Roberto Angelini GattomattoÈ difficile parlar male di un bravo artista, ma questa “Gattomatto” riesce a ogni ascolto a mettermi addosso una tristezza impressionante, a cominciare da un video che vuole imitare quelli di boyband come Backstreet Boys o *N SYNC, riuscendoci pure male, per essere chiari.

Roberto Angelini, musicista con la C maiuscola, quella di chitarra (il suo patrigno è Vittorio Camardese, fatevi un favore e andatevelo a cercare), maestro nell’uso della lap steel guitar, è un cantautore non conosciuto ai più, ma che sforna album dal lontano 2001, anno in cui vince il Premio della critica Mia Martini al Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte.

Forte della visibilità ottenuta Angelini nel 2003 pubblica il suo secondo album, prodotto dalla Virgin, da cui verrà estratto il singolo “Gattomatto”, canzone che segnerà la carriera del cantautore, anche se in negativo. Infatti per quanto il brano sia il più famoso e venduto dall’artista, in realtà si rivela una tremenda palla al piede.

Dobbiamo perciò considerare “Gattomatto” come una sorta di grande inciampo, e la gamba tesa è del produttore Giuliano Boursier (giusto per citarvi alcune sue produzioni: Luca Dirisio e i Modà), che ha permesso al cantante di vendere, anzi svendere, in fretta un singolo in sé orecchiabile ma tremendamente banale. Una base R’n’B che cavalca la moda lanciata proprio in quegli anni dal più conosciuto Tiziano Ferro arricchita da riff di chitarra alla Alex Britti e da un testo che non credo abbia rubato più di cinque minuti per la stesura: questo “Gattomatto”, ovvero il gatto randagio, è la classica metafora dell’uomo della strada, con l’aspetto vissuto, un duro, ma che sa fare le fusa. Brividi.

La canzone ottenne un ottimo riscontro di pubblico, non sto a dirvi l’età media delle acquirenti, ma restituì un’immagine errata che il cantautore voleva dare di sé; Roberto a quanto pare se ne accorse solo dopo il successo del singolo, perciò decise di lasciarsi l’esperienza alle spalle e ricominciare con l’amato folk, pubblicando nel 2005 un disco tributo a Nick Drake, assieme a Rodrigo D’Erasmo (Afterhours).

Qualcuno potrebbe a questo punto accusare il nostro di aver sputato nel piatto dal quale stava mangiando, ma provate a essere sinceri con voi stessi: se vi offrissero di mangiare merda non la sputereste? Il giovane Roberto si trova quindi a un bivio: diventare un nuovo potenziale Alex Britti, buon chitarrista che sforna canzoncine irritanti (come non citare “La vasca” ovviamente), oppure rinunciare al facile successo e rimanere fedele a sé stesso. L’autore sceglie la seconda opzione: “Mi sono divertito e sono stati un paio di anni belli; poi mi sono accorto che in realtà mi stavo uccidendo da solo perché quel mondo lì ti porta a vivere la musica in un’altra maniera. […] Mi sono aperto un’etichetta, la Fiori Rari, ho imparato cosa vogliono dire le edizioni e i diritti connessi, non mi faccio più fregare e ho le idee molto chiare per poter fare il disco come voglio io senza dover chiedere soldi a nessuno e senza avere una sudditanza psicologica su suoni e canzoni.” (da lisolachenoncera.it).

Roberto Angelini Gattomatto
Roberto Angelini nel 2016

Roberto Angelini attualmente è chitarrista fisso della Gazebo Band nel programma omonimo di Rai3, collabora con numerosi artisti, ha solcato il palco del Primo Maggio, tutto grazie alle proprie scelte, “Gattomatto” rimane solo un 73° posto nella classifica dei singoli più venduti del 2003 e una delle tracce della compilation del Festivalbar di quell’anno, sempre dello stesso periodo: “Vorrei avere nella mia carriera dei dischi che amo tutti alla stessa maniera, purtroppo, quello più passa il tempo e più rimane connotato ad un periodo, quando lavori per fare qualcosa che deve funzionare nel mercato e vendere, i suoni passano velocemente, il mio primo disco ho l’impressione che suoni ancora attuale, mentre Gattomatto è come se fosse datato e passato e questo mi dispiace.” da (gingergeneration.it).

