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M.O.M. Masters Of Movement – I 7 Re (2004 – singolo)

M.O.M. Masters Of Movement ‎– I 7 Re

Immaginatevi una serata (tamarra) in una disco di inizio millennio, in cui la gente si dimena a ritmo di musica cantando, che so, la tabellina del 7 o il teorema di Pitagora a memoria. Vi sembra una cosa assurda? Niente di più sbagliato… Una simile atmosfera poteva essere vissuta ogniqualvolta il DJ inseriva nella playlist “I 7 Re” dei M.O.M. Masters of Movement, un gruppo italodance composto da DJ Cutry (produttore, arrangiatore e mixer) e da Bibi, la mitica voce degli Art Of Love quelli che cantavano “Lo voglio duro, duro duro”

Che il genere italodance fosse, agli inizi degli anni 2000, in crisi di identità e di tematiche è cosa ormai nota: i giri musicali erano stati ormai abusati alla disperazione e gli argomenti cominciavano a latitare. I mostri sacri – Gigi D’Agostino, Gabry Ponte e compagnia danzante – si buttavano sulle cover d’autore campionando melodie degli anni ’60 e ’70. Alcuni producer emergenti invece attingevano semplicemente a… Le prime cose che passavano loro per la testa. L’impressione, ascoltando questo pezzo, è proprio questa:

Le stelle, sono buchi nel cielo
Da cui filtra la luce dell’infinito
Questo si credeva ancora
Quando loro sette
L’uno dopo l’altro
Fondarono la più grande potenza
Di tutti I tempi
Roma!
I sette re di Roma

L’intro, totalmente fuori contesto, viene imbastita ripetendo una frase di Confucio, che per inciso non era coevo dei sette Re di Roma se non degli ultimi due, ma stava comunque in Cina e non a Roma, tanto per menzionare le stelle, tanto care ai momenti di fattanza musicale-introspettiva tipici di quel genere di serate. Come non citare a proposito “Stelle” di Roland Bryant, o i vari vocals di Franchino e degli svariati mic artist che accompagnavano le serate dei DJ più famosi?


Romolo
Numa Pompilio
Tullo Ostilio
Anco Marzio
Tarquinio Prisco
Servio Tullio
Tarquinio il Superbo

Romolo
Numa Pompilio
Tullo Ostilio
Anco Marzio
Tarquinio Prisco
Servio Tullio
Tarquinio il Superbo
I sette re di Roma
I sette re di Roma

Il resto della canzone è tutta qui: i nomi dei sette Re di Roma ripetuti in continuazione, alternati a synth di stile “imperiale” che riportano alla mente le atmosfere gladiatorie e sacrali dell’Urbe.

Sinceramente, ripensare oggi a gente che in disco impazziva ripetendo i nomi dei sette Re di Roma a mo’ di interrogazione da terza elementare suscita sentimenti di scetticismo: chi potrebbe mai averlo fatto? La cosa più inquietante, amici di Orrore a 33 Giri, è che queste cose succedevano veramente. Una generazione di moderni Blade Runner che ha visto cose che voi umani non potete neppure immaginare e che ha imparato “San Martino” grazie a Fiorello e ricordato storia grazie all’italo dance, per la gioia di tutte le maestre. Altro che Buona Scuola…

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