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Una raccolta in continuo aggiornamento con recensioni e pareri sparsi sul web su cosa dicono di noi.

In Nostro Caro Trash
di Roberto Cangioli (Febbraio 2011)

Diciamo(ce)lo: certe canzoni lasciano il segno. Talvolta sono così… inascoltabili che proprio per questo meritano di essere ricordate e menzionate ai posteri. Come fossero l’antitesi al nostro blasonato Festival, che paradossalmente con il passare degli anni sembra abbia sostanzialmente sovvertito il suo scopo, ossia premiare le canzoni italiane più significative, visti certi risultati oggettivamente scandalosi come l’aver promosso nel 2010 in seconda posizione il terzetto Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici.
D’altro canto parlare sempre e solo di belle canzoni a volte risulta scontato, banale e tutto sommato semplice. “Ci sono migliaia di siti web che parlano ed elogiano i dischi ritenuti ‘stupendi’, ci spiega Vittorio ‘V I K K’ Papa, ideatore del blog Orrore a 33 giri (www.orrorea33giri.com), “cinque anni fa mi accorsi che invece nessuno in Italia avesse pensato a dischi dimenticati e accantonati, per cui eccoci qui; dopo un lustro, riusciamo ancora a suscitare interesse, spinti soprattutto dalla voglia di confrontarci con un’audience più ampia, che solo il web può fornire”.
Orrore a 33 Giri si prefigge di parlare di musica trash italiana e straniera, “weird music”, canzoni comiche e demenziali; suggerisce percorsi alternativi all’ascoltatore, fornendo spunti, riscoprendo dischi e personaggi del passato, senza perdere di vista l’attualità e sempre usando una sana dose di ironia mista a preparazione e conoscenza della materia, senza avere paura di prendere posizioni scomode o impopolari.
Senza scomodare gli stornelli beceri di Occhio Fino e Culattini Fiorello (vedi articolo “Musica e pregiudizi” uscito su Pride di febbraio 2009) – che comunque trovate menzionati sul sito – è sufficiente scandagliare uno qualsiasi degli argomenti che appaiono sulla pagina principale di Orrore a 33 giri per imbattersi in prelibatezze musicali di rara caratura compositiva. Non c’è da stupirsi se una massiccia dose di queste ghiottonerie rientrano sotto l’etichetta “gay music” (http://tinyurl.com/5v6y2wj), poiché statisticamente c’è una miriade di gay che pur di avvicinarsi a un microfono e mettersi in mostra firmerebbe carte false. Non solo. Come confermano anche Francesco “Roger” Roggero e Franco “FrankDee” Malatesta, che affiancano Vittorio nella ricerca e nella proposta delle segnalazioni, “abbiamo scoperto che il pubblico omosessuale è assolutamente attratto e interessato all’argomento! Tanti gay e transgender ci contattano per segnalarci nomi, dischi o rivelarci qualche gossip da dietro le quinte”.
Alcune di queste chicche preziose si perdono nel tempo, altre paradossalmente sono recentissime, segno che la storia musicale del passato non ha insegnato evidentemente nulla o più semplicemente che il dio denaro non si preoccupa del livello culturale di ciò che sforna quotidianamente sul mercato. Vediamone alcune, tra le più eclatanti, ascoltabili su Orrore a 33 giri o rintracciabili su YouTube.
Il gusto per alcune baracconate ha radici lontane: sull’onda del Renatino italiano nel 1979 i Triangolo, capitanati dai fratelli Tirelli (già nei Quarto Sistema assieme a un giovanissimo Cristiano Malgioglio) propongono un pop-rock delirante cercando di elevarsi a Queen e Bee Gees nostrani. Più interessante della musica sono le note misogine (“Gli uomini sono stupidi e le donne ancora di più”) all’interno dell’Lp e le foto in chiaro stile gay leather che lanciano un presentimento sull’identità del gruppo: ci fanno o ci sono?
La vita artistica di Clem Sacco (Clemente all’anagrafe) è simile a quella di tante meteore. Dopo aver riscosso un certo successo negli anni ’60, per sbarcare il lunario in un’epoca non troppo remota, accettò di esibirsi all’Alexander Bar (uno tra i più vecchi locali gay di Milano) en travesti interpretando vari stili, dal rock al soul, in maniera sempre ironica. Il risultato di quelle serate è il disco di Clementina Gay contenente il bizzarro Forse Che Sì, Forse Che No, Non Si Sa! che, considerando lo standard dell’epoca, non sfigura nella media dei brani proposti allora.
Nonostante la censura in Italia, il successo negli anni ’70 di Je t’aime, moi non plus produsse nel nostro paese una serie di canzoni erotiche destinate a un mercato di nicchia. Per lo più questi 45 giri venivano esiliati nei mercatini, non certo esposti nei negozi di dischi più famosi.
