Les Charlots Mon Ami Tango“Perché hai frugato nella mia giacca?
Per sapere qualcosa di te.
Se vuoi sapere qualcosa di più fruga dentro il mio slip.”
(Jeanne e Paul da Ultimo tango a Parigi)

Il Festival di Sanremo è da sempre fucina di nuove entusiasmanti scoperte in ambito musicale. Prendete per esempio i francesi Les Charlots (chiaro omaggio a Charlie Chaplin, conosciuto in Francia, ma anche in Italia, con il nome di Charlot) un gruppo di musicisti/attori comici, composto da Gerard Rinaldi, Jean Guy Fechner, Gerard Filippelli e Jean Sarrus, a cui si va ad aggiungere Serge Brassis (solo nei film) per formare il quintetto famoso in Italia negli anni ’60 e ’70 per la serie di pellicole conosciute con il nome de I cinque matti.

Formatisi nei primi anni ’60, iniziano la loro carriera con il nome di Les Problemes, come band di supporto di un altro artista emergente poi divenuto anchesso noto dalle nostre parti: Antoine. Nel 1974, nel pieno della loro carriera, partecipano alla ventiquattresima edizione del Festival sanremese con una canzone dall’esterofilo (giustamente) titolo “Mon amì tango”.

Da sempre considerato uno dei balli più sensuali esistenti al mondo, il tango viene trasformato in questo brano, dal quartetto di autori Daniele Pace, Corrado Conti, Lorenzo Pilat e Mario Panzeri, nella semplice metafora sessuale dell’incontro occasionale. La storia in sé è molto semplice, lui viene tradito da lei, perciò va a letto con un’altra, salvo poi tornare da lei per trovala assieme ad un altro ancora, una sorta di bignami delle lunghe cronache di Beautiful. Forse proprio per questa “semplicità” o forse per una velata allusione all’omicidio passionale malcelata nel passaggio: “Lui la teneva sul cuore / Poi hanno fatto l’amore / Cosa m’importa stasera / Ora che sono in galera”, la canzone non fu molto apprezzata dalla giuria, ma fece comunque guadagnare al gruppo un modesto ottavo posto. Posizione ufficiosa della classifica stipulata dal giornale TV Sorrisi e Canzoni, in quanto la classifica ufficiale di quell’edizione comprendeva solo i primi tre posti.

Dopo un’accorta lettura del testo possiamo notare come gli autori abbiano cercato di mascherare i riferimenti diretti al sesso, con un più casto, e a mio avviso geniale, riferimento al matrimonio. Prendiamo quindi i passaggi “Quando mi accorsi che ogni notte lei andava a nozze col Fernando” e “Dopo due mesi torno a casa, ma andava a nozze con Raimondo” e proviamo a sostituire la parola “nozze” con la parola “letto”. Quello che otteniamo è il vero ed esplicito senso della canzone.

A livello musicale il brano non ha niente da spartire con alcune sigle di film suoi contemporanei, ma la cosa non deve sorprenderci, in quanto i Les Charlots scrivevano le musiche dei propri film, con chiare influenze beat, soprattutto nel ritornello che sembra preso direttamente dalle produzioni dei Beatles, scioltisi giusto qualche anno prima.

Les Charlots Mon Ami Tango

Una canzone che decisamente non lascia il segno, vittima di una delle edizioni più sfigate del Festival di Sanremo, tra il totale disinteresse da parte della Rai, che trasmise solo la finale in bianco e nero, a colori solo per l’Eurovisione (solo l’emittente TeleNapoli riesce a mandare in onda via cavo tutte e tre le serate del Festival, e lo fa a colori, alla facciazza di mamma Rai), e le ingerenze sempre più forti delle case discografiche che cercarono di imporre le loro decisioni per tutta la durata del Festival, provando addