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Nest feat. Sendy – Scusa Bella (Oh, Oh, Oh!!) (2006)

Nest Scusa Bella rap svizzeraIl 2006 è stato un crocevia per il rap italiano; dopo il periodo d’oro degli anni ’90 e gli anni bui d’inizio secolo, il secondo quinquennio degli anni 2000 si propose come nuovo serbatoio creativo per una nuova generazione di appassionati di questo genere musicale. L’esempio arrivava, nemmeno a dirlo, dagli Stati Uniti: artisti come Eminem, 50 Cent, Jay Z, Snoop Dogg si proponevano ormai come vere stelle musicali a tutto tondo, smettendo di essere relegati alla nicchia di genere. Allo stesso tempo nuove icone pop-R&B come Rhianna, Beyoncé, Ashanti muovevano i primi passi verso un successo che, nel decennio successivo, sarebbe diventato planetario.

Anche in Italia il panorama era in evoluzione: artisti come i Club Dogo, i Corveleno e Fabri Fibra, giusto per citarne alcuni, cominciavano a muoversi verso sonorità più orecchiabili anche per il grande pubblico, specialmente di giovani e giovanissimi, che iniziava a fondare una solida fanbase.

Tra i vari tentativi, più o meno longevi e di successo, di riportare in voga il genere scorgiamo alcune “perle di orrore” come questa “Scusa Bella (Oh, Oh, Oh!!)”; l’autore è un rapper svizzero-camerunense di nome Nest che con l’album “Il Coscritto” si affacciava alla galassia hip hop del nostro paese nella primavera del 2006.

Il programmatico incipit vale il prezzo del biglietto: “Nest… balla con me signora… anche se hai 40 anni”. Un inno alle MILF di ogni tipo e provenienza che, in effetti, non disdegnavano in quegli anni puntate sulle piste da ballo delle sale a tema dei vari locali italiani, forse a caccia di nuove sonorità, forse a caccia di ventenni che sembravano preferire il rap alle ritmiche latino-americane che tanto erano in voga tra il suddetto genere di donna.

Oh-la-làa
Ma ditemi come si fa
Con tanta fauna in città
E l’afa che fa..
Chiappe qua, tette là
È così che va
Discorso più gradito
F.I.G.A.
Sarà per ogni cosa che
indossate
O meglio
Che non indossate
Sarà l’aria d’estate
Fatto sta
Che davanti a cotanta bontà
Vien voglia di gridare
Oh-la-là

Sull’onda lunga della dichiarazione iniziale, la canzone prosegue con tematiche relative all’abbordaggio, con un’immagine molto popolare nelle canzoni di genere: la bella stagione e i vestiti delle ragazze che inevitabilmente si accorciano. Il tutto con un sobrio tocco di coro da stadio, che non guasta mai. Ma andiamo avanti.

Alla playa
Succose come la papaya
Noi come appena usciti dalla naja

Al topos dell’estate si accompagnano ben due tormentoni: la lingua spagnola con la rima playa-papaya e l’immagine della caserma, vero e proprio santuario di astinenza sessuale dell’immaginario nazionale, ma forse mondiale.

Si capisce
Qualcosa s’indurisce
Ma sai come si dice
Chi l’ha dura la vince
Occhi di lince
Si setaccia
Con la lancia a caccia
Di muchacha e ciocia
Chi per passione
Chi per collezione
Tutti cantan la stessa canzone
Assieme.

Tra doppi sensi e colloquialismi (a tal proposito chiediamo a qualche esperto linguistico se in vernacolo svizzero la parola “ciocia” significhi qualcosa di simile a quello che possiamo ben intendere…) si passa al ritornello, fulcro della tematica della canzone:

Oh, oh, oh!!
Scusa bella, vuoi ballare insieme a me?
Oh, oh, oh!!
Giorno e notte su ste note
Oh, oh, oh!!
Io sarò il tuo cavaliere se ti va
Dai, dai, dai, dai

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La seconda strofa si pone invece trasversalmente nel rapporto di coppia uomo-donna: da un lato lo spavaldo pretendente che sfodera apertamente le proprie carte; dall’altro la donzella ritrosa, che finisce puntualmente per friendzonare il povero malcapitato:

“Voi uomini siete tutti uguali,
Maiali,
Pensate solo a quello..”
Non è vero
Che pensiamo solo a quello
Ma già che ne parli,
Perché non fare quello?
Alcuni tipi
Non fanno che provarci
Alcune tipe
Non fanno che starci
Sguardi, sorrisi
Busy su busy
Poi: “Restiamo amici,
Mi mandi in crisi..”

E proseguendo instillando dubbi di lesbismo di convenienza e incitando comunque a provarci, con una citazione dalla maglietta di Alda D’Eusanio che tanto scalpore destò in mamma RAI si passa alla terza strofa:

Va a capire che hanno in testa
Alcune la fresca
Altre a Francesco
Preferiscono Francesca
Nel dubbio è sempre meglio
Lanciare un’esca
Se fallisce siesta
Se riesce fiesta
Dalla sera alla mattina
Ballerina balla
È un consiglio
Come Lucio Dalla
Scegli una coreografia
Che vuoi tu
Poi Su e giù su e giù.

E via per la conclusione: meglio lasciarsi andare, seguire il consiglio di Lucio Dalla e magari chiudere con una citazione colta di Vasco, che va sempre bene

Dai allora!!
Lasciati andare
Dai quel che hai da dare
La vita è breve quindi
Diamoci da fare
Lo vuoi almeno quanto me
Non lo negare
Che c’è di meglio
Di amare al mare?
Non ho parole
Sei bella come il sole
Per uno come me
Giusto quello che ci vuole
Quell’africano
Che non parla
neanche bene l’italiano
Ma si fa capire quando vuole..

Il pezzo in sé non è né meglio né peggio di tanti altri usciti in quegli anni; rappresentò tuttavia il punto più alto della carriera di Nest, testimoniata anche dal video ufficiale, cui va atto di avere una voce migliore della gran parte dei rapper nostrani, esibendo quel timbro che solo i cantanti di colore hanno. Peccato che tale potenziale non sia stato sfruttato appieno, forse per i contenuti piuttosto leggeri, per delle rime a volte tirate un po’ per i capelli e per una metrica non sempre convincente. Fatto  sta che oggi lo ricordiamo a pieno titolo negli orrori a 33 giri, se non altro come inno al “discorso più gradito”, la F.I.G.A.

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