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Mal – Sei la Mia Donna (1982 – 7″)

Mal Sei la mia donnaNon vedevo l’ora di parlare di questo mostro sacro della musica: Paul Bradley Couling in arte Mal, l’uomo che ha basato mezzo secolo di carriera in terra italiana interamente sul suo marcatissimo accento “so British”.

A partire dalla fine degli anni settanta Mal, così come molti colleghi in auge la decade prima, stava vivendo un periodo di decadenza: i “musicarelli”, genere cinematografico nel quale spadroneggiava, non si producevano più e anche ai suoi concerti non è che si registrasse propriamente il tutto esaurito.

Per svecchiare la sua immagine sceglie proprio il palco migliore: quello, polverosissimo, dell’Ariston. “Sei la mia donna” è il classico motivetto congelato nel 1965 e conservato in freezer 17 anni per essere consumato, previa riscaldatina, nella giusta occasione.

Il testo ci narra di quante stronzate possa dire un uomo per far colpo su una donna: il geniale Mal arriva addirittura ad autocitarsi, affiancando il suo nome a quello dei Beatles! Che dire…

Era la metà del ’66
e i juke box suonavano “Help” e “Penny Lane”
ed io cantavo il mio disco “Pensiero d’amore”
Liverpool per noi era libertà
come una chitarra all’Università
ma se una donna volevi colpire nel cuore
dovevi cantare così

Sei la mia donna
l’unica donna
piccola donna
non so stare senza te
Sei la mia donna
l’unica donna
splendida donna
ed io amo solo te
Sei la mia donna

Oggi il tempo va al ritmo dei Dee Jay
sembra di rivivere il ’66
quando la gente cantava canzoni d’amore
“Yesterday” per noi resta sempre là
come una bandiera che non cambierà
e se una donna la devi colpire nel cuore
le devi cantare così

Sei la mia donna…

Cantando questa canzone Mal avrà anche fatto breccia nel cuore della sua bella, ma sarà scaraventato solo al diciassettesimo posto nella classifica finale. Peccato, perché un pezzo così oggi sarebbe stato demodé quanto basta per ambire al primo posto della categoria Classic. Certo, all’epoca gareggiava contro titani del calibro di Riccardo Fogli, Al Bano e Romina, Drupi, Frate Cionfoli

Tra l’altro da lì a poco la sua etichetta discografica, la gloriosa Baby Records, chiuderà i battendi lasciandolo senza un contratto.

Per citare la canzone più celebre di questo interprete, è proprio il caso di dire “Yeeeeeeh”.

2 Commenti

  1. Per la Baby Records incise anche col suo vero nome, Paul Bradley, alcuni singoli romantici come ‘Let It Be Love’ e ‘I’ll Never Be The One’, ma Freddy Naggiar, l’egiziano padre-padrone dell’etichetta, preferiva spingere i Ricchi e Poveri o Bimbo Mix….

  2. che poi nel testo c’e’ un errore temporale non indifferente…’Help’ e’ del 1965,quindi ci sta che nei juke box la suonassero…Ma e’impossibile che i juke box suonassero nel 1966 ‘Penny Lane (che e’uscita nel 1967) e ‘Pensiero d’amore’ (che e’ del 1969).

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