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Padre Alfonso Maria Parente – Dimmi Che Giorno Sarà (2000)

Padre Alfonso Maria Parente - Paura di Pensare (fronte)A 17 anni di distanza dalla partecipazione di Frate Cionfoli, ecco giungere all’Ariston (stavolta nella categoria Nuove Proposte) un altro religioso canterino raccomandato direttamente dall’Altissimo.

Padre Alfonso Maria Parente è veramente il frate che tutti noi vorremmo per amico: va in moto, adora i giubbotti di pelle, porta trendyssimi occhiali con montatura dorata anni ’70 (sì, proprio il modello “Gianfranco Fini”), sotto il saio indossa i jeans e sul palco ci regala assoli di chitarra come un Jimi Hendrix in estasi mistica.

Musicalmente il pezzo non fa propriamente vomitare. È un onesto rock, tutto sommato orecchiabile. Preferirei piuttosto soffermarmi sul testo. La sinossi è pressapoco questa: Padre Alfonso ha la sfiga di passare un’estate in città perché non ha prenotato per tempo le vancanze; girovagando incappa in una fauna di disgraziati come lui, un bel campionario di umanità da redimere: lavavetri di colore, drogati, ubriaconi, puttane.

Possibile che in cento metri di strada non abbia incontrato proprio nessun altro, che ne so, una bella famigliola felice, qualche simpatica vecchietta, un uomo che portava a pisciare il cane? Ma si può sapere in che città abita il nostro frate? Giustamente, sconcertato da cotanto degrado urbano, Alfonso Maria si interroga sul senso della vita e sull’eventualità di trasferirsi in un luogo più prestigioso.

Me ne sto solo sotto il sole d’agosto
Non ho nessuno e non mi sento al mio posto
Spugna nel pugno e gialla pelle di daino
Un lavavetri in piedi, un nord-africano
Fa così caldo che mi sento morire
Sulla mia pelle grida col mio sudore
Il mio bisogno d’amore
Mi sposto all’ombra di un palazzo vicino
Seduto a terra un tipo col cucchiaino
Sta riscaldando qualche cosa di strano
Sta preparando senza troppo rumore
La sua dose d’amore

Dimmi che giorno sarà
E se mai quel giorno arriverà
Se mai qualcosa cambierà
Quando qualcuno qualche cosa farà

C’è un ubriacone steso sulla panchina
In mezzo al vomito e all’odore di urina
Conosce bene che vuol dir soffrire
Senza speranza di potere guarire
lo vede un prete e passa via disgustato
Ma quello dorme e sogna forse da ore
Una bottiglia d’amore
Sul marciapiedi una signora composta
Adesca un’auto che si ferma e si accosta
Non c’è bisogno di parole affettate
Per dichiarare quanto costa ai bollori
Un’illusione d’amore

Dimmi che giorno sarà
E se mai quel giorno arriverà
Se mai qualcosa cambierà
Quando qualcuno qualche cosa farà

“Dimmi Che Giorno Sarà” venne premiata dalle giurie con un onorevole sesto posto in classifica e a ruota uscì il suo disco “Paura Di Pensare” che forse avrà comprato la mamma e giusto qualche parrochiano con la speranza di comprarsi la salvezza divina. Calato il sipario sul Festival si torna subito a parlare di lui per una frode all’organizzazione: il frate canterino aveva dichiarato di avere 32 anni mentre si scoprì in seguito che ne aveva invece 38 e quindi non avrebbe potuto partecipare alla categoria Nuove Proposte. Il fattaccio si risolse per vie legali con il religioso rockettaro che si difese al grido “Sono un profeta: mi ha inviato Dio”; sì, probabilmente per toglierselo dalle scatole .

Leggi anche:  AA.VV. - Salvatore Cusato Presents: Sanremo Dance Remixes & More (2008 - CD)

Barbara Ghiotti

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Un Commento

  1. “Un lavavetri in piedi, un nord-africano
    Fa così caldo che mi sento morire
    Sulla mia pelle grida col mio sudore
    Il mio bisogno d’amore”

    Gliel’ha scritta Malgioglio ‘sta canzone

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