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Mirella – Il Mio Ragazzo / Carmencita (19?? – 7″)

Mirella Il Mio Ragazzo CarmencitaMandate a letto le vostre coscienze, ciò che state per ascoltare potrebbe non lasciarvi indifferenti.

“Annuncio pubblicitario della sera: è più facile pescare un pesce già fritto che morire con il cazzo dritto. Buonasera”.

Quale miglior modo per presentare un misterioso e bizzarro 7 pollici, stampato eroicamente fra gli anni ’50 e ’60 del ‘900, che rompe gli argini della volgarità grazie a un miscuglio di erotismo e surrealismo.

Il disco, gelosamente custodito nei nostri archivi, contiene un brano per lato e offre pochi appigli per svolgere una ricerca sostanziosa: non è riportato in alcun dove l’anno d’uscita, il nome dell’artista o del gruppo che l’ha registrato corrisponde ad un anonimo Mirella e l’etichetta di produzione risulta essere la misteriosissima Casina Record. 

È presumibile che fosse prassi comune stare in penombra nell’ambiente dei vinili sporcaccioni (rivolgo un pensiero commosso a tutti coloro che ogni giorno agiscono in incognito) e lo deduco anche dal fatto che, possedendo altri pezzi del genere, so per certo che l’anno di stampa non è presente in nessuno di questi e che solitamente le etichette discografiche corrispondono a nomi avvolti nell’anonimato: è il caso della Club 69 di Jack Mandrillo e i Suoi Sporcaccioni, lavoro simile ad una “zingarata” in stile Amici Miei già affrontata passato su queste pagine.

Un’altro esempio del genere può essere incarnato in parte dalla Combo Record di Milano, produttrice fra i molteplici, di alcuni lavori della nostra amata Mirella (sempre nei nostri archivi “Una sposa all’Abetone / La Luna, Caino e l’Astronauta”, in 45 giri).

Su quest’ultima etichetta, attiva dal 1958 al 1974, mi soffermerei perché è comprovata la sua esistenza, ma soprattutto per fare un accenno sugli stili espressivi nei quali si è cimentata. Possiamo leggere nell’elenco degli artisti che vi hanno collaborato nomi quali Riz Samaritano, Ruggero Oppi, Franco Franchi, Kramer e i suoi Villici e tanti altri abitanti dell’universo del surreale, oltre a svariati nomi accostabili al folklore regionale: robetta utile a ricordare a noi italiani di quanto fenomeni possiamo essere nel fare gli “scemi”.

È naturale il sospetto che le etichette misteriose citate in precedenza possano essere dei satelliti della Combo Record la quale, come abbiamo visto, si occupa di musica demenziale e cabaret sin dai tardi anni ’50 assecondando lo stimolo di esagerare per il semplicissimo gusto di farlo.

Forse sto semplicemente prendendo un granchio: probabilmente l’anonimato dei presunti satelliti fu dettato da esigenze che li portarono per forza di cose ad occupare uno status di quasi clandestinità (magari spulciando ancor più a fondo i mercatini dell’usato potrei venirne a capo), anche se mi piace pensarla in tutt’altro modo. In generale, il fatto di aver composto un’opera e di non averla firmata, a mio avviso, è la vera opera d’arte! Però c’è da considerare che Facebook ancora non esisteva negli anni ’50. Forse Myspace sì… Voglio dire, è facile rendersi conto di essere audaci e autocompiacersi di ciò tramite una pubblicazione (su un “socializzatore” tramite uno “smartofono” come direbbe Gabriele D’Annunzio) bramosa di consensi meccanici. Mirella, per forza di cose, non ha mai potuto avere questo tipo di tentazione.

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Ora bando alle ciance. Tenetevi forte e proteggete gli attributi: è giunto il momento dell’ascolto.

“Saggio pensiero cinese del mattino: quando cammini in un vicolo oscuro, sono meglio due palle in mano che non un cazzo in culo. Buongiorno”.

In principio a questa “Il mio ragazzo” ecco un “saggio pensiero cinese del mattino” che offre un fondamentale consiglio su una base di organetti sognanti. E se vi pare già troppo, basta un attimo per ricredervi, tempo di far partire la marcetta e la prima strofa:

Il mio ragazzo è bello bello bello bello
ma vado a letto ogni tanto anche col fratello,
mi ci diverto perché è focoso
ed il suo cazzo mi piace di più.

Il brano, arrangiato a mo’ di sagra della gnocca, parla di questa ragazza che non essendo soddisfatta dell’attività sessuale condotta assieme al suo ragazzo, va a letto ripetutamente col fratello di questo povero malcapitato. Una situazione un po’ della minchia. Certo è che il povero cornutone avrebbe avuto la soluzione a portata di mano se avesse scoperto la zozzata: il delitto d’onore (Codice Penale, art. 587 – abrogato solo nel 1981), giudice permettendo, un po’ come in Divorzio all’Italiana di Pietro Germi. Avrebbe potuto massacrare la traditrice e ottenere una pena ridotta, qualora ne fossero state accertate le condizioni.

E adesso l’incommensurabile, date un bacio ai vostri piccini: il surreale sfonda il muro dell’improponibile.

Nella seconda facciata si abbandona qualunque allusione sessuale e ci si riversa nel nonsense più inaspettato sul motivo di “Katjuša”, celebre canto sovietico italianizzato nella versione partigiana conosciuta come “Fischia il vento”. Il titolo Carmencita” appare forse inappropriato. Ma che cos’è l’apparenza? Una cosa per borghesi.

