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Morgan – La Sera (2010)

Morgan La Sera La Canzone esclusa da Sanremo 2010

Il Festival di Sanremo è indissolubilmente legato al concetto di scandalo sin dai tempi di Claudio Villa, che nel 1955 rinunciò a presentarsi alla serata finale per timore di una scenata della moglie in diretta TV, la quale aveva appena scoperto un suo tradimento. Passando per i 1000 imprevisti degli anni a seguire (compreso Adriano Celentano che volta le spalle al pubblico), probabilmente studiati quasi sempre a tavolino per incrementare l’audience di un programma bramoso di share, che sfrutta le canzonette spesso poco memorabili per ricamare uno scandaletto controllato. Nel 2010 giusto un paio di settimane prima dell’inizio del Festival ci si imbatte nel curioso caso di Marco Morgan Castoldi.

Folgorato in gioventù dal synth pop britannico, trova il successo con i Bluvertigo tra rock alternativo e new wave che però durano giusto il tempo di tre album e di tante comparsate TV. Il musicista milanese già dall’alba del nuovo millennio intraprende quindi una carriera da solista in direzione opposta con spunti evocativi della Scuola Genovese, ricca di richiami cantautoriali dal gusto rétro, tra Umberto Bindi, Sergio EndrigoLuigi Tenco, Piero Ciampi Fabrizio De Andrè. Non certo innovativo, ma sicuramente ammirevole. Almeno per chi apprezza il realismo e le riflessioni esistenziali della scuola genovese. Non dico che Morgan sia da collocare proprio nell’Olimpo dei seguaci di Brassens, ma di certo non è da denigrare. Almeno non per questo.

Tale stile, in effetti riguarda anche il brano composto per la velenosa edizione di Sanremo 2010, “La Sera”, che avrebbe sicuramente avuto il pregio di far assaggiare al pubblico sanremese un sapore ormai svanito. Un’ode alla sera ed al suo fascino sereno che invita a sognare. Sera che “scende sicura, apre la notte futura e non infonderà paure”.

E invece… Stroncato! Escluso a causa di un uragano mediatico sviluppatosi a poche settimane dalla partenza della cherméssa. Causato da cosa? Un’intervista nella quale Morgan ammise di far regolarmente uso di cocaina. Grave! Gravissimo! Indubbiamente minimizzare o parlare con leggerezza di certi temi non è cosa giusta, ma la messa all’indice che fece seguito fu assurda, anche perché quello che fa Morgan nel suo tempo libero sono un po’ affari suoi.

Quando ascoltai il pezzo pensai che il Festival della Canzone Italiana non avrebbe potuto aspirare a niente di meglio, perché, specie nella sua versione eseguita con voce (vibrata da corde vocali consumate) e pianoforte, è davvero interessante. Inoltre pensai che con l’orchestra dell’Ariston l’effetto sarebbe stato grandioso.

Pensai che il vecchio lupo dell’hinterland milanese avesse organizzato tutto a puntino e che avrebbe fatto una bella figura, se non fosse mai esistita questa dichiarazione tratta da un’intervista un po’ sopra le righe rilasciata al periodico Max:

“La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. La uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura. Ne faccio un uso quotidiano e regolare”.

Al deflagrare della bomba, il cantautore tentò una strenua difesa argomentata dal fatto che le frasi, a suo dire, erano in qualche modo state estorte a tradimento dal giornalista Raffaele Panizza il quale, nella stessa intervista gli “estorse” anche questo:

“X Factor mi piaceva perché potevo prendermi la responsabilità di un’idea e sfidare il pubblico con gli argomenti. Il format non impone certo di parlare della Trilogia Berlinese (un famoso trittico di album di David Bowie, ndr). Facendolo, l’ho reso migliore. Ma il fatto che me ne vada, alla fine toglierà un peso di dosso a tutti. La televisione è fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi. Cattiveria intesa come sete di potere, di numeri, di soldi e pubblicità. Un capitalismo sfrenato che ha perso di vista qualsiasi senso dell’esistere. Ha fatto cose cattive anche contro di me, lo sai? Ora che Berlusconi ha infarcito la Rai di scagnozzi, la De Filippi comanda pure lì”.

A questo punto, direte, la causa dell’esclusione potrebbe anche trovarsi in quest’ultimo stralcio d’intervista riportato, che vede Morgan scagliarsi contro una spietata Maria De Filippi, piazzata strategicamente in una Rai zeppa di scagnozzi di Berlusconi. Levatevelo dalla testa… O meglio, non ne siate così sicuri.

Basti ricordare che nel 2010 il Ministro della Gioventù era Giorgia Meloni ed il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al contrasto delle tossicodipendenze era l’inflessibile Carlo Giovanardi (quello dell’ormai incostituzionale Fini/Giovanardi), i quali si scagliarono contro il poeta maledetto del brianzolo, seguiti dall’immancabile Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del PDL, dal Codacons, dal direttore di Rai 1 Mauro Mazza e dal direttore artistico del Festival di Sanremo Gianmarco Mazzi. Mancava solo la Guardia Forestale e la LIPU.

