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San Culamo – Discografia

san culamo

ATTENZIONE: il contenuto della musica dei San Culamo è altamente blasfemo e antireligioso. Chi continua nella lettura o si mette all’ascolto è consapevole e dunque consenziente. Astenersi moralisti, benpensanti e rompiballe.

Se il black metal non poteva che fiorire in Norvegia i San Culamo non potevano che essere capitolini.

Impossibile pensare ad una band di stampo anticlericale e blasfemo, chessò, ad Aosta, Catania o Pescara. La presenza dello Stato della Chiesa, le sue pesanti e continue ingerenze nella vita sociale e politica dello stato Italiano e soprattutto della Capitale hanno da sempre fomentato quell’humus popolare anticlericale che vede nella bestemmia spesso creativa e nello scherno blasfemo uno sfogo di ribellione difficilmente comprensibile per chi non è romano o non abita a Roma.

E se le band black metal con i loro testi anticristiani oggi sono considerate come pilastri imprescindibili dell’evoluzione di un genere musicale e i fumetti blasfemi di Charlie Hebdo vengono difesi anche dal milieu borghese più conservatore al grido di liberté, égalité, fraternité, non capiamo perché non possiamo celebrare le gesta di questi ragazzacci.

Scomunicati e Vincenti (1994 – MC autoprodotta)

san culamo scomunicati e vincentiIn un’epoca in cui ancora internet non esisteva, quando si trovavano telefoni pubblici agli angoli delle strade, quando ci si riusciva ad incontrare senza usare WhatsApp e quando le novità musicali le leggevi sulle riviste, circolava tra i ragazzi romani una musicassetta copiata mille volte e proveniente da chissà dove che fondeva il concetto di comico e blasfemo.

Le parolocce e lo scherno degli Elio e le Storie Tese verso i Testimoni di Geova era robetta da Radio Deejay, i misteriosi San Culamo alzavano l’asticella del turpiloquio in maniera inavvicinabile per chiunque: bestemmie, attacchi al clero e comicità che se ne sbatte delle regole base del “si può dire”.

Se in scandinavia bruciavano chiese, si pittavano il viso e annusavano animali morti prima dei concerti i San Culamo si sfondano di risate alla faccia di tutti. Registrano su basi karaoke le loro parodie blasfeme (i tanto amati 883 che “omaggeranno” spesso, Jean-Michael Jarre e sigle dei cartoni animati) usando il codice del pop per marchiare nel cervello dell’ascoltatore le loro canzoncine. Altro che urlacci incomprensibili su ritmiche in blast beat. Certo la qualità della registrazione è pecoreccia ma va bene così tanto non dobbiamo ascoltarci i Pink Floyd in fondo.

Nascono quindi brani irresistibili come le scanzonate “Hanno Ucciso l’Asinello”, “Jingle Cazz”, “Sei Mejo Te”, “M’ Hanno Scomunicato” e “Non Me la Dai” forse l’opus dell’intera carriera (carriera?) della band. Non mancano accenni all’attualità dell’epoca come in Dove Hai Messo il Cazzo” che prende spunto dai famosi coniugi Bobbit o Tutti a Civitavecchia”, che fa riferimento ad un fatto di cronaca avvenuto nella cittadina laziale, dove il padre di una giovane coinvolta in orge fra ragazze minorenni e ragazzi maggiorenni brutalizzò uno di questi ultimi con un ramo. Menzione particolare per “Il Prov’ano'” brano-non brano costruito usando l’audio di qualche vecchia videocassetta per adulti su una base groovy tra funk basilare e mugolii di piacere. Favolosa.

Il resto sono siparietti tra un brano e l’altro a volte a mo’ di stornello (la serie delle dita) o di sketch comici dei vicini di casa Giuseppe e Girolamo, tutti ovviamente con la scusa della bestemmia; alcuni carini, altri meno, sicuramente un po’ troppi. Non mancano brani evitabilissimi tipo “Rutto Apocalypse” un brano house fatto con rutti campionati e bestemmie (tre minuti francamente insostenibili), “Pantegani” e “Siamo Volgari”.

Un disco a suo modo leggendario che incornicia perfettamente il mondo dei San Culamo che da qui in avanti non potranno fare altro che ripetere se stessi, nel bene e nel male.

