Rita Pavone DanceNon è certamente questo lo spazio per fare un’analisi critica della sterminata discografia di Rita Pavone, la minuta e precocissima cantante torinese che ha esportato la musica italiana in tutto il mondo (nel bene e nel male). Non possiamo però esimerci dal parlare di un disco bizzarro quanto raro che ci è passato tra le mani quasi casualmente.

Nell’ormai lontano 1995 esce in Brasile una raccolta dei successi di Rita, ma non si tratta dell’ennesima collezione dei suoi pezzi più ballabili, bensì di un disco di remix in chiave dance.

Ammetto di non essere un fan di “Pel di Carota” ma l’ascolto di questo disco è qualcosa di penosamente imbarazzante per la pochezza e dozzinalità dell’operazione.

I brani proposti non sono semplici remix, ma nuove incisioni riverniciate in chiave eurodance o presunta tale, forse per il pubblico di ottuagenari che sverna presso le spiagge di Bahia. In realtà con l’ascolto dell’album si scopre subito che si tratta di poco più di dozzinalissime basi midi che non solo fanno quasi a pugni con i brani originali, ma che sembrano essere state messe insieme in fretta e furia dal primo arrangiatore trovato per strada.

I brani che pompano le casse dello stereo (si fa per dire) sono il trittico iniziale “Datemi Un Martello”, “Il Geghegè” e “Qui Ritornerà” che, ad essere buoni, riassumono davvero il peggio degli stereotipi della musica dance di quel decennio.

Se riuscite a superare questo primo scoglio si aprirà davanti una doppietta da favola: una versione de “La Partita di Pallone”, fatta con la base pre-registrata di qualche tastiera Bontempi e mirabolanti effetti da stadio, accoppiata ad una versione da sagra della salsiccia di “Viva La Pappa col Pomodoro” inspendibile persino allo Zecchino d’Oro.

L’ultimo brano degno di nota è la conclusiva “Il Ballo del Mattone”, un midi’n’roll che sembra uscito da qualche scadentissima produzione di fine anni ’80.

Da qualunque lato lo si guardi questo disco è assolutamente insalvabile, nonché inascoltabile; davvero incomprensibile questa pubblicazione giovanilistica che sicuramente non ha attirato l’interesse del popolo delle discoteche di Rio e neppure quello dei fan storici che si ritrovano tra le mani un’inutile accozzaglia di canzoni che suonano piuttosto male.

Fatevi del bene ed evitate accuratamente questo disco, poi se qualcuno su internet cerca di spacciarvi a caro prezzo tale cimelio statene lontani perché non vi state perdendo assolutamente nulla.

Tracklist:
01. Datemi un martello
02. Il geghegè
03. Qui ritornerà
04. La partita di pallone
05. Viva la pappa col pomodoro
06. Solo tu
07. Remember me
08. Il ballo del mattone

1 commento

  1. Lo eviterò accuratamente, già non amo la Pavone negli anni ’60 con quel suo accento piemontese col quale imita Brenda Lee (che peraltro amo poco pure quella)!

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