Righeira Discografia
Michael e Johnson Righeira nei primi anni ’80

Dei Righeira si parla poco e si scrive ancora meno. Solitamente liquidati come fenomeno da baraccone di casa nostra, non possono vantare un background da electro-maudit come i Krisma, ma “solo” due/tre brani scolpiti nella memoria collettiva ed entrati a far parte della cultura popolare italiana del XX secolo.

Il duo torinese è stato portabandiera quasi involontario dell’italo disco in tutto il mondo, quando in realtà sono concettualmente più vicini al punk rock che ai riempipista a cassa dritta che spopolavano negli anni ’80.

Gli inizi

Righeira DiscografiaJohnson Righeira (all’anagrafe Stefano Righi) fresco di diploma superiore muoveva i primi passi nell’ambiente punk rock torinese di fine anni ’70, ma il suo concetto di punk era ben lontano dai cori Oi! dei puzzolenti sobborghi londinesi, così come aveva poco a che spartire con il furioso rock’n’roll a 78 giri dei Ramones.

Punk come concetto di anarchia stilistica sugellata nel 1980 in quel “Sandinista!” dove rock, reggae, jazz, gospel, folk e dub si mischiavano per dare forma a una world music ante litteram. Come bene dimostrato dalla raccolta “Ex punk, ora venduto”, Johnson assorbe tutto questo, sostituendo ogni sovrastruttura sociale o politica con totale libertà espressiva, ovvero le stesse coordinate sonore dei quasi coetanei Skiantos.

Nel 1980 vede così la luce il suo primo singolo “Bianca Surf / Photoni” (ristampato nel 1981) dove troviamo proprio la band bolognese ad accompagnare il nostro in maniera semi-anonima. Se il lato A è un piacevole surf-retrò senza infamia e senza lode, è il sorprendente lato B a catturare l’attenzione dell’ascoltatore più attento, una sorta di Kraftwerk proto-punk, a preannunciare la svolta elettronica e la nascita dei Righeira.

Righeira DiscografiaCon l’aggiunta del “fratello” Michael Righeira (Stefano Rota) il duo viene preso sotto l’ala protettiva dei fratelli La Bionda, un altro duo di hit maker di successo, e nell’estate del 1983 esplode “Vamos a la Playa”, brano che non solo è diventato un tormentone internazionale, ma che ancora oggi fa rima con “anni ’80”.

Il segreto? Un giro di synth semplice quanto riconoscibilissimo e una frase ripetuta fino allo sfinimento. Poco importa che il testo fosse in spagnolo (quando all’epoca l’inglese era obbligatorio) e che parlare di mondo post nucleare non rientrasse esattamente nei canoni dei brani da intrattenimento per il Sabato sera.

Seguì a ruota “No Tengo Dinero”, singolo-fotocopia che riesce quasi a bissare il successo del precedente, nonostante si tratti di una marchetta bella e buona: stessa struttura, stesso giro di synth iniziale, stesso testo in spagnolo e stesso ritornello ossessivo. Il pubblico non sembra accorgersene, quindi va bene così.

Righeira DiscografiaL’album omonimo che seguì mostra un gruppo che ha più sostanza di questi singoletti accattivanti anche se forse c’è fin troppa carne al fuoco, con un pasticcio di lingue (spagnolo, italiano, tedesco e inglese) e sapori diversi.

Meno ammiccamenti ai ritmi da dance floor e più synth-pop perfettamente affilato, a volte più melodico (“Tanzen Mit Righeira”, “Gli parlerò di te”) altre più schizzato e convincente (“Disco volante” e soprattutto la fantastica “Luciano Serra pilota”, probabilmente il migliore brano di sempre targato Righeira).

Il post “Vamos a la playa”

Righeira DiscografiaDopo un anno irripetibile i nostri tornano sulle scene l’estate successiva con “Hey Mama”, un synth pop sincopato senza pretese e soprattutto senta molto appeal, più stupido che demenziale. Non è un flop, ma il pubblico nicchia. Come dargli torto?