Morgan Marco Castoldi

Come sappiamo, nonostante il suo drammatico e a tratti patetico pentimento e la sua strenua difesa (c’era davvero bisogno di cospargersi il capo di cenere in segno di penitenza verso il sistema? Forse si visto che lo spettro di Umberto Bindi era dietro l’angolo), non ci fu speranza alcuna. A Sanremo piace lo scandalo solo quando fa parte di una sceneggiatura già scritta, quando è controllato. A Sanremo piace Povia… ci siamo capiti, no? Piace il tipo che minaccia di suicidarsi perche é disoccupato e Pippo Baudo lo va a salvare; piace qualche mezzo seno scoperto o accenno di pelo di figa in vista; qualche gossip. Al massimo i Placebo che, nel 2001, rompono gli strumenti per provocare un pubblico impacchettato come non avevano mai visto prima, al termine di una “Special K” eseguita indegnamente in playback. Forse i Placebo no…

Comunque, un artista che dichiara di fumare quotidianamente crack non può passare! Specie se porta in gara una canzone costruita su un lucidissimo senso artistico, che richiama un passato glorioso e lo colloca in ambito moderno, perché potrebbe far intendere il messaggio che la droga ti fa fare cose belle (basterebbe pensare alla carriera di Vasco Rossi per rispondersi da soli). E poi si dovrebbe creare la figura del “Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega ai lati Positivi della Tossicodipendenza”. Insomma sarebbe un bel casino! È molto più comodo far vincere Valerio Scanu, come avvenne disgraziatamente in quell’edizione, guarda caso un pupazzo creato da Maria De Filippi.

Il secondo posto di quella simpaticissima edizione condotta dalla strabordante Antonella Clerici, fu raggiunto dal trio dello sgomento formato da Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia e il tenore (in arte Luca Canonici), con la loro pregevolissima “Italia Amore Mio”.

Proprio Antonella Clerici in diretta durante la serata d’apertura giunto in scaletta il momento in cui sarebbe dovuto esibire Morgan si esibisce in una super predicozzo fra i mugugni del pubblico, .

Sostanzialmente, esordisce dicendo che si dichiara lontana anni luce dal mondo della droga e che l’unica droga di cui ha bisogno è l’affetto della sua famiglia, il suo lavoro ed un caffè macchiato. Ma anche “chi se ne frega” potremmo aggiungerci. Il tutto contornato da pietosissimi applausi di comprensione. La pietosa pantomima prosegue affermando che quello di Morgan in realtà è un grido d’aiuto, e che la musica lo potrebbe salvare; per questo avrebbe voluto far ascoltare la sua canzone al pubblico, ma che non le è stato permesso dalla dirigenza della Rai che quinid si rifiuta di salvare il musicista tossicomane. Quindi, nel ruolo de “la giusta fra le giuste”, decide di leggere alcuni versi del testo de “La Sera”, accompagnata da una melodia a cazzo suonata da un musicista al pianoforte. Al termine della lettura rimane immobile per qualche secondo con un’espressione da fotoromanzo, esprimendo in modo esagerato delusione e tristezza. In ultimo, testualemte: “Morgan, spero che tu e tutti quelli come te si possano ritrovare”. Praticamente l’ha spedito in comunità. Roba che manco Giletti.

Quell’anno, la disgrazia è toccata a Morgan, ma sarebbe potuto capitare a chiunque: ad esempio a Pupo perché sospettato di respirare l’elio, ad Emanuele Filiberto per i crimini dei suoi parenti lontani legati al fascismo, a Luca Canonici perché in realtà non esiste oppure a Valerio Scanu perché ha fatto l’amore in tutti i laghi. Sarebbe bastato istigare le folle ed avvisare Giovanardi e Gasparri.

In generale, solita inoculazione del germe del bigottismo; un circo non itinerante in cui vanno o non vanno in scena più o meno sempre le stesse cose.

Come si è soliti dire: Sanremo è così, prendere o lasciare.

La Sera

S’apre la sera
vedi, s’avvera
morbida svela e distende
la sua coperta nera
Ecco la sera, bella la sera
la luce s’inchina
esce di scena
poi si nasconde tra i monti
scalderà altre genti
brucerà altri campi
e altri orizzonti
avanti, entri la sera
e noi siamo ancora qui
ma niente sembra uguale: con te

Con te si può parlare
disordinare il destino
rimandare il mattino
che il modo migliore è
consumare le ore facendo l’amore

Cade la sera
e il cuore s’ispira
mentre che il cielo si oscura
buio a regalar le stelle
belle illusioni, sogni lontani
anche se per oggi abbiamo dato già abbastanza
tutte le nostre forze, tutti i fianchi e gli occhi

Non siamo stanchi
e d’incanto l’identico istinto ci coglie
e con me ti fai trascinare via
guarda la sera
scende sicura
apre la notte futura e
non infonderà paure
anzi ci invita a nuove avventure
e fin che resteremo insieme non morirò
e del tormento allora ci faremo un canto
tutto il tempo che resta, ogni sera la nostra festa
e il vento come orchestra
mentre un raggio di luna rifrange
sulla pioggia che piange tu volteggi come un’onda
cosi volubile e profonda, stasera
l’atmosfera profuma d’incenso
quando ormai mi credevo disperso
con stupore immenso tutto ritorna per me ad avere un senso
o almeno si spera, esce la sera, buona la sera

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