Renato Zero La FregataRenato Zero ha cantato spesso e volentieri le situazioni più disparate e amene, ben a suo agio nei panni più estrosi indossati, di volta in volta, con geniale eleganza. La sua lunga carriera è colma di perle preziose, concentrate per lo più durante gli anni ’70; dagli anni ’80 fino ai giorni nostri (che i “sorcini” mi perdonino) c’è da riscontrare un diradarsi esponenziale di tali preziosità.La fregata” (dall’album “Via Tagliamento 1965-1970” del 1982) appartiene al principio del secondo periodo appena citato, quando ancora Renatone conservava tutto sommato il suo tipico stile glam nostrano, fieramente devoto alla provocazione.

Scritta in collaborazione con Caviri (già coautore di brani celeberrimi come “Mi vendo”, “Triangolo” e “Baratto”), la canzone può godere di un video che definire fantastico potrebbe non essere reato: almeno se si è difesi da un buon avvocato capace di convincere il giudice del fatto che ci si riferiva a Fantasticonoto programmone della televisione pubblica italiana il quale, sotto l’abile regia di Enzo Trapani, nell’edizione di quel remoto 1982, ogni sabato sera deliziava gli spettatori “acchittando” sontuose scenografie e coreografie al servizio di tutte le canzoni dell’album, interpretate singolarmente puntata per puntata.

“La fregata” parla della storia di una signora dal glorioso passato da ballerina (cosa sulla quale non scommetterei un centesimo, dato che la signora potrebbe soffrire di disfunzioni dell’autopercezione) costretta, evidentemente per bisogno, dopo i fasti presunti della carriera artistica, a riciclarsi come dama di compagnia. La protagonista non trovò quindi di meglio da fare che imbarcarsi sulla “fregata”, termine che in ambito militare si riferisce a un tipo di nave da guerra. In altri ambiti, lo stesso termine può tuttavia assumere diversi significati, compreso quello riferito ad un rapporto sessuale (come da dizionario): chissà se Renato Zero ne fosse a conoscenza… In ogni caso la sua vita si consuma tra le onde “per dar lustro alla marina”, proseguendo la carriera artistica tra le braccia di “Chi mi chiama Marilena, Chi Silvana, chi mi chiama Sofia”.

renato zero la fregata

Facendo scorrere il testo troviamo un colpo di genio finale, di quelli in cui Renato se ne frega altamente di tutto, mettendo in bocca alla protagonista una frase che denota un inaspettato sentimento di gratificazione: “Ed ognuno si consola, perché quando c’è l’alzabandiera… sono fiera di me”.

Il testo nel suo genere può essere considerato un vero gioiello: roba che se la ricantasse oggi esploderebbe qualunque platea.

La fregata

Io sognavo una crociera
Una vita da signora e poi …eccomi qua…
Vivere sotto coperta
E spogliarmi per la flotta no! Come si può…
Ero prima ballerina
E danzai per la regina, io
Ho una dignità anch’io…
Caro ammiraglio mio!
Affogare in questo mare
Per poi farmi decorare, no, come si può ?
Per dar lustro alla Marina
Sempre chiusa qui in cabina, no! Come si può ?
Vivere su una fregata,
Con la sorte già segnata… qui
Dico anch’io, ” Signor si ”
Ed invecchio così!
Chi mi chiama Marilena
Chi Silvana, chi mi chiama Sofia…
Ho una faccia per ognuno
Ed ognuno si consola, perché quando c’è l’alzabandiera…
Sono fiera di me!
Mare e cielo
Cielo e mare
Di quanto amore
Si ha bisogno quassù…
Mi vuol bene l’equipaggio
Mi sorteggio
Tocca a te, a lui
Poi tocca a tutti voi
Coro Oh!oh!oh!
Oh!oh!oh! La fregata
Oh!oh!oh! Vita ingrata!!! Che fregata!

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