EDIT: abbiamo contattato Johnson Righeira, il quale ci ha messi a conoscenza del testo originale della canzone “Hey Mama”, poi modificato per volere della produzione. Eccolo qui:

Eh Muh eh Bozambo
Spia Baluba quando balla il mambo
Mentre dal cielo piovono gli zombi
Sulle astronavi dei dj zulù
Eh muh eh Bwana
Spacca computer là nella savana
È un po’ nevrotico ma è tanto buono
Cornetti elettrici da Superman

Hey hey mama
Dimmi perché Non posso mai portar le corna
Quando sono con te

Eh muh eh Tom Bongo
Dipinge vacche sgranocchiando mango
I suoi cornetti li ha comprati in Congo
E come hobby suona il putipù

Hey hey mama…

Come si evince chiaramente il testo originale, ben più geniale di quello pubblicato, avrebbe potuto decisamente svoltare la canzone. Peccato.

Righeira DiscografiaBastano però 12 mesi e il duo inanella un terzo centro. Nonostante un testo malinconico e il lancio in piena stagione vacanziera “L’Estate sta finendo” è immediatamente un nuovo classico.

I Righeira sembrano aver cambiato pelle: via le movenze robotiche e spazio a improbabili chiome biondo platino e abbigliamento destinato ad entrare negli annali del brutto. Meglio dimenticarsi per sempre questo look riprovevole e penalmente perseguibile per atti osceni in luogo pubblico, perché la canzone rimane un gioiellino pop, con quell’assolo di sax capace ancora oggi di catapultarci nel 1985: pettinature raccapriccianti, pantaloni a vita altissima e giacche con spalline imbarazzanti.

La vera perla nascosta è però il lato B del singolo, quella “Prima dell’estate” che è in realtà solamente “L’estate sta finendo” riarrangiata per voce e pianoforte che mette in luce la perfetta struttura melodica del brano e, diciamolo, la bella voce di Johnson Righeira.

L’approdo al Festival di Sanremo

Righeira DiscografiaIl 1986 arriva “Bambini Forever” il secondo atteso LP contenente il singolo “Innamoratissimo (Tu che fai battere forte il mio cuore)”, canzone scritta con lo zampone di Sergio Rocco Tanica Conforti (che sin dagli esordi del duo collaborava come keyboard and drums programmer) e portata al Festival di Sanremo, ovviamente incompresa dalla giuria, ma che sarà l’ennesimo successo radiofonico.

Anche per questo album i Righeira colgono al balzo l’occasione dell’alto minutaggio per allargare il loro spettro sonoro e giocare, come d’abitudine, con le lingue.

I tormentoni italo disco di qualche anno prima sembrano lontani ricordi, ora l’elettronica si sposa con ritornelli che cercano sempre l’orecchiabilità pop su sonorità e ritmi più rock (“We Wanna Be Punk”, “3-D” e la già citata “Innamoratissimo”). Non manca comunque il solito brano da spiaggia, questa volta è il turno di “Oasi in città”, forse la canzone più riuscita del disco che però non riesce a bissare i successi precedenti.

L’album si regge in piedi decentemente, ma sono evidenti i segni che qualcosa non gira più come prima: i La Bionda non sembrano più essere i produttori giusti per il duo che stenta a trovare una propria dimensione e la facilità di scrittura di Johnson si intravede con il contagocce.

Giovanni Crola e Maria Elena Vasselli – Annibale (scritta dai …

Sapevate che i Righeira hanno scritto una canzone per lo Zecchino D'Oro? Direttamente dal 1987 ecco a voi "Annibale"!Per saperne di più su tutta la discografia dei Righeira clicca qui: http://www.orrorea33giri.com/2012/10/righeira-discografia.html

Pubblicato da Orrore a 33 Giri su Giovedì 25 febbraio 2016

8 Commenti

  1. Quanto poco sapevo dei Righeira, conoscevo giusto i pezzi famosi e qualche stranezza ("Italians a go-go", ritrovata forse in una compilation).
    Certo che il testo di "Vamos a la playa" era proprio strano; la lingua spagnola e il ritornello continuo lo oscuravano completamente, ma il contenuto era inquietante. Ci credereste che una volta l'ho trovato in un'antologia di letteratura per la scuola superiore (annata '92)?

  2. Grazie per aver pubblicato tutte queste cose sui Righeira da cui trarre spunti per un piacevole amarcord, però definirli Orrore e categorizzarli come due caproni semisconosciuti sa tanto di bimbominkia sopravvissuto agli anni 80… sei sicuro di conoscerli bene, visto che parli dei Krisma come il sacro Graal a confronto? Ti dico solo due paroline… La Bionda…

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