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Tracklist:
01. Terrore a Dioland
02. Hanno Ucciso l’Asinello (parodia di “Hanno Ucciso l’Uomo Ragno” degli 883)
03. Un Dito
04. Tutti a Civitavecchia
05. Due Dita
06. Ho Totto il Culo a D.O (parodia di “Rotta X Casa di Dio” degli 883)
07. Tre Dita
08. Rutto Apocalypse
09. Quattro Dita
10. Jingle Cazz (parodia di “Jingle Bells”)
11. Cinque Dita
12. Sei Mejo Te (parodia di “Chronologie Part 4” di Jean-Michel Jarre)
13. Sei Dita
14. Mannaggia Padre Currito (parodia di “Perché è un Bravo Ragazzo”)
15. Sette Dita
16. Wojtila (Torna in Polonia) (parodia della sigla “The Monkey” de I Coccodrilli)
17. Giuseppe e Girolamo a Messa
18. Il Prov”ano”
19. Non Me la Dai (parodia di “Come Mai” degli 883)
20. Otto Dita
21. Dove Hai Messo il Cazzo
22. Nove Dita
23. Pantegani (parodia di “Thunder March” di Marty Friedman)
24. Dieci Dita
25. Sti Cazzi
26. Undici Dita
27. Bidibibodibibù (parodia dell’omonima canzone del cartone animato Cenerentola)
28. M’ Hanno Scomunicato (parodia della sigla “Remì” de I Ragazzi di Remì)
29. Dodici Dita
30. Siamo Volgari (parodia di “Chronologie Part 8” di Jean-Michel Jarre)
31. Tredici Dita
32. Giuseppe e Girolamo da Gino
33. Tutti a Civitavecchia Karaoke
34. Quattordici Dita
35. Terrore a Dioland 2

Massacro a Betlemme (1997 – MC autoprodotta)

san culamo massacro a betlemmeDopo ben 3 anni di attesa tornano i San Culamo con una nuova attesissima cassettina che diventa subito culto come il primo album.

Indubbiamente arriva all’ascoltatore l’atmosfera scanzonata e demenziale che bilancia la povertà tecnica e di mezzi, però il tutto, o quasi, sa di già sentito, anche perché la formula rimane praticamente invariata.

Riascoltare i nuovi sketch di Giuseppe e Girolamo fa piacere come incontrare due vecchi amici (magnifica l’introduzione a “Torniamo a Civitavecchia”), così come vedere, anzi ascoltare che i San Culamo gettano uno sguardo sarcastico sulla religione e sulla società con le ballate “La Madonnina Ha Pianto” (con la partecipazione di Ceppaflex degli amici Prophilax) e “In Paradiso Me Ne Andrò” che assieme all’altro lento “Ciccione Pelato Vestito di Bianco”, imancabile attacco al Papa, sequel del precedente “Wojtila (Torna in Polonia)” sono i pezzi più significativi del disco. Il resto purtroppo è un po’ fine a se stesso, molto (troppo) sesso e temi scatologici quasi fossero stati influenzati proprio dai Prophilax, ma sono le canzoni che non lasciano molto.

Non manca neppure in questo caso l’omaggio alla pornografia d’annata con “Pornorama 2001”, che usa lo stesso trucchetto de “Il Prov’ano'” riuscendo addirittura ad essere più divertente.

In generale però un disco sottotono, ma fortunatamente di transizione.

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Tracklist:
01. Tutti in Cristoteca
02. Ce l’Ho Lungo Così (parodia di “Senza Averti Qui” degli 883)
03. Torniamo a Civitavecchia
04. Me Sò Cacato Pure l’Anima
05. Cuciti la Fregna (parodia di “Chiuditi nel Cesso” degli 883)
06. Satana è Amico Mio
07. La Madonnina Ha Pianto (con Ceppaflex)
08. Io Bestemmio (parodia di “Promises” dei Take That)
09. Rutto Attack (L’Invasione)
10. Pornorama 2001
11. P.D.L. (parodia della colonna sonora del videogioco Pop’n TwinBee)
12. Ciccione Pelato Vestito di Bianco
13. Famoso Porco di 3 Lettere
14. Sò Mejo Io (parodia di “Tears Don’t Lie” di Mark , cover a sua volta di ”Soleado” dei Daniel Sentacruz Ensemble)
15. Bambini, Mi Raccomando…
16. In Paradiso Me Ne Andrò (parodia di “Finalmente Tu” di Fiorello)
17. Sò Er Fio De Berlusconi

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I Predatori dell’Arca Madonna (2001 – CD autoprodotto)

San Culamo Predatori dell'arca madonnaSe in “Massacro a Betlemme” i San Culamo sembravano un po’ appannati, con il nuovo “I Predatori dell’Arca Madonna” tornano più carichi che mai a partire da una registrazione leggermente più nitida anche se sempre zozza e casereccia. Anche se le tematiche sono note (il Papa, la Chiesa arricchita, i dogmi, riti e regole della religione, cacca, scoregge e sesso) la vera e unica protagonista è solo una: la bestemmia.

