Tippy il Coniglietto HippyCorre l’anno 1969, l’uomo sbarca sulla luna, infuria la guerra in Vietnam, i seguaci di Charles Manson compiono una delle stragi più famose d’America, nasce il predecessore di internet e lo Zecchino d’Oro per la prima volta viene trasmesso in Eurovisione.

Con un pubblico di 150 milioni di spettatori, l’undicesima edizione del “Sanremo per bambini”, è il secondo programma dell’anno più visto al mondo, alle spalle solo dell’allunaggio dell’Apollo 11. Undicesima edizione per lo Zecchino, undicesimo Apollo per arrivare sulla luna … coincidenze? Io credo proprio di sì!

Il ’69 inoltre, oltre a essere il nome di una consigliatissima posizione sessuale, è anche l’anno successivo al ’68! Il che non fa di me un genio, ma dovrebbe farvi tornare alla memoria le immagini del movimento hippy. Il pacifismo, la droga, Woodstock, la droga, il sesso libero, la droga, insomma tutte quelle belle cose che hanno cambiato il mondo in meglio, rendendolo quell’oasi di pace ed estasi odierna, o quasi.

Anche l’Italia, sempre con un leggero ritardo, non vuol farsi trovare impreparata all’appuntamento, ottenendo la sua buona dose di fricchettoni e combinando alla bell’e meglio la moda beat con quella hippy. Non deve sorprenderci perciò se anche in un festival pettinato, buonista e, diciamo la verità, largamente bigotto come lo Zecchino d’Oro, siano entrate di prepotenza le tematiche hippy del rifiuto delle regole imposte dalle istituzioni e dalla società a favore della spontanietà d’animo e maggiore autocoscienza dell’individuo. Una prepotenza tale da permettere al piccolo interprete Paolo Lanvini di vincere l’edizione di quell’anno.

“Tippy il coniglietto hippy” vanta le musiche di Giuseppe Perotti e Giordano Bruno Martelli, autore che negli anni ’80 scriverà memorabili sigle per cartoni animati come  “Là sui monti con Annette”, “Kiss Me Licia”, “Magica Emi”, “Memole” e “Puffa di qua, puffa di là”, nonché padre di un altro grande compositore: Augusto Martelli. A un ascolto attento salta subito all’orecchio come la base sia una decisa strizzata d’occhio a “My Generation” degli Who, di qualche anno precedente, ovviamente riadattata come motivetto per i più piccoli, riproducendo un blues-rock denaturalizzato su cui viene applicato un testo reazionario e alquanto anti-hippy.

Tippy il Coniglietto Hippy
La copertina della compilation dell’11° Zecchino d’Oro

Le liriche scritte da Sauro Stelletti, un commerciante che nel tempo perso faceva il paroliere di canzoni per bambini, racconta di un coniglio che, in preda della moda del “pace e amore” rinuncia a lavorare, ovvero brucare l’erbetta, per abbandonarsi all’ozio e al sogno, salvo poi soffrire la fame. La morale spiccia regalataci dal testo può ottenere come risposta solamente una citazione presa dal brano stesso: “Siete dei matusa, non vi so proprio scusar!”.

Non ci sono scuse quando a parlare è il bigottismo reazionario che nasconde scientemente temi da adulti come messaggi subliminali in canzoni per bambini che ovviamente non possono capire, convinti di canticchiare storielle di coniglietti morbidi e saltellanti.

Il piccolo Paolo Lanvini dopo l’esperienza canora fa perdere le sue tracce, salvo poi tornare come ospite di Carlo Conti a I Migliori Anni, probabilmente rimpiangendo lo storico conduttore dello Zecchino, il Mago Zurlì (alias Cino Tortorella).

Tippy il coniglietto hippy

Là nella quiete della conigliera
Sta accadendo un fatto molto strano,
C’è qualcheduno che alla sua maniera
Vuole seguire la moda d’oggidì…

Il coniglietto Tippy
È diventato hippy
Vorrebbe solo fiori
A pranzo e colazion!
Non sogna che giardini
Di rose e ciclamini
E l’erba tenerella
Rifiuta di mangiar…

Ai fratelli coniglietti
Che divorano l’erbetta
Dice: «Siete dei matusa,
Non vi so proprio scusar!».

Il coniglietto Tippy
È diventato hippy
E balla arcicontento:
Tum-tippe-tum-tippe-tum
E balla arcicontento
Tum-tippe-tum-tippe-tum.

Ai fratelli coniglietti
Che divorano l’erbetta
Dice: «Siete dei matusa,
Non vi so proprio scusar!».

Il coniglietto Tippy
È diventato hippy
E balla arcicontento:
Tum-tippe-tum-tippe-tum.
Ma quattro giorni dopo,
Con il pancino vuoto,
Lui balla dalla fame:
Tum-tippe-tum-tippe-tum.
Non sogna più giardini
Di rose e ciclamini,
Ma solo buon trifoglio
Tippy vorrà mangiar!
Ma solo buon trifoglio
Tippy vorrà mangiar!

Tum-tippe-tum-tippe-tum
Tippy vorrà mangiar…
Tum-tippe-tum-tippe-tum.

Tum-tum…

3 Commenti

  1. Solo quattro giorni dopo questo post ci ha lasciati Cino Tortorella, alias Mago Zurlì, a quasi 90 anni, e come se non bastasse lo stesso giorno è morto Tomas Milian, come dire la nostra infanzia, la nostra adolescenza e la nostra giovinezza- parlo di noi del 1959- spazzate via in un colpo solo!

  2. Aggiungo un dettaglio musicologico: alle mie orecchie- magari sbaglio- più che ‘My Generation’ viene in mente il brano che l’ha ispirata, ossia ‘High Heel Sneakers’ di Tommy Tucker, a sua volta in seguito ispiratore, col suo storico riff, di ‘The Boy From New York City’, un doo-wop del 1965 degli Ad-Libs rifatto in seguito dai Manhattan Transfer.

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