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Ricchi & Poveri – Nascerà Gesù (1988 – 7″)

Ricchi e Poveri Nascerà GesùNo, non è che il Natale ci ha reso più buoni. Non lasciatevi ingannare dal titolo. “Nascerà Gesù” sta al Natale come la Nutella sta allo stracchino.

Tragicomica, inspiegabile, incredibile deviazione del terzetto ligure, qui alla loro ottava partecipazione al Festival di Sanremo alle prese con una canzone più impegnata del solito.

Con tutti gli argomenti vagamente seri ai quali i Ricchi & Poveri potevano dedicare la loro canzone, cosa hanno scelto? La clonazione. Sì, avete capito bene. Non la fame nel mondo, non la droga, non la povertà, non le malattie, non il governo ladro, non l’aumento del prezzo del caffè al bar, ma proprio la clonazione.

Nel lontano 1988 Angela, Angelo e Franco sono saliti sul palco e hanno lanciato il loro monito all’umanità: dove andremo a finire se l’uomo continuerà a giocare con la genetica?

Ed effettivamente il mondo non se la doveva passare troppo bene se ha deciso di affidare la denuncia di un problema così scottante all’allegro terzetto che fino a cinque minuti prima cantava “Sarà perché ti amo” e aveva appena inciso un album dal significativo titolo “Cocco bello Africa”

Eppure i nostri paladini sono saliti sul palco e, ostentando un’invidiabile sicumera da biologi plurilaureati, ci hanno parlato di questo fenomeno come se tutti all’epoca concepissero un figlio sì e l’altro pure con la clonazione. Il Gesù del titolo è appunto il bambino perfetto, nato senza il normale concepimento, ma piuttosto in una comoda e igienica provetta da laboratorio. Il luogo comune, naturalmente, è dietro l’angolo e non ci viene risparmiata neanche la solita storia che tutti vorranno solo bambini biondi e con gli occhi azzurri.

Stan cambiando il mondo ma che stupidi
Ma che fa l’ingegneria genetica
Presunzione inutile che non potrà mai
Far di te quel Dio che non sei
I bambini nascono da soli
Senza averli in grembo coi dolori
Se tu vuoi li fanno biondi
Con degli occhi blu
O comunque come li vuoi tu
Nascerà Gesù, o su per giù
Bugie che poi pagheremo noi
Stupidi così
Venderemo l’anima
Si perderà quel momento magico
Fredda questa scienza ci sconvolge
Questo amore piano lo distrugge
Voglio avere sì dei figli
Con degli occhi blu
Ma io voglio averli ancora
Con l’amore e come li vuoi tu
Presunzione inutile che non potrà mai
Far di te quel Dio che non sei
Nascerà Gesù, o su per giù
Bugie che poi pagheremo noi
Stupidi così
Venderemo l’anima
Si perderà quel momento magico
Stan cambiano il mondo ma che stupidi
Ma che fa l’ingegneria genetica
Voglio avere sì dei figli
Con degli occhi blu
Ma io voglio averli ancora
Con l’amore e come li vuoi tu

Per fortuna ci hanno risparmiato la storia della clonazione del cervello di Hitler… Ad ogni modo, questo pezzo avanti cent’anni rispetto agli standard sanremesi dell’epoca non venne compreso dalla giuria e si meritò un semplice nono posto, veramente misero rispetto a quanto erano abituati a raggiungere i nostro all’epoca.

Da segnalare infine che questo pezzo è stato scritto dal mitico Umberto Balsamo che lo stesso anno gareggiava come autore di un altro masterpiece: “Italia” di Mino Reitano! Chapeau!

3 Commenti

  1. Inascoltabile

    “Ma che fa l’ingegneria genetica, dadàbaidabaidà” 😀 Davvero “presunzione inutile”, quella dei R&P, di argomentare uno scenario da fantascienza distopica affastellando supercazzole senza capo né coda. Titolo scorrelato al testo, e quindi nazionalpopolarmente paraculo, quasi come quello del “film” (?) “Viva Padre Pio” di tale Gigione, in tema fantascientifico più un effetto “Spaceballs” che “Fatherland”, che se fosse salito “Ruttolomeo” (ndr: John Candy), come quarto interprete, il brano avrebbe acquistato più che una sua dignità, un senso. Si ride, si ride molto 😀 … L’avevo quasi dimenticata ma, come per 30 anni fa, la sensazione è sempre un enorme WTF, tradotto: “ma che casio stanno ‘a dì?”

  2. Ma nessuno ha notato la somiglianza del ritornello di questo pezzo con “You are not alone” di Michael Jackson, uscita qualche anno dopo?

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