Interessante la proposta di Timothy, che affianca a una serie di canzoni etero sullo stile della più famosa d’oltralpe, anche un brano in versione gay. Uscito con il nome di Timothy e Luca, Due descrive nei minimi particolari la fellatio con i fiocchi che Luca ha praticato a un altro, proprio mentre è intento a rendere lo stesso servizio all’amico (Timothy) che nonostante l’incazzatura si eccita come uno stallone. Su Orrore a 33 giri a tal proposito si legge: “Impareggiabile il dialogo tra i due, dove il principio femminista di indipendenza e libertà (anche sessuale) viene ribaltato in chiave omosessuale (‘io faccio quello che mi pare’)”. Fantastico.
Rimanendo a una trentina di anni fa, è emblematica l’esperienza di Louis e Loran, virtuali progenitori dei più recenti Kymera, che propongono con coraggio la loro Gay, riassumendo il peggio di Renato Zero, Cristiano Malgioglio e Raffaella Carrà con un inno pop antesignano dell’emancipazione omosessuale (“Tu sei donna come me, la mia vera identità l’ho nascosta, sai perché? Perché sono gay!”). Ineguagliabile il coretto di rimando… sono gay, sono gay…
Chissà come la prenderebbe Povia se venisse a sapere che già nel 1981 Gianni Greco anticipò con la sua Tommi i pruriti che più tardi sarebbero diventati quelli di Luca che era gay. Tommi racconta la vicenda di un ragazzo ancora evidentemente indeciso che, pronto per uscire al suo primo appuntamento omosessuale, impeccabilmente vestito da donna, si rompe un tacco scendendo le scale e in lacrime torna in casa a chiamare la ragazza che ha conosciuto a scuola, per chiederle di uscire con lui. Gianni Greco, che più tardi come autore de L’elefante gay (portata in auge dall’allora bambina Erika Mannelli all’Ambrogino d’Oro del 1984), chiuderà un’ideale trilogia sull’omosessualità, inserisce come lato b del 45 giri Donna più donna, probabilmente una delle primissime canzoni italiane in cui viene affrontato l’amore saffico, anche se purtroppo il voyeurismo etero pervade tutto il testo conferendogli un che di morboso.
Purtroppo, volenti o nolenti, nella spazzatura musicale non ci finiscono solo le meteore: vi sono personaggi dello spettacolo che magari all’apice della loro carriera, hanno sentito quell’irrefrenabile bisogno di addentare un microfono per puro esibizionismo, con risultati talvolta inquietanti.
Lo scrittore Aldo Busi, ad esempio, si è cimentato una ventina di anni fa in Pazza (mai titolo fu così azzeccato), musicassetta e relativo supporto: un libretto contenente i testi dei brani e due racconti inediti dello scrittore di Montichiari. Elementi che contraddistinguono quest’opera unica nel suo genere (sperando che rimanga tale) sono l’ossessionante desiderio di sbandierare una presunta superiorità culturale e l’assoluta assenza di talento musicale dell’interprete, per altro non mascherata (volutamente?).
Più recentemente anche la drag queen italiana più famosa ha voluto cimentarsi alla voce per passione della buona musica. Platinette da viva – vol.1 racchiude una serie di cover tutto sommato non scontate, ma comunque intrise di “orgoglio gay”. Anche qui il trash si pesa a quintali, ma se nel caso di Busi l’intenzionalità poteva apparire dubbia, qui è una certezza.
Anche il modesto e divino Otelma ha voluto suggellare il sogno di lanciarsi nell’empireo stellato musicale con il cd Divino infarcito di bieca dance e brani nazional popolari pieni di doppi (?) sensi di dubbio gusto. Due titoli su tutti: il Gelato (“Ha due palle, ha un cono retto, bello lungo e prediletto, ha il sapore dell’amore, ne van pazze pure le suore…”) e Ti infilo una candela rossa (dove?). Non c’è che dire, un’uscita divina, come il titolo del brano che chiude questo must della cultura trash.
In mezzo a cotante leccornie di elevato spessore c’è da sbizzarrirsi; certo è che per ricercare queste rarità camp, una certa predisposizione alla cultura gay bisogna pur averla…
“La cosa strabiliante è che non siamo gay, anche se è una domanda ricorrente da parte di chi ci legge; siamo open minded: ci piace avere a che fare con gente simpatica e soprattutto pensante, tutto il resto è noia; sarebbe il nostro sogno organizzare una festa in un locale gay con la gente che balla sulle note de L’elefante gay. Wow, che figata!”. Che frociata, diremmo noi…

Fonte: Pride (ediz. gennaio 2011)


ABC del Decennio Zero
(Marzo 2010)

Onda Rock dedica uno speciale sugli anni 2000: "...Per la gioia dei collezionisti, esplodono i blog di rarities: quello che era introvabile, ora non lo è più (ne esistono migliaia, focalizzati su generi di nicchia, ma vale la pena citare Mutant Sounds per il post-punk-avant-wave; Ripped in Glasgow per la detroit techno, Lagrima Psicodelica per il psych-prog-sudamericano, Paradise of Garage per obscure-garage e beat italiano e Orrore a 33 Giri per l'italotrash)".

Fonte: Onda Rock


Orrore a 33 Giri
(Gennaio 2010)

Per i nostalgici del tempo che fu segnalo il sito che trovate qui. Chi non si ricorda di Sandy Marton, di Den Harrow, di Sabrina Salerno o di Frate Giuseppe Cionfoli? Ecco, perciò, un'arena digitale nella quale, con commenti arguti, articolati, ricchi di aneddoti e per nulla noiosi, si passa in rassegna quanto di meglio accadde in ambito musicale nei mitici anni ’70, ’80 e '90.

Le proposte di questo inusuale sito web pescano nel fertile vivaio italiano di quegli anni senza tralasciare le improponibili sonorità d'oltralpe giunte fino a noi oltre un ventennio orsono.

Gustatevi le esilaranti recensioni offerte dal sito con link a video e a tracce audio originali, un vero coacervo di musica trash dalle sonorità becere e dai testi imbarazzanti.

Non dimenticate, poi, di offrire il vostro contributo con commenti e note ai post pubblicati.

Per i più volenterosi esiste anche una sezione, in continuo aggiornamento, dedicata allo scambio di siffatti 'capolavori'.

Vedete e gustate!

Fonte: Oratorio Don Bosco


Cos'è il trash? Intervista su Agoravox
(Maggio 2009)

Agoravox ha pubblicato una lunga intervista in esclusiva ad Orrore a 33 Giri.

Fonte: Agoravox


La redazione di Orrore a 33 Giri invitata all'Italo Disco Summit
(Aprile 2009)

Venerdi 24 aprile 2009 il quartiere generale di Elita ha ospitato una conferenza a metà tra un summit di proto-elettronica e un talk show anni '80.
Sul palco dell'Astoria alcuni signori italiani che nei primi anni '80 hanno prodotto le prime forme di elettronica europea, influenzando tutta la musica a venire (inclusa la Chicago House e la Detroit Techno) hanno raccontato la loro avventura disco-biografica, segnata da nomi bizzarri come Joe Yellow e Jock Hattle, amori cybernetici, nuovi romanticismi, fantasie al vocoder, successi interplanetari, reminiscenze punk e cantanti fittizi.
Hanno partecipato Alberto One, Casco, Fred Ventura, Roberto Turatti, Alberto Styloo, moderatrice Pippi Langstrumpf (Chiara Fumai) con la partecipazione della redazione di Orrore a 33 Giri.


Orrore a 33 Giri tra i 10 migliori blog del 2008 cosigliati da Mooseek.com
(Dicembre 2008)

La redazione di Mooseek.com ha eletto Orrore a 33 Giri tra i migliori 10 blog consigliati del 2008.
"Orrorea33giri.com è un blog dedicato alla musica trash, weird e demenziale. All'interno posts dedicati ai discustosi tormentoni, ai capolavori nascosti ed in generale ai momenti imbarazzanti da (non) dimenticare. Risulta divertente e sempre aggiornato"

Fonte: Mooseek


Gli Estremi della Musica
di Emanuele Martorelli (2008)

Accanto alla discografia ufficiale, decentrati dal resto, mai in asse.

Il panorama musicale ha una storia sconfinata: il tragitto di quello ufficiale è stato più volte tracciato seppure spesso con limiti e restrizioni. I margini e gli estremi di questo percorso sono invece sovente ignorati dai più, seppure spesso rivelino zone inesplorate della musica e nicchie degne di nota. Un piccolo sottobosco in grado di sfornare, accanto al peggio della musica mai trasposto su pentagramma, interessanti ed arditi esperimenti capaci a volte di forzare i limiti del mercato discografico ufficiale, altre volte rimasti semplicemente confinati nei sobborghi musicali e rivalutati molti anni più tardi come “antesignani di”. Un sottobosco sopravvissuto in larga parte sui banchi dei mercatini.
Sul sito “Orrore a 33 giri.com” è possibile (rin)tracciare un percorso musicale ‘altro’ dell’industria discografica nei suoi più larghi estremi: dalla colonna sonora della serie tv “La Famiglia Addams” (curata da Vic Mizzy pubblicata nel 1966 e ristampata nello splendore del vinile venti anni dopo) ad improbabili incursioni nella musica di personaggi armati soltanto di lustrini ed immagini improbabili, fino a rarità come la splendida “Space Oddity” di David Bowie che lo stesso ebbe la malcurata idea di ricantare in italiano nel 1969 (allora l’operazione era abbastanza usuale per molti). Il testo sarà affidato niente meno che a Giulio Rapetti, conosciuto come Mogol, ed il risultato è “Ragazzo solo, ragazza sola”: indubbiamente uno dei testi meno riusciti e più antimusicali del secolo scorso.

