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Sandro Giacobbe – Gli Occhi di Tua Madre (1976 – 7″)

sandro giacobbe gli occhi di tua madreIl genere “donne mature ancora piacenti” è un caposaldo sia nel cinema porno che nella musica. “Gli occhi di tua madre” di Sandro Giacobbe ne è sicuramente l’inno mondiale. E sarebbe una fenomenale colonna sonora della pubblicità dell’Oil of Olaz, la celebre crema che garantisce eterna giovinezza alle mamme, tanto da venir scambiate per sorelle maggiori delle loro figlie.

Sandro infatti scuote il Festival di Sanremo raccontando la torbida storia dal drammatico epilogo di un ragazzo che, andato a casa della fidanzata per portarla fuori a cena, non la trova. In compenso viene invitato ad entrare dalla logorroica madre della ragazza, che gli offre un cicchetto di amaro Cora. Tra una chiacchiera e un bicchierino ecco che cosa succede:

E quando l’ho avuta di fronte
Che scherzo mi han fatto gli occhi miei
Credevo che fossi tu ed era lei
Poi mi sembrò naturale
Guardarla così come guardo te
Perché sei uscita, perché?

Mi hanno fatto innamorare
Gli occhi verdi di tua madre
Il sorriso di un tramonto
Dove ci si può specchiare
I tuoi passi all’improvviso
E un tuffo al cuore immenso
…se ci penso…

A questo punto arriva lei, la fidanzata. Non sappiamo se coglie i due sul fatto però Sandro sente il bisogno di uscire con lei e parlarle subito, nonostante stia diluviando come Dio la manda.

La pioggia continua a cadere
E tu continui a non parlare
Hai l’aria di un cigno che muore
La vittima la sai fare
Di certo non è quel sospiro
Che può cancellare quel che sei
Tu rimani tu, e lei è lei
Non è colpa mia se mi piace
Ogni cosa che rassomiglia a te
Adesso hai capito perché…

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Lei ha l’aria di un “cigno che muore” perché a stare sotto la pioggia ad ascoltare le cazzate del moroso si è beccata la pleurite. Però morirà felice perché lui ha sfoderato la scusa più monumentale della storia: “sai, mi sono fatto tua madre perché mi piace tutto quello che ti assomiglia”.

Come si può non cadere ai piedi di quest’uomo. Sandro Giacobbe sì che sa come trattare una donna! E la giuria lo premiò con un incredibile terzo posto!

Vive l’amour!

2 Commenti

  1. C’e’ un errore abbastanza madornale nell articolo appena letto: Sandro Giacobbe nel 1976 non pote’, con questa canzone, “scuotere l’Ariston” per il semplice fatto che quell’anno (e fu l ‘ultima volta) il festival si tenne ancora al Salone delle feste del Casino’. Il trasloco all ‘Ariston si ebbe solo a partire dall’ edizione 1977 in poi (tranne nel 1990 quando venne sciaguratamente scelta la location del Palafiori).

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