Maria Grazia Buccella - Il Ballo del Popò (1978 - 7")Dopo aver già assaggiato il mondo delle canzonette con un paio di dimenticabilissimi 45 giri sul finire degli anni ’60, Maria Grazia Buccella, all’epoca attrice con una lunga carriera alle spalle, ma più che altro nota per i suoi ruoli di sexy svampita all’italiana, decide alla “veneranda” età di 38 anni di riprovarci.

L’autunno degli anni ’70 era un brodo priomordiale parecchio interessante: da un lato lo tsunami della discomusic, dall’altro un pullulare di cantautori che cercavano di innovare il linguaggio della canzone italiana un po’ a modo loro (Andrea Tich, Ivan Cattaneo, Faust’o, Andrea Liberovici, Rosanna Ruffini, Maria Sole…). A speziare questo magma sonoro ci si mise l’esplosione della televisione che offrì opportunità al mercato discografico di sfruttare la fama dei divi (ma soprattutto le dive) del piccolo e grande schermo per piazzare prodotti fonografici nelle case degli italiani.

Ecco quindi che comincia a diffondersi il morbo di “un disco non lo si nega a nessuno”, a discapito del contenuto che passava in secondo piano.

“Il Ballo del Popò” è un esempio lampante di questo nuovo genere di scempio-music: le belle forme di un’attrice in copertina con tanto di bel culone in primo piano, un sottofondo disco scritto alla bene e meglio per seguire la moda dell’epoca e un testo-non testo tra l’irritante e l’ammiccante, tanto che anche dopo ripetuti ascolti non si capisce se sia una sorta di inno al sesso anale o solamente una versione per adulti scemi de “Il Ballo del Qua Qua”.

Aggiungiamoci anche che la (non) voce della nostra è piacevole come il suono delle unghie sulla lavagna e avremo il quadro completo di un opera per stomaci davvero forti.

4 Commenti

  1. sul tubo c’è una micro clip
    del ballo del popo

    da notare l’agilità con cui si alza dallo sgabello per andare a cantare, (tipo al passo dell’angolo retto), e il mirabolante labiale

  2. Un pezzo irresistibile (come lei, del resto): la Buccella aveva un bel popo’ e anche un bel po’ po’ di musicisti che l’accompagnavano.

  3. E’ da tempo immemore che ho scoperto questa “perla”: …e niente e nessuno mi riuscira’ a convincere si tratti veramente della voce della Buccella quella che si sente su disco. Al testo imbarazzante si sovrappone pero’ una voce (e che voce!) davvero niente male, una voce di mestiere quasi jazzistica …che non c’entra davvero nulla coi sussurri di un’attrice quasi afona come la buccella … a cui, immagino, sia toccato solo il compito di offrire l’immagine (cioe’ il culo 🙂 ) in copertina.

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