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Marie Laure – Calore (1976 – 7″)

Marie Laure CaloreScaturita nel 1976 da un liricista che non necessita presentazioni come Cristiano Malgioglio e dalla vena melodica di Carmelo Carucci, già autore per Ornella Vanoni, Fausto Leali e Mia Martini, ma più noto al grande pubblico come spalla di Alessandra Valeri Manera per molte sigle di cartoni animati anni ’80 (tra cui Occhi di Gatto, Mila e Shiro, Holly e Benji ed, udite udite, le canzoni che Cristina D’Avena cantava nei telefilm della serie Love Me Licia), questa Calore nasce come una orgasmo song abbastanza canonica: ben arrangiata e con un testo in bilico tra l’esplicito e l’allusivo.

Probabilmente anche gli autori se ne resero conto: il pezzo era qualitativamente dentro agli standard ma arrivava troppo tardi rispetto alla “Je T’Aime, Moi Nun Plus” che iniziò il genere nel 1969. Serviva quindi qualcosa per renderlo speciale.

Questo qualcosa venne dall’interprete, la misconosciuta Marie Laure Sachs, dotata di una erre moscia da brivido, palesata già con la prima parola recitata dalla sua voce sussurrata: “Calore”, con una “r” vibrante uvulare.

La pronuncia marcatamente francese diventa, mano a mano che il pezzo costruisce il proprio primo crescendo, innesco per un goliardico tripudio di risate, specialmente quando la nostra Marie recita frasi come:

Quando sono occupata a baciavti tutto…
Calove quando accelevi il vitmo del tuo covpo…

E viene protratta per tutta la durata delle liriche, che inanellano una descrizione di caratteristiche dell’amante, sempre più legate all’immaginario erotico, fino ad arrivare alla “punch line”:

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Ma quando ti sento tvemave allova è
È più che calove.

A seguire, una brusca discesa nella dinamica musicale, per poi riprendere una nuova architettura in crescendo, al termine della quale avviene l’apoteosi del brano, l’epifania, la catarsi: un assolo di sassofono baritono che a ben guardare, dato il periodo in cui uscì il 45 giri ed essendo la produzione affidata a Durium, potrebbe anche essere stato suonato dal buon vecchio Fausto Papetti (voce non confermata, ma a noi piace pensare che sia così), ed anche se non lo fosse ne mantiene le doti comunicative prettamente soft porn.

Questa canzone fa pensare a quanto il mondo della discografia sia cambiato. Tempo fa serviva essere in grado di scrivere un arrangiamento archistico anche solo per un pezzo di scarsa importanza come questo. Oggi invece basta saper mettere le dita sul mouse e programmare una drum machine.

 Calore
Calore
Quando parli sento calore
Calore la tua bocca
Calore quando si ferma sulle mie curve
Calore quello che fai
Calore il tuo movimento
Calore quando, io ti sento.Calore quando mi chiedi scusa
Calore quando ti lascio cadere sulla mia pelle
Quando mi tormenti
Quando sono occupata a baciarti tutto
Calore quando io ti sento nudo
Calore la tua mente, la tua vita l’amore
E calore quando mi consumi
Quando mi comandi a diventare pazza
Calore quando acceleri il ritmo del tuo corpo
Ma quando ti sento tremare allora è
è più che calore

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2 Commenti

  1. A me fa venire in mente "Morire in Porche" degli Squallor, non so come mai ….

  2. Che sia Fausto Papetti a suonare il sax baritono è assolutamente plausibile, visto che nei suoi dischi il buon Fausto suonava di volta in volta il sax alto oppure il sax soprano o ancora il clarinetto e- appunto- il sax baritono, che ricordo nella sua versione di ‘Stepping Into Darkness’ dei War.

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