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Ponzio Pilato – Tu Sei Nata Per Fare La Zoccola (1978/1980 – 7”)

Tu Sei nata per fare la zoccolaSotto il celebre pseudonimo di Ponzio Pilato, nome altisonante riferito in senso biblico a chi non vuole prendere decisioni importanti lavandosene le mani, si nasconde Claudio Moretti, architetto romano e proprietario di un disco club oltre che meteora impazzita apparsa al calar dei ’70 nel nostro firmamento musicale.

Data la scarsa reperibilità di notizie, risulta difficile tracciare un profilo psicologico degno di essere definito spicciolo, come altresì decodificare a dovere i messaggi criptici che probabilmente ha voluto diffondere nelle sue canzoni.

Scomparso nel 2011, lascia ai posteri due 45 giri: “Tu sei nata per fare la zoccola / Vaiolo” del 1978 e “Tu sei nata per fare la zoccola / Buon Natale alla puttana” del 1980. Il primo è stato prodotto addirittura dalla gloriosa Cinevox, mentre il secondo da un’etichetta sconosciuta di nome Blasky.

Di “Tu sei nata per fare la zoccola”, come avrete notato, esistono due versioni che presentano arrangiamenti e testi leggermente differenti fra loro; ma andiamo per ordine presentando per il momento il 45 giri prodotto dalla Cinevox, ovvero quello del 1978. Probabilmente i garantisti penseranno che Ponzio Pilato abbia avuto le sue buone ragioni per giungere alla conclusione che la propria amata fosse nata per fare la zoccola. Di sicuro, posso anticiparvi che il discorso è più surreale del bunga bunga.

L’introduzione musicale di “Tu sei nata per fare la zoccola” promette davvero bene, sfoderando un arrangiamento definibile tecnicamente “coi cazzi”, accostabile all’area cantautoriale di quel periodo. Severo e delirante, l’autore si rivolge alla sua amata, volendola indirizzare verso una sola ed unica convinzione:

Sì, tu sei nata per fare la zoccola,
sì, tu sei nata fatta così,
sì, il mio amore adesso è una zoccola,
sì, il mio cuore ora canta così.

Siamo dinanzi a un quadro assurdo che viaggia in totale indipendenza dal comune senso della morale. A primo impatto, la voce gracchiante e scomposta dell’interprete appare quella di un uomo in preda a una forma di rabbia arrivata a maturazione attraverso chissà quale processo. In realtà scopriamo che potrebbe non essere del tutto esatto perché se così fosse l’avrebbe mandata a fanculo tipo Piero Ciampi invece di manifestare rasserenanti aspettative future sostenendo che “la zoccola è la donna dell’avvenir”. 

Un altro appiglio per decifrarne il senso può esserci offerto dai versi centrali, nei quali il nostro sembra porsi come mediatore fra la cosiddetta zoccola e i clienti, cioè una sorta di pappone. Resta comunque il dubbio, seguendo un’ulteriore chiave di lettura, che a blaterare sia un ubriaco con forte vena sarcastica.

Voltando faccia troviamo “Vaiolo”, un lato B abbastanza distensivo che equilibra, a suo modo, gli umori di uno squilibrato totale.

Il brano dipinge il ritratto di un uomo in preda ad una forte insofferenza: “Vaiolo la notte pure il giorno mi dispero, ti guardo sudo e sento un desiderio, di rimanere solo senza te”.

Insomma una situazione spiacevole, ma comune a tantissime coppie che attraversano momenti di crisi, qui però la faccenda è un po’ più complessa; dopo un febbrile periodo d’innamoramento culminato nel matrimonio ecco che durante la luna di miele il protagonista si trova a dover ingoiare un amarissimo boccone: “Solo allora io ho capito che tu eri un travestito”. Praticamente è come se Il Trota un giorno dicesse al padre Umberto Bossi (alias Donato, per quel che ci riguarda): “papà, sono un terrone” (che poi è quasi vero visto che la madre è per metà siciliana).

La moglie a sorpresa decide quindi di andare a Casablanca per cambiare sesso diventando, a quanto pare, donna a tutti gli effetti:

Perché poi tu sei sparito per andare a Casablanca
ora che t’hanno cambiato non sei Franco ma sei Franca.

La reazione di Ponzio Pilato è stupefacente. Naufrago in un mare tempestoso di sconforto, a un passo dall’abbandono di se stesso, riesce a scorgere su uno scoglio lontano il faro della filosofia, seguendo il quale si trascina strenuamente in salvo: “Però in cucina certo sei qualcuno, in fondo non sei proprio da buttar”. Chi dice che il cibo non doni la felicità in fondo?

La versione del 1980 di “Tu sei nata per fare la zoccola” è pressoché identica all’originale con l’arrangiamento leggermente rimaneggiato e qualche ritocco al testo che lascia intatto il messaggio. Del secondo 45 giri per noi aficionados la cosa davvero degna di nota è il lato B, nel quale ci imbattiamo in “Buon Natale alla puttana”.

Delicato, romantico e introspettivo Ponzio Pilato intona una ballata leggera esordendo con: “Tu che ami solo me, tu che batti sol per me, buon Natale, dormi, sogna e vaffanculo” che pare un concentrato di amarezza innescata con tutta probabilità qualche anno prima.

Sei puttana e tu lo sai,
e fin quando batterai
il mio amore col tuo amore resterà,
e coi soldi che mi dai
mi sistemo tanti guai
buon Natale, dormi, sogna e vaffanculo
.