Non solo le imprecazioni a Dio e ai Santi sono in un numero esageratamente spropositato anche per un bestemmiatore seriale, ma nel loro disco della “maturità” non si limitano all’insulto fino a se stesso tra un verso e l’altro, piuttosto diventano parte integrante delle canzoni. Nascono così nuovi classici come “Vecchio Pazzo Stronzo”“Io Ti Maledico”, “Il Paradiso è in Vendita”, “Il Giubileo è n’Anno Demmerda”, “Lo Scureggiatore”, “Il Vangelo è un Falso” e la contaggiosa “Mannaggia Padre Pio” che vi sfido a non canticchiare compulsivamente dopo 10 secondi.

Anche in questo disco menzione particolare merita il pastiche sonoro creato mischiando questa volta il solito parlato preso da un vecchio a luci rosse e un’invidiabile collezione di insulti copiaincollati dalle più famose commedie italiane e non a caso intitolato appropriatamente “Volgaribus”.

Un album per palati forti, un po’ ripetitivo nella struttura (tutte le canzoni hanno un’introduzione fatta da un breve dialogo che culmina in una scarica di bestemmie) ma che riesce a soddisfare fan vecchi e nuovi (solo per amanti del genere, chiaramente).

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Tracklist:
01. Intro: Mission San Culamo
02. Sono un Poliglotta
03. Vecchio Pazzo Stronzo (parodia di “Questo Vecchio Pazzo Mondo” di Adriano Celentano, a sua volta cover di Eve of Destruction di Barry McGuire)
04. Io Ti Maledico (parodia di “Io Vagabondo” dei Nomadi)
05. Lo Dico Anch’Io
06. La Combriccola del Porco
07. Vaticano in Fiamme
08. Mannaggia Padre Pio (parodia di “Boom Boom Boom Boom” dei Vengaboys)
09. Porto Dio (parodia di “Sei Un Mito” degli 883)
10. Ma Quant’è Zozzo Dio (parodia della sigla del telefilm Lost in Space di John Williams)
11. Grazie Dio (parodia di “Grazie Roma” di Antonello Venditti)
12. Volgaribus
13. Ogni Scusa è Buona (parodia della colonna sonora di Pac-Man)
14. Morte al Pellegrino
15. Il Paradiso è in Vendita
16. Il Giubileo è n’Anno Demmerda (parodia della sigla di Space Robot)
17. Lo Scureggiatore (parodia de “Il Pescatore” di Fabrizio De André)
18. Il Tredicesimo Apostolo (parodia di “From Malkuth to Kether” dei Samael)
19. Il Vangelo è un Falso
20. All’Inferno Ci Vado Volentieri
21. Mi Chiamo Giuda
22. I Predatori dell’Arca Madonna
23. Conclusione

Tana Pe’ Cristo (20??)

Nel 2005 i San Culamo tornano sulle scene grazie a Puttanic, doppiaggio goliardico di Titanic ad opera del solito Ceppaflex che hanno l’onore di chiudere con una cover di “My Heart Will Go On” di quel tubero di Céline Dion, chiaramente rifatto alla loro maniera diventa “Padre Cryo”. Grazie agli amici Prophilax per la prima volta abbiamo la possibilità di ascoltare i San Culamo in alta definizione come gustoso antipasto del nuovo album “Tana Pe’ Cristo” che sembrava in arrivo.

Purtroppo sono passati più di dieci anni ormai e del fantomatico disco “quasi pronto” non vi è traccia. Forse si sono rotti le palle? Forse mancano le idee? Forse i San Culamo oggi non hanno più ragione di esistere visto che la bestemmia nel frattempo è diventata virale (Germano Mosconi docet)? Dovremmo avere fede e sperare in un miracolo… ehm… no forse questo è da escludere. In ogni caso se ce l’ha fatta “Chinese Democracy”, se ce l’ha fatta “Smile”, un giorno ce la farà anche “Tana Pe’ Cristo” a vedere la luce e se non sarà così chi se ne frega. La ceppa alata anche dopo 20 anni è ancora scomoda e maleducata molto di più di tanti dischi “estremi” e artisti dallo spirito libero e ribelle che nella migliore delle ipotesi diventano giusdici di X-Factor e nella peggiore vanno in prepensionamento ad Amici di Maria De Filippi.

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2 Commenti

  1. Massimiliano

    credo che, se la memoria non m’inganna, i prophilax ed i sanculamo (e forse anche i pizza&fichi) siano in realtà il medesimo gruppo, con il cambio di qualche membro che probabilmente ci teneva a dissociarsi dalla nobile arte della bestemmia creativa, infatti non si può mai associare il nome prophilax alla bestemmia, queste ultime le abbiamo sempre e solo con i sanculamo.

  2. @ Massimiliano I San Culamo in realtà sono nient’altro che Ceppaflex che cazzeggiava con midi rubati qua e la…ricantandoci sopra. Per motivi di copyright naturalmente non lo ammetterà mai pubblicamente, anche se lo ha sempre fatto capire ahahahah.

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