Curiosità nel sito ce ne sono diverse; una è di sicuro la raccolta “Mondo Hysterico” in tre volumi, dove viene sviscerato tutto l’underground del rock’n’roll italiano, quello che in classifica non è passato praticamente mai, da “Clem Sacco e i suoi Califfi” passando per i “Kronos”, “Nando Star” e “Franchino e i dottori” o “Jerry e i Milanisti”. Oppure lavori come “Comrads” del 2008 (prodotto proprio dalla 33 giri productions), una raccolta che include molte versioni cover dell’inno più trafugato di tutti i tempi: quello sovietico.
Da qualche parte trovate anche due irriconoscibili Morgan ed Andy ante Bluvertigo che, prima di buttarsi nella fortunata avventura, circolavano come Golden Age, trio new wave che nel 1989 da alle stampe un disco passato inosservato dal titolo “Chains”, uscito su etichetta Polygram.
Altra segnalazione riguarda la raccolta “Proiettili Italiani Punk Waves 1977-1987”, che scava nell’underground del punk italiano portando alla luce gruppi difficilmente rintracciabili altrove come i “Sorella maldestra”, “Stigmate”, “Rats” ed “Andy Wharol Banana Technicolor” (dei quali i “Tre allegri ragazzi morti” eseguiranno anni dopo una cover dal titolo “I’m in love with my computer”).

Fonte: Bazar: Cultura e Intrattenimento Intelligente


Brani Trash, Cult e Demenziali
(2008)

Fra i tanti blog che tempestano la rete merita senz'altro una segnalazione "Orrore a 33 giri", imperdibile guida per tutti gli appassionati di musica trash, demenziale, weird e cult. L'incipit del blog recita infatti così: disgustosi tormentoni, capolavori nascosti o solo momenti imbarazzanti da non dimenticare?

C'è un pò di tutto: brani di cantanti improbabili come Antonio Zequila, Karim Capuano e Raffaella Zardo (solo per citarne alcuni), varie compilation dal titolo "Italiani brava gente" con il peggio della musica di casa nostra, insospettabili scivoloni canori di artisti di successo, "perle" musicali da tutto il mondo per stomaci (anzi, orecchie...) forti.
Non mancano anche grandi produzioni come le colonne sonore del passato, fra cui quelle del mitico Trinità con Terence Hill e Bud Spencer.

Oltre a fornire dettagliatissime informazioni su ogni "capolavoro" presentato (testi, copertine, curiosità, ecc.), "Orrore a 33 giri" mette spesso a disposizione anche file mp3 gratuiti: basta verificare se alla fine di ogni post ci sia la dicitura "Enjoy" seguita da un link. Per trovare più facilmente gli mp3 consigliamo di effettuare la ricerca per tag.

Fonte: Tuttogratis


Migliore Z-Blog Musicale
(Gennaio 2008)

Orrore a 33 Giri è stato votato come il migliore Z-Blog Musicale nella seconda edizione degli Z-Blog Awards un concorso organizzato da iSw4n.
Uno Z-Blog è "l’antitesi dell’A-Blogger (volgarmente detto Blogstar); uno Z-Blog è un blog che non gode di una notevole visibilità pur offrendo contenuti, spunti, post degni di nota".

Tutti i risultati li trovate qui.


Un Cocktail d’Orrore Per Me
di Achille Corea (9/1/2007)

Qualche anno fa, quando la passione per il trash mi dominava, sarei semplicemente impazzito dall’invidia per non aver realizzato io un blog come Orrore a 33 giri.

I tempi passano, ma anche oggi il myspace collegato, che sfoggia tracce di Patrizia Pellegrino e Luca Sardella, un certo effetto me lo fa.

Fonte: Akille.net


Italiani Brava Gggente
di Marina Pierri (13/11/2006)

Che si tratti del “genere musicale formerly known as trash” non c’è alcun dubbio. Il blog Orrore a 33 Giri del resto proprio di quello si occupa. l’orrore vero, però, è quando ti rendi conto che Fotostop di Claudio Cecchetto è uguale a Papa’s Got a Brand New Pigbag dei Pigbag. Comunque: Oa33G ha messo insieme una compilation utile a ripassare un po’di caposaldi del grottesco italiano (specialmente televisivo) in musica. Sì, c’è anche il Fotostop.

Fonte: Vitaminic