Infine quella che appare come una rivelazione: “Io ci penso a te lo sai e fin quando renderai, io per sempre a me vicino ti terrò, ma se un giorno invecchierai e più non guadagnerai la mia vita non ha senso insieme a te”. Quindi il nostro fa davvero outing e dice chiaramente che fa il pappone! E’ proprio qui che l’ermetismo pare dissolversi rivelando una spietata e limpida realtà.

Ponzio Pilato - Tu Sei Nata Per Fare La Zoccola
La versione del 1980 del 45 giri Tu Sei Nata Per Fare La Zoccola

Alla luce di questa striminzita discografia riusciamo a ricostruire una storia degna della trama di un film di Pedro Almodóvar. Il protagonista si innamora di una bella e giovane fanciulla che però non si concesse prima del matrimonio a seguito del quale, arrivati al dunque, durante la luna di miele, scopre che Franca era in realtà Franco: la conseguenza immediata è un disperatissimo tunnel di depressione, peggio di quando Califano andò con un travestito, nonostante Franco, nel caso di Ponzio Pilato, per amore cambi sesso. Non sapendo bene che fare di questa relazione il protagonista ha quindi l’illuminazione di portare a battere sua moglie probabilmente sulla Salaria o sulla Palmiro Togliatti a Roma dando credito alla sua prima impressione. Suo malgrado questa accetta per amore e perché non sa dove altro andare.

Tu sei nata per fare la zoccola (1978)

Sì tu sei nata per fare la zoccola
sì tu sei nata fatta così
sì il mio amore adesso è una zoccola
sì il mio cuore ora canta così.

Se questa donna tu vedi passar e se ti sembra bellissima
è proprio lei che tu devi fermar lei non dice mai no
lungo le strade tu la puoi incontrar e se ti piace puoi prenderla
con pochi soldi ti puoi divagar essa a chiunque la da.

No amore mio non devi piangere,
no mio solo mio unico amor.

Sì tu sei nata per fare la zoccola,
la zoccola è la donna dell’avvenir.

Sì se tu vedi di notte una zoccola tu non la prendere in giro perché
sì la tua donna può essere zoccola può capitare senz’altro anche a te.

Sì tu sai fare soltanto la zoccola
sì tu sai vivere solo così
sì la tua vita è una vita da zoccola
Tu puoi morire senz’altro così.

Vaiolo

Vaiolo, la vita mia per me è un vaiolo
mi logoro perché vorrei star solo
ma purtroppo mi trovo insieme a te.

Vaiolo, la notte pure il giorno mi dispero
ti guardo sudo e sento un desiderio
di rimanere solo senza te.

Io che m’ero innamorato che ho adorato solo te
io che un giorno ti ho sposato rispettandoti perché
tu volevi un matrimonio con il velo e con i fiori
nozze e poi luna di miele e poi siamo andati fuori
solo allora io ho capito che tu eri un travestito.

Vaiolo, potevi farlo tu tu solo
cambiare cogli amici più influenti
il sesso e tutti quanti i documenti

Perché poi tu sei sparito per andare a Casablanca
ora che t’hanno cambiato non sei Franco ma sei Franca
m’hai implorato, ricattato dici che sei solo al mondo
che puoi fare, dopo tutto se ci penso bene
In fondo per la legge e anche per me sei una moglie pure te

Vaiolo, m’ammazzerei col gas
vaiolo, io mi strangolerei da solo
ma purtroppo mi salvi sempre tu

Vaiolo, con te mi sento sempre inopportuno
però in cucina certo sei qualcuno
in fondo non sei proprio da buttar.

Tu sei nata per fare la zoccola (1980)

Sì tu sei nata per fare la zoccola
sì tu sei nata fatta così
sì il mio amore adesso è una zoccola
sì il mio cuore ora canta così.

Se la battona che vedi passar schifo ti fa tu rammentati
Che la tua donna lo stesso ora fa essa ora è così
Lungo le strade tu la puoi incontrar e se ti piace puoi prenderla
Con pochi soldi ti puoi divagar essa ora è così

No amore mio non devo piangere no mio solo e unico amor

Sì tu sei nata per fare la zoccola,
la zoccola è la donna dell’avvenir
sì tu sei nata per fare la zoccola
sì tu sei nata fatta così.

Il mio amore adesso è una zoccola,
la zoccola è la donna dell’avvenir.

Tu sì tu sai fare soltanto la zoccola
sì tu sai vivere solo così
se la tua vita è una vita da zoccola
tu puoi morire soltanto così.

Buon Natale alla puttana

Tu che ami solo me tu che batti sol per me
Buon Natale dormi sogna e vaffanculo
Se una stella splenderà il mio amore batterà
Buon Natale dormi sogna e vaffanculo

Sei puttana e tu lo sai e fin quando batterai
Il mio amore col tuo amore resterà
E coi soldi che mi dai mi sistemo tanti guai
Buon Natale dormi sogna e vaffanculo

Io ci penso a te lo sai e fin quando renderai
Io per sempre a me vicino ti terrò
Ma se un giorno invecchierai e più non guadagnerai
La mia vita non ha senso insieme a te

Tu che ami solo me tu che batti sol per me
Buon Natale dormi sogna e vaffanculo

Se una stella splenderà il mio amore batterà
Buon Natale dormi sogna e vaffanculo

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