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Natale a Casa Deejay (2004 – film)

Natale a Casa DeejayQuando Claudio Cecchetto nel 1984 dette vita a quel sogno che aveva deciso di chiamare Radio Deejay, neanche nei suoi più incredibili sogni avrebbe mai potuto pensare che quella sua creatura venti anni dopo si sarebbe potuta vantare del titolo di prima emittente radiofonica a realizzare un film, per quanto ai tempi dell’usita del lungometraggio la sua figura avesse la stessa valenza simbolica del ritratto di un prestigioso avo appeso sopra il camino a simboleggiare la grandezza del padre fondatore avendo venduto le sue quote nel 1994.

Siamo nel 2004 quando nelle edicole di tutta Italia viene distribuito il film Natale a casa Deejay, la prima (e finora unica) pellicola realizzata dalla radio omonima, una versione riadattata del celeberrimo romanzo di Charles Dickens del 1843 A Christmas Carol (noto in italiano come Canto di Natale), ovvero la storia di un ricco avaro che riceve le visite di tre spiriti, quello del Natale passato, del Natale presente e del Natale futuro, un classico che abbiamo visto trasposto al cinema diverse volte. Questo film fu appositamente pensato non per il circuito cinematografico ma per l’home video, scelta saggia per non rischiare un azzardo contro avversari quali i cinepattoni che nel periodo delle feste tiranneggiano i botteghini come dominatori indiscussi (nel 2004 fu la volta di Christmas in Love della coppia Boldi-De Sica che tra l’altro fu il film più visto dell’anno).

Scritto tra gli altri da Linus in persona e l’onnipresente Rocco Tanica e diretto dal regista Lorenzo Bassano, Natale a casa Deejay è un film molto migliore di quello che interpreti, sceneggiatura e realizzazione del progetto potrebbero dar da pensare perché si sa, quando s’incappa in pellicole dove a recitare vi sono dei nomi famosi che però tutto sono meno che attori, il dubbio di una probabile schifezza è sempre in agguato, specie se i protagonisti non hanno a che fare con il mondo della recitazione (chi ha detto Jolly Blu?). Tuttavia se qua e là fanno capolino interpretazioni sotto la media e siparietti scontati, il progetto ha dalla sua l’elemento più importante di tutti, ovvero la voglia di divertirsi e di giocare con la trama originale.

La Londra dell’800 in cui la storia è ambientata viene rappresentata in un’atmosfera steampunk molto gradevole nella quale prendono piede le vicende del temibile Cavaliere di Molfetta proprietario e tiranno della Tubo Deejay, una stazione radiofonica dove la musica viaggia attraverso un grande snodo di tubature che attraversano tutta la città. Da qui si svolge la storia narrata da Dickens che viene riportata, ovviamente, in modo del tutto fedele in un vortice di musica da hit parade e anacronismi. Un’idea non memorabile e che non fa urlare al capolavoro ma neppure il fiasco che si potrebbe legittimamente pensare, semmai un lavoro discreto e che sa piacere.

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Natale a Casa Deejay
I vari volti noti ospiti nella pellicola

Ma tutto quello che appare sullo schermo è il nulla assoluto paragonato al cast presente, una vera lista della spesa di nomi che instillano quella curiosità di chi vuole vederli in azione solo per il gusto di averli davanti agli occhi. Impossibile citare veramente tutti coloro che appaiono senza lasciare qualche nome come sorpresa a chi vorrà vedere il film: oltre a Linus come protagonista indiscusso abbiamo, chi in un ruolo più consistente chi in un cameo di pochi secondi, Fiorello, Albertino, Luciana Littizzetto, Nicola Savino, Gabry Ponte, Platinette, gli Articolo 31, Gerry Scotti, il Trio Medusa, Nikki, Gianni Morandi, La Pina, Paola Cortellesi, Stefano Baldini, Daria Bignardi e tanti altri. Tra questi anche Elio e le Storie Tese che curano la colonna sonora nella quale inseriscono per l’occasione un nuovo brano natalizio, la celebre “Natale allo zenzero”.

Natale a casa Deejay rimarrà un capitolo atipico nella lunga carriera della radio di via Massena a Milano, un progetto nato per la voglia di cimentarsi nel mondo della cinematografia generato dalla mente frenetica di Linus che nel suo curriculum personale, oltre a essere il direttore artistico della radio dal 1995 vanta tra le altre cose anche quattro libri, la conduzione di diversi programmi televisivi e pure una passione per la maratona. Non un film imprescindibile, ma che possiede più di una freccia nel suo arco e si lascia guardare divertendo, il che non è affatto un pessimo risultato per una pellicola interpretata da DJ, speaker radiofonici, musicisti e personaggi televisivi. Un vero e proprio miracolo natalizio.

2 Commenti

  1. Un film “non memorabile” che però è anche “un vero e proprio miracolo natalizio”. Mi sa che non l’avete manco guardato.

    • Luca Morettini

      Un idea “non memorabile” però intesa non per forza come qualcosa di negativo, semplicemente come non indimenticabile. E “il miracolo di natale” non è riferito al film ma alla considerazione che una pellicola interpretata da tutto tranne che attori non sia venuta una schifezza totale.

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