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Pamela Prati – Papelón (2007 – promo)

pamela prati papélonPamela Prati in versione cantante non è una novità dell’ultimo decennio. Anzi: sin dagli anni ’80 la showgirl italiana ha sfornato un singolo all’anno circa, partorendo anche un album di ben 11 medley nel ’96 (anno in cui si allontana dalla TV per ritornarci nel 2001).

“Papelón” è il singolo promozionale uscito nell’estate del 2007 che avrebbe dovuto riscaldare le nostre nottate tra un limone e una stella cadente

Purtroppo per la Prati, quell’anno eravamo tutti troppo impegnati a sgolarci sulle note di: “No One, Relax (Take It Easy)” di Mika e “Umbrella” di Rihanna. Per cui di Pamelona manco l’ombra.

Nonostante questo summer flop il pezzo fu magistralmente studiato per entrare nelle compilation dei baby club Valtur del mondo: ritornello spagnoleggiante con tanto di guapo che farcisce il tutto di finto rap.

Ma cos’é questo papelón? Semplice una bibita tradizionale venezuelana a base di canna da zucchero. Questo però non ci aiuta molto perché il testo, sia nella parte italiana che in quella spagnola, non ha nessun senso; non volendo arrendermi all’evidenza, ho armeggiato con Google Translate facendo una scoperta illuminante. Papelón in lingua cebuana (parlata nelle Filippine da circa 20 milioni di persone) vuol dire banconote.

Ah, baciami amore,
io amo le banconote, banconote!
Ah, baciami amore,
le banconote sono il succo della passione!

Di seguito, le mie conclusioni: “Papelón” è una canzone che tratta il delicato tema dell’amore a pagamento e qui si aprono scenari inaspettati. Si tratta forse di una pruriginosa fantasia sessuale per il maschio dal petto depilato in overdose da raggi UV o forse trasuda drammatiche note di vita vissuta cercando di esorcizzare un passato scomodo che, con ammirabile coerenza, ha infilato in un singolo così poco memorabile?

Non lo sapremo mai e forse è meglio così.

Ultima nota: all’attacco del cantato in italiano sembra di ascoltare “Liberi Di Liberi Da” dei Dirotta Su Cuba, ed è l’unica cosa bella di tutti questi 4 minuti by P. Prati.

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