzione di un successo è sempre un’alchimia
Di musica e di testo,
Tu sei un gran maestro,
Ti dedico ‘sto pezzo e spero che ricambierai la cortesia.

Vorrei cantare come Biagio Antonacci
Vorrei pesare come Biagio Antonacci
Firmare autografi alle fan, riempire I palasport
E fare quel che fa Biagio Antonacci
Vorrei vestirmi come Biagio Antonacci
Vorrei convivere con Biagio Antonacci
Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
Con Rambo e Rocky, adesso è solo Biagio Antonacci

Sono bravo a scrivere canzoni, si, ma tu di più, ma tu di più,
Sono bravo a regalare le emozioni, si, ma tu di più,
Ma quanto tempo e ancora, io dovrò darci dentro
Quanto tempo e ancora mi viene da star male perché

Purtroppo io non sono Biagio Antonacci
Vorrei pesare come Biagio Antonacci
Firmare autografi alle fan, riempire I palasport
E fare quel che fa Biagio Antonacci
Vorrei vestirmi come Biagio Antonacci
Vorrei convivere con Biagio Antonacci
Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
Con Rambo e Rocky, adesso è solo Biagio Antonacci.

Purtroppo io non sono Biagio Antonacci.

7 Commenti

  1. La miglior canzone scritta da Cristicchi è “Prete”. Provare per credere.

  2. Un autore inutile.

  3. Mi ricordo ancora la prima volta che l’ho sentita alla radio, credo durante Ciao Belli su Deejay mentre viaggiavo in auto: ho cominciato a ridere come uno scemo che quasi finivo fuori strada 🙂

  4. In che lingua è scritto l’articolo? In ogni caso, Cristicchi è il nulla.

  5. Tutti quelli che criticano Cristicchi, definendolo un autore inutile o banale, sono quelli che poi iniziano a scomodare i nomi di cantautori come De Andrè o Dalla, di cui però conoscono rigorosamente i brani contenuti nei loro Greatesh Hits e che ai concerti di De Gregori cantano “La donna cannone” come se fosse un inno da stadio.

    E comunque, se volete rivalutarlo, vi basta guardare in quale merda galleggi il cantautorato italiano, tra personaggi come Vasco Brondi, Dente, Mannarino e altri pseudo intellettuali con barbetta e cappello, davanti ai quali pure “Ombrelloni” risulta un capolavoro.

  6. Genova Brucia non era proprio una “critica alla camomilla”.

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