napoli scudetto 1987 maradona canzonePiù in alto degli inni calcistici cantati dai calciatori ci sono solo gli inni dei partiti cantati dai politici.

Stavolta ci fermiamo sul secondo gradino, con questa perla datata 1987, anno di grazia del Napoli Calcio trascinato da El Pibe De Oro alla conquista del primo scudetto.

Nella città canterina per eccellenza, quale migliore celebrazione di cotanto avvenimento se non proprio una canzone suonata a tutto volume tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli e venduta in una mirabolante musicassetta tra le strade della città da immancabili venditori ambulanti?

Sorvolando sul fatto che sia Wanna Marchi (Wanna Marchi?!?) a presentare il disco con tanto di nome in primo piano sulla copertina, a farla da padrona ovviamente è lui, Diego Armando Maradona che al microfono si mostra meno peggio di molti altri suoi colleghi italiani.

Gli danno le strofe iniziali, è giusto, è il capitano, e il primo scudetto non si scorda mai.

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Il Napoli guidato da Maradona festeggia lo scudetto nel 1987

Per non scordarlo proprio mai, gli autori fanno cantare al più forte calciatore di tutti i tempi questa introduzione:

Son venuto da lontano
qui è casa mia,
già ti conoscevo Napoli,
seconda mamma mia.
Grazie di chiamarmi figlio
adesso che ti sto vicino
grazie per tutto il bene che mi vuoi.

Nello spezzone del video originale che è giunto miracolosamente sino a noi (probabilmente per intercessione di San Gennaro) solo le facce degli interpreti valgono metà pezzo, senza contare l’oggettistica e gli effetti video di fine anni ’80, mischiati all’orgoglio partenopeo.

Diego Armando Maradona – La favola più bella (1987)

Maradona è il più grande calciatore di tutti i tempi. Per questo non si può volergli male quando canta in italiano "La favola più bella".Per sapere tutto su questa canzone clicca qui: http://www.orrorea33giri.com/napoli-scudetto-1987-maradona-canzone/

Pubblicato da Orrore a 33 Giri su Martedì 17 ottobre 2017

Ovviamente solo nella versione completa possiamo gustarci tutte le stonature dei compagni e il ritornello che sembra cantato da una curva di signore per bene. Ritornello che, anche se ascoltato mezza volta, te lo tieni dentro per settimane.

Degna di nota è la strofa paraculo verso i tifosi, cantata dal più stonato della squadra, che recita così al pubblico: «Anche se non vinci sempre, sei pronto a perdonare», frase presa forse da qualche libro di catechismo, ma che non ci poteva lasciare indifferenti.

Inutile dire come va a finire il brano, ovvero con gli stessi due suoni dell’amore, e tanto ritornello tutti in coro.

Alessandro Braga

6 Commenti

  1. lo schifoso verme alessandro braga ha firmato un pezzo fatto di cotanta ignominia ed ignoranza, condito con errori grammaticali da prima elementare, forse capisco quello che ti spinge a farlo è la tua fede calcistica, magari juventina vista la sintassi ma avresti dovuto prima informarti se ci tenevi a fare il “pezzo del secolo” il quale è risultato alla prova dei fatti la tua immagine pubblica ovvero un pezzo di merda, poiche’ il disco e/o musicassetta fu un vero flop, non ricavarono nemmeno i soldi delle musicassette, e sempre da ignorante dovresti sapere che i calciatori sanno prendere solo a calci un pallone, quindi il canto come tale non è di loro dominio, hahaha i vicoli, a tutto volume, quaqquaraqqua’ quaqquaralla’ mai viste tante balle e stronzate i cosi’ poco spazio, ci vuole un cervello da idrocefalo per sparare tanti falsi pregiudizi in una sola volta, ma dove vai a sciare sulla sila o in aspromonte? il caro avvocato gianni agnelli andava al sestriere, ma quello era un signore,altri tempi ed altri tifosi per questo adesso la juve è diventata la squadra della mafia, anzi ndrangheta per essere piu precisi, oltre che una tribu’ di tifosi che raduna tutto lo schifo,la superbia e la merda italiana, e pari al criminale sono le loro presenze nelle aule dei tribunali per calciopoli e per la mafia infiltrata nella societa’ come sopra, senza arrivare a lapo elkan culattone,drogato,zimbello e via discorrendo, vera vergogna itagliana. poi se vuoi parlare di cultura, me lo fai sapere, come confronto io porto appunto NAPOLI, po magari porti milano.torino anche se abiti in un paesello sub provinciale governato per nefasta vigliaccheria da negri e musulmani che ti costringono a stare rinchiuso in casa da finestre e porte d’acciaio, quindi inizia a guardare su wiki et similia ed informati bene poiche’ non essendoci nato ti devi immesesimare con la merda delle citta in questione, poi vediamo quale citta’ porterai come confronto, sicuramente io parto avvantaggiato poiche’ la mia controparte ha gli appellativi di tamarro, buzzurro, cafone, trappano, ignorante buzzurro etc etc, e ancora prima di iniziare studia il significato di tali parole se non vuoi perdere ancora prima di iniziare,caro citrullo ringalluzzito! nea+polis ( neapolis=citta’ nuova) era composta da due cittadine abitate dagli osci(popolo italico stanziale) sopraggiunti appresso e dai nuovi coloni greci che appunto fondarono i due insediamenti, di cui una alla foce del mitico fiume sebeto, e l’altra sulla collina dell odierna pizzofalcone e all espandersi degli abitati fu riunita in una sola citta’ e sottoposta al governatorato della magna grecia circa 3….. stop, ci vorrebbero le pagine gialle insieme agli elenchi telefonici delle prime mille citta del mondo come numero di abitanti per riassumere la storia della mia citta’ e tutta fatta di riccheza e prosperita’ tanto ch egli italiani balordi la saccheggiarono 160 anni fa quando era capitale plurisecolare di un ricco regno semi industrializzato, potenza marittima commerciale e manifatturiera piena di primati mondiali,europei e dello stivale maledetto e alla fame……etc etc etc etc

    • ps, anche io ho fatto qualche errore grammaticale. ma è stata la mia superbia di essere quasi perfetto, bastava che ripassavo il tutto e questo non succedeva, come vedi la perfezione è una chimera, la differenza è che io non sono un blogger, quindi non devo darne conto e ne faccio ammenda, tu no, sei nato in provetta con gli spermatozoi scaduti, quindi sei il frutto non di un ameore andato a buon fine, ma di un esperimento fatto con materiale organico andato a male, in questo caso il seme maschile. ti aspetto…. ma non capire male, ti aspetto per il confronto di cui sopra, a me tra parentesi piacciono le donne, anzi come disse il mio illustre impagabile ed impareggiabile cittadino “a prescindere”. (cit. totò, al secolo principe Antonio de Curtis). è la parabola del bene e del male.

    • Ammazza Ciro quanta acredine… perché non rilassarsi un attimo e prendere la canzoncina per quello che è senza tirare in ballo presunto razzismo, fedi calcistiche, la famiglia Agnelli, la Magna Grecia e Totò?

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