Olga Olga non farla più nel Volga,
sei volgare e poi lo fai puzzare.
Caterina la fa nella latrina
dove sorge il sol dell’avvenir.

Carmencita potrebbe essere l’alter ego non sovietico di Katjuša se non fosse per il fatto che nel testo non è mai citata in favore, contrariamente ad ogni logica (la prossima volta vi spiego che cos’è la logica), di Natasha, Dimitri, Vasilij e Olga, protagonisti di quest’operetta puzzolente. Nonostante sotto al titolo appaia la solita precisazione, ovvero “canta Mirella”, il brano è cantato da un coro di voci a maggioranza maschile: in tutta probabilità Mirella, già scampata al delitto d’onore, sta lì in mezzo a fare chissà cosa. Forse sta scoreggiando nella steppa:

Con la ranza ci viene il mal di panza,
che boato qualcuno ha scoreggiato.
Quanto odore in tutta la steppa
dove sorge il sol dell’avvenir.

Inondato da tutta quest’acqua malsana del Volga e dalla puzza di peto, mi sento di dover chiudere con questa personale dichiarazione: Mirella, non so chi tu sia ma ti voglio bene. Grazie.

Il Mio Ragazzo

Saggio pensiero cinese del mattino: quando cammini in un vicolo oscuro,
sono meglio due palle in mano che non un cazzo in culo. Buongiorno.

Il mio ragazzo è bello bello bello bello ma vado a letto ogni tanto anche col fratello
mi ci diverto perché è focoso ed il suo cazzo mi piace di più
Il mio ragazzo è bello bello bello assai, io son gelosa che non lo vedo quasi mai
ma di ragazzi io son golosa e da tutti mi faccio chiavar.
E non mi bacia mai, non mi tocca mai, non mi fa venire, non mi fa ballare
ed invece il fratello sempre (?)
guarderò la tua mammella mentre tu balli con me.

Ricordanza nazista del pomeriggio: prima di andare a letto sola
è meglio andarci con un frocio anche se ce l’ha moscio.

Il mio ragazzo è caro caro caro assai, ma il suo uccello non me lo vuol dare mai
e di pennuti io sono ghiottona e lo cerco a chi me lo dà
Il mio ragazzo è bello bello bello assai, io son gelosa che non lo vedo quasi mai
ma di ragazzi io son golosa e da tutti mi faccio chiavar.
Lui mi dice no, il cazzo pure no, se ci sposeremo poi ci chiaveremo
Io intanto che aspetto vado dal fratello che mi scopa con l’uccello e mi fa morir d’amor.

Annuncio pubblicitario della sera: più facile è pescare un pesce già fritto
che morire con il cazzo dritto. Buonasera.

Il mio ragazzo è tanto caro caro e bello, io non lo lascio perché tiene un bel fratello
che dalla sera alla mattina mi sollazza la mia pipina
Il mio ragazzo è bello bello bello bello, ma vado a letto ogni tanto anche col fratello
mi ci diverto perché è focoso ed il suo cazzo mi piace di più.
Quel che fa per me il mio ragazzo è, e mentre aspetteremo che ci sposeremo
scopo col fratello che mi fa morir d’amore con il cazzo sempre duro che mi dà a sazietà.

Ammonimento della notte: è meglio andare a letto con il culo gelato
che non con un gelato in culo. Buonanotte.

Carmencita

Ohi Natasha hai fatto tu la piscia
sì Dimitri ne ho fatti sette litri
Fosti tu che allagasti la steppa dove sorge il sol dell’avvenir
Fosti tu che allagasti la steppa dove sorge il sol dell’avvenir
Ohi cosacca hai fatto tu la cacca
sì Vasilij ne ho fatti tre barili
Fosti tu che impestasti la steppa
dove sorge il sol dell’avvenir
Fosti tu che impestasti la steppa
dove sorge il sol dell’avvenir
Olga Olga non farla più nel Volga
sei volgare e poi lo fai puzzare
Caterina la fa nella latrina
dove sorge il sol dell’avvenir
Caterina la fa nella latrina
dove sorge il sol dell’avvenir.
Con la ranza ci viene il mal di panza
che boato qualcuno ha scoreggiato
Quanto odore in tutta la steppa
dove sorge il sol dell’avvenir
Quanto odore in tutta la steppa
dove sorge il sol dell’avvenir.

3 Commenti

  1. In merito al lato B del disco, la cantavamo anche noi- quando non ci sentivano i docenti- in gita scolastica, però il nostro testo diceva ‘venti litri’ non ‘sette litri’, e non ho idea da dove venisse questa variante (anche se forse ha avuto il merito nell’indirizzarmi verso gli studi di filologia moderna….). Riguardo alla Combo, va detto che era un’etichetta volutamente spartana, anche per le copertine- io possiedo un disco di un coro alpino del quale ora mi sfugge il nome, ma con grafica e lettering davvero minimali- la quale però ebbe il merito incommensurabile di aver fatto esordire su LP i mitici Gufi, nel 1966, prima che li mettesse sotto contratto la Columbia. Di questo disco possiedo la ristampa in vinile del 1981, che venne dopo l’ospitata dei Gufi a Sanremo con la loro ‘Pazzesco’.

  2. Trattasi di Mirella Bargagli. Ecco un sito che ne parla, senza però citare (non si capisce se per ignoranza o perbenismo) queste sue opere musical-porno:
    http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/mirella-bargagli/

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