Gattomatto

Il gatto matto vigila sul tetto
il gatto matto guarda tutti con sospetto
dall’alto controlla ogni strano movimento
il gatto matto sta fuori, il gatto matto sta dentro
ma è curioso e lui lo sa controlla tutta la città
ma da questa sera gratta sulla porta chissà cosa vorrà

Mi fissa con diffidenza sul ciglio della porta
lo tocco, si gonfia, mi graffia e poi scappa
non si fa vedere, il gatto matto si nasconde nel cortile
ma è curioso e lui lo sa, gira tutta la città
ma questa notte non mi fa dormire, vuole entrare qua!

Ehi… ehi… lasciami entrare
mi chiede per favore
Ehi… dai… fuori c’è un cane
che mi vuole fare male
Ehi… ehi… se mi vuoi bene
non stare ad aspettare
lasciami entrare
sarò il gatto più fedele
che tu abbia conosciuto mai…

Il gatto matto dorme nel mio letto
e per dispetto mangia pure nel mio piatto
non solo mi sporca anche tutto il pavimento
il gatto matto è molto furbo e attento
e quando ho gente a casa mia
non sa fare compagnia!
Ma che convivenza, ho perso la pazienza:
vai fuori di qua!
Mi fissa con arroganza sul ciglio della porta
lo tocco, si gonfia, mi graffia e poi scappa
non si fa vedere, il gatto matto si nasconde per le scale
ma è testardo e lui lo sa, lo sa tutta la città
ma questa notte nonostante tutto lui ritornerà!

Ehi… ehi… lasciami entrare
mi chiede per favore
Ehi… dai… fuori c’è un cane
che mi vuole fare male
Ehi… ehi… se mi vuoi bene
Non stare ad aspettare
lasciami entrare
sarò il gatto più fedele
che tu abbia conosciuto mai…

Gatto, se fai così tu mi fai diventare matto,
mi hai contagiato con il ritmo del tuo passo
di gatto matto che si infila dentro al letto
e per dispetto non mi fa dormire più.
Gatto, se fai così tu mi fai diventare matto,
mi hai contagiato con il ritmo del tuo passo
di gatto matto che si infila dentro al letto
e per dispetto non mi fa dormire più.

Ehi… ehi… lasciami entrare
mi chiede per favore
Ehi… dai… fuori c’è un cane
che mi vuole fare male
Ehi… ehi… se mi vuoi bene
Non stare ad aspettare
lasciami entrare
sarò il gatto più fedele
che tu abbia conosciuto mai…

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Nasco nel 1984 e da subito, grazie ai vinili di mio padre, la musica orbita attorno alla mia testa. Cresco quindi con i Genesis, Bob Marley, Neil Young, gli America, ma anche con Ruggeri, Dalla e Guccini. A 14 anni acquisto il mio primo basso ed il punk, assieme al crossover, muove ogni mio pensiero. Con gli anni la musica è diventata una vera ossessione, studiavo nuovi strumenti, leggevo articoli e recensioni, e più ne sapevo, più volevo saperne, per arrivare a considerarmi tuttora un ignorante. Ogni genere diventa fondamentale per accrescere la mia conoscenza, portandomi come artista su due progetti ben distinti, il cantautorato e la sperimentazione "noise".

2 Commenti

  1. Uno dei leitmotiv del cazzeggio di ‘Gazebo’, è proprio perculare Angelini citando ‘Gattomatto’ per i pretesti più disparati… però allo stesso Angelini, ogni tanto, gli scappa la corda e non resiste all’accennarne qualche nota 😀 Mi permetto di linkare un paio di performance, dal 2013 (comprendente un altro “scheletro”, 25enne al Disney Club – http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d51bfd59-c0ae-4d6d-8997-574d2755db67.html ) e dal 2016 ( http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-60b6b2ca-7e25-4df2-a902-0928343b33ac.html ) 😉

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