Renata Attivissimo Il Mio Ragazzo Alessandra Dolce MarilynCiò che sappiamo sulla carriera musicale di Renata Attivissimo, personaggio televisivo più noto per il suo ruolo da showgirl negli anni ’80 e successivamente per la partecipazione in diverse fiction televisive come Incantesimo o Don Matteo, è particolarmente limitato a pochissime ma incisive incursioni nel mondo della discomusic ma con esiti tutt’altro che memorabili.

Avendo iniziato come soubrette del grande Erminio Macario successivamente instaurerà un sodalizio anche con il figlio Mauro partecipando ai cori del suo unico e curioso album “Amoropolis” pubblicato nel 1979. La prima volta che troviamo la nostra Renata nelle vesti di interprete principale è in un oscuro 12” dello stesso anno intitolato “Nepentha” del progetto musicale Seximama, un tradizionale brano disco come tanti altri, senza infamia e senza lode, ma il vero capolavoro dell’Attivissimo (ed ora capirete anche perché tanta ironia) è senza dubbio questo “Il Mio Ragazzo Alessandra / Dolce Marilyn” pubblicato nel 1980.

Da segnalare tra gli autori nientepopodimeno che il già citato poeta figlio d’arte Mauro Macario e Valerio Lidoni, quest’ultimo già componente dei Seximama nonché tra i compositori dell’immortale “Che fico!” di Pippo Franco solo un paio d’anni dopo.

Questo terribile singolo “Il mio ragazzo Alessandra / Dolce Marilyn” rientra appieno in quel sottofilone della musica disco e pop che trattava dell’omosessualità in un’ ottica tutta figlia della propria epoca, inaccettabile per oggi e con risultati memorabili più per l’effetto involontariamente omofobico/demenziale che musicale come “Un po’ gay” di Melissa, “Tommi / Donna più donna” di Gianni Greco o “Supergay” di Sonia Argento solo per citarne alcuni.

“Il mio ragazzo Alessandra” è una canzone più urlata che cantata, decisamente irritante già dal punto di vista musicale per non parlare della povera scrittura del testo, la nostra Attivissimo (che ironia certe volte la casualità), si lamenta per il proprio uomo, la quale ha sorpreso a vendersi «anche il dito» poiché travestito (a quanto pare gli autori erano ancora intrappolati in quella dicotomia per la quale necessariamente travestismo = prostituzione), nello sconforto generale della scoperta la narratrice tenta di recuperare il suo uomo in una miscela di ridicole frasi fatte create solo col tentativo di far metrica («torna a casa da mammà / cambia gonna e vieni qua!») senza tralasciare quelle poco chiare ed incomprensibili, al limite dell’interpretazione triviale.

A pochi, pochi metri da te
A fari spenti sto
Ingrano la marcia del cuore
Vado forte col pianto stasera

Ti vedo dello specchio retrovisore
Qualcuno sguaiato ti grida
Sei un pagliaccio di strada!
Vai a casa dal mammà
Cambia gonna e vieni qua!

Non devo andare in quel quartiere
Dove lui si vende anche il dito
Se non l’avete ancora capito
Il mio lui è un travestito!

Ti vedo dallo specchio retrovisore
Fantasma di notte venduto
Sei una lucciola strana
Ma ti amo, ambiguità
Togli il trucco e vieni qua!

Il mio ragazzo si chiama Alessandra
Febbre d’amore però ne ha tanta.
Febbre d’amore però ne ha tanta.
Febbre d’amore però ne ha tanta.
Si chiama Alessandra!

Adesso che ti svesti per me
Resti come sei
Ingrani la marcia del cuore
Fai forte con l’amore stasera

Nessuno vede questa trasformazione
Qualcuno sguaiato ti grada
Sei un pagliaccio di strada
Vai a casa da mammà
Cambia gonna e vieni qua!

Il mio ragazzo si chiama Alessandra
Febbre d’amore però ne ha tanta.
Febbre d’amore però ne ha tanta.
Febbre d’amore però ne ha tanta.
Si chiama Alessandra!

Come se già non bastasse il senso di disagio di questo brano il colpo finale viene dato il lato B: “Dolce Marilyn” un brano dedicato alla celeberrima quanto sfortunata attrice americana che si focalizza, ovviamente in maniera estremamente morbosa, sui lati più tormentati e tristi della sua vita. Un’atroce ballata riguardante una ragazza che sin da bambina ebbe le peggio sciagure di questo, mondo mentre tutte le altre sognavano Biancaneve e i sette nani.

Marilyn dolce Marilyn
Bella Marilyn

Con un padre sconosciuto
E una madre un poco pazza
Povera ragazza
Povera ragazza

Certo non sognavi come tutte le bambine
Biancaneve e i sette nani che ballan nelle tue mani (?)

E con quello strano zio
Che di notte nel tuo letto ti insegnava tutto meno Dio
Prego almeno io!
Prego almeno io!

Poi ragazza copertina
Giunta infine qui in città
Per essere te stessa
E non la vanità

E poi attrice dello schermo
Il teatro e un ruffiano (?)
Sexy symbol americano
Mamma mia che ciarlatano

Marilyn dolce Marilyn
Bella Marilyn

Le pastiglie che prendevi anche con l’intelletuale
Tutto libri, ma che vale ?
Lo chiamavi amore
Lo chiamavi amore

E quell’ultima tua notte
così densa di mistero
Solo tu conosci il vero
Ma io non c’ero
Ma io non c’ero

Si conclude così, senza alcuna risoluzione o acme questo terribile lato B, l’unico vero mistero tuttavia rimane capire perché una cosa del genere sia stata pubblicata.

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