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5 canzoni italiane rese immortali dal sax

sax girl naked

Il 6 novembre, è la Giornata Internazionale del Sax, in coincidenza con l’anniversario della nascita del suo inventore, Adolphe Sax. e una domanda ci attanaglia da anni: che fine ha fatto il sax nella musica italiana?

Vogliamo quindi anche noi tributare questo grandioso strumento con una classifica dei 5 brani della musica pop italiana resi immortali dalla presenza del sassofono.

Doverosa premessa: abbiamo volutamente tralasciato i padri fondatori (scusaci Fausto Papetti), i generi musicali nei quali i fiati sono strumenti imprescindibili (quindi niente ska, jazz e twist) e le canzoni non italiane (ed è stato difficile lasciare fuori, chessò, David Bowie, i Men At Work ma soprattutto Benny Hill). Ci siamo inoltre concentrati sul momento storico a nostro avviso più prolifico per la storia del sax nella musica pop italiana, ovvero il periodo a cavallo tra la seconda metà degli anni ’80 e i primissimi anni ’90. Dopodiché il sassofono è repentinamente (ma comprensibilmente) scomparso dalle radio nazionali, con tutta probabilità a causa di un cambio di rotta nei gusti degli arrangiatori e dei fruitori di musica contemporanea. Noi non siamo d’accordo.

Ecco quindi la nostra imprescindibile classifica, con tanto di link alla playlist Spotify a fine articolo, compilata apposta per voi melomani.

#5: Cristina D’Avena – Siamo fatti così (1989)

Intendiamoci, la sigla del cartone animato francese “Esplorando Il Corpo Umano” è un caposaldo della discografia di Cristina D’Avena nonché chiave di volta di ogni trentenne lievemente nostalgico. L’abbiamo messa solo in quinta posizione per via della piccola (ma importante) presenza del sassofono all’interno del brano, vale a dire gli incisi e un mini assolo. Viscerale.

#4: Giuni Russo – Alghero (1986)

Giuni Russo per noi è divina. “Alghero” non è forse il suo brano migliore, o quantomeno non è all’altezza di “Un’Estate Al Mare” o di “Good Good-Bye”, eppure anche senza lo zampino di Franco Battiato alla produzione non possiamo che restare incantati di fronte alla melanconia di questa canzone, atmosfera perfetta per il fraseggio iniziale di sax. Sbarazzino.

#3: Nada – Amore disperato (1983)

Ogni volta che ascoltiamo questa canzone ci sdilinquiamo di fronte a Nada che canta sorridendo (e si sente) e agli stop and go di uno dei capolavori della musica italiana, ancora una volta con un assolo di sassofono azzeccatissimo. Mozzafiato.

#2: Righeira – L’Estate sta finendo (1985)

Vero emblema di ogni estate e padre putativo del concetto di “tormentone” come lo intendiamo oggi, questo brano fa del sassofono (a proposito, sapevate che Michael Righeira lo suona davvero?) il gancio principale della melodia, facendo entrare di diritto lo strumento nell’immaginario collettivo degli anni ’80 insieme (manco a dirlo) ai capelli cotonati e alle spalline larghe. Evergreen.

#1: 883 – Con un deca (1992)

Poche storie, “Con Un Deca” è LA canzone con il sax. Entra al momento giusto, fa da contrappunto ad una musica (e ad un testo) struggente e come se niente fosse se ne va lasciandoti lì inerme. Canzone perfetta, a nulla servono i tentativi di rovinarla con inutili remix e remake; considerato l’anno di uscita, ci piace considerare questo brano come il canto del cigno del sassofono nella musica italiana. Immortale.

9 Commenti

  1. “..e dimmi che non vuoi morire”…di patty pravo…li il soprano è co-protagonista x certi versi…

  2. Io citerei anche “La ditta” degli Elio e le Storie Tese, che si apre proprio con un solo di sax del compianto Feiez

  3. Giacché citi “Siamo fatti così”, per me è imprescindibile il sax che apre la sigla di “E’ quasi magia Johnny”!

  4. Da fan dei Nomadi sfegatato, mi permetto di suggerire il periodo in cui vi cantava suonava Francesco Gualerzi (1993-1998 all’incirca), superbo sassofonista semi-sconosciuto.

    Provate ad ascoltare Vivo Forte (versione da “La settima onda”)
    https://www.youtube.com/watch?v=-nFy9OK90_U

    oppure Nei miei sogni
    https://www.youtube.com/watch?v=2JXdkrO_SIg

    il sax è uno strumento eccezionale ma purtroppo, come evidenziato nel vostro articolo, ormai è relegato alla musica jazz ed alle filarmoniche di paese…

  5. Per il sax è morto insieme al mitico Feiez….

  6. Il sax più bello è indiscutibilmente questo:
    https://www.youtube.com/watch?v=NAkbkZ9Iblg
    (Squallor Va fanculo co chi vuo’ tu)

  7. Molti sassofonisti di jazz integravano i guadagni bazzicando la musica leggera: penso a Gianni Bedori, che incise per la Produttori Associati col nome di Johnny Sax, ma era tutt’altro che un Papetti dei poveri, anzi sapeva impreziosire anche i pezzetti più orecchiabili con delizie nascoste. Quando lo conobbi personalmente a Milano nel dicembre 1990, gli dissi quanto avevo amato da ragazzo la sua ‘Snoopy’ e gli cantai non la melodia ma il controcanto di sax tenore sotto la terza esposizione, quella dopo il secondo cambio di tonalità. Bedori era un po’ sconcertato, ma molto contento che avessi apprezzato quel gustoso sprazzo di inventiva.

  8. Al di là del sassofono sparito o meno dalla musica italiana, l’argomento mi fa riflettere sul fatto che la tanto vituperata “Balena Bianca DC” dopotutto non era così bacchettona, né inquisitoria nella censura. Basta guardare le copertine degli album di Fausto Papetti o di Gil Ventura di cui permetteva la libera pubblicazione.
    Non volevo deviare dal titolo e la mia non è affatto nostalgia politica, è solo che non mi piacciono le nomee esagerate.

  9. Darioh Ammiratah

    Come dimenticare il sax in “Siberia” dei Diaframma?

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