pin-occhio pinocchio vai marco biondi nicola savinoRicordo che per me erano i primi anni del liceo e in quel periodo quando ritornavo a casa da scuola, alla fermata del bus, c’era spesso ad aspettarmi un ragazzo poco più grande di me seduto sulla sua Aprilia RS 125cc: il nostro obiettivo era scambiarci ogni volta un paio di musicassette di “musica da discoteca” che prima di essere restituite venivano regolarmente “doppiate” e poi ascoltate (e consumate) fino alla noia all’interno di quegli ingombranti walkman di sottomarca che divoravano costose batterie a ritmi difficili da sostenere economicamente. Era quello il peer-to-peer degli anni ’80 e ’90.

Fu così che all’interno di una di quelle compilation a metà tra l’autoproduzione e la pirateria nel 1992 mi ritrovai una traccia di questo Pin-Occhio (i titoli erano scritti rigorosamente con la biro sul cartoncino interno) che da lì a breve cominciai a sentir girare prepotentemente su Radio Dee Jay e sparare a tutto volume nelle piste da ballo dei primi sabati sera trascorsi nelle discoteche della mia provincia.

Si trattava del pezzo (quasi) omonimo “Pinocchio”, anche se all’epoca ignoravo che esistesse anche un inquietante videoclip ad accompagnarlo.

Altra cosa della quale non ero assolutamente al corrente era che la traccia fosse firmata da Marco Biondi e Nicola Savino (sì, proprio loro), anche se tuttavia ero già abbastanza sveglio per accorgermi che da qualche parte la melodia l’avevo già sentita… La canzone riprendeva paro paro il tema della sigla dello sceneggiato televisivo Le Avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, prodotto nel lontano 1972 (con un cast di tutto rispetto tra cui mi piace ricordare Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia), ma più e più volte ritrasmesso dalla televisione di Stato.

Composta dal musicista milanese Fiorenzo Carpi e già ampiamente utilizzata da numerose tifoserie come coro da stadio, non poteva risuonare né nuova né indifferente all’orecchio di un fulgente adolescente dell’epoca e difatti fu un gran successone, soprattutto all’estero in Francia, Belgio e Paesi Bassi dove raggiunse addirittura la top ten dei singoli più venduti e che inspirò addirittura una moda (fortunatamente passeggera) di rifare in versione techno le musichette dei cartoni animati (come non ricordarsi della compilation “Cartoon Techno… Melodies?” pubblicizzata anche in televisione).

La ricetta era semplice quanto efficace: cassa dritta e snare in stile techno primi ’90, un paio di accelerate e frenate al BPM tanto per variare un po’ e il gioco era presto fatto.

Oltre agli svariati remix dai titoli creativi (Collodi rave mix, Mastro Ciliegia mix, Lucignolo version, “Fiaba mix” e “Legno mix”) seguirono altri due singoli: l’onomatopeico Tu Tatuta Tuta Ta, anch’esso di discreto successo e top ten in Belgio (e correlato da videoclip discotecaro) e “Pinocchio Vai !!” che uscì per spingere l’album omonimo che includeva anche i singoli precedenti in 2 differenti versioni (tra cui si segnala un “Ho bevuto mix” che merita rispetto, se non altro per il nome) e una manciata di altri brani onestamente dimenticabilissimi.

Per la cronaca anche Tu Tatuta Tuta Ta faceva il verso e anche qualcosa di più ad un altro brano piuttosto noto: “Living On Video” dei canadesi Trans-X, hit internazionale di una decina di anni prima. Insomma, pare che “scopiazzare” pedestremente da altri artisti fosse la regola più che l’eccezione già nella musica dance di quei tempi.

Sull’onda del grande successo (probabilmente inatteso) il duo pensò di riprovarci poco dopo, così nel 1994 arriva un nuovo singolo dal fiducioso titolo “The Return” che però passò praticamente inosservato e segnò beffardamente la fine del simpatico progetto.

Per concludere ecco a voi una vera chicca: una più unica che rara esibizione live (se così si può chiamare) dei “Pin-Occhio” all’apice del successo nel 1993 in Francia: 6 minuti scarsi di pura inutilità con tanto di pubblico giovane e giovanissimo in delirio danzereccio. Sul palco si alternano freneticamente 2 coppie di ballerini più un goffo quanto triste e macchinoso pupazzone di Pinocchio armato di keytar a tracolla. Curiosità: la ballerina bionda pare che fosse la bella Nathalie Vincent, noto personaggio televisivo francese dell’epoca, mentre del Gatto e la Volpe, cioè i due scaltri autori, parebbe non esserci traccia.

Eppure, nonostante la scarsa qualità delle immagini, il dubbio che il ballerino di sinistra (sì, quello con i jeans chiari che ad un certo punto finge persino di suonare una tastiera) sia Marco Biondi mi rimane. E vi dirò di più, sono anche convinto che dentro al pupazzo ci fosse Nicola Savino.

Filippo Discoforgia

Tracklist:
01. Enjoy The Musik
02. Happy Gipsies
03. Tu Tatuta Tuta Ta (Original Version)
04. Bum Bum
05. Tantra
06. Pinocchio (Collodi Rave Mix)
07. Pinocchio vai !!
08. La Phata
09. Pinocchio (Original Version)
10. Tirolian Groove
11. Tu Tatuta Tuta Ta (Ho Bevuto Mix)

1 commento

  1. Come ricorda spesso il Savino nazionale in radio, questa avventura gli fruttò il suo primo appartamento e la sua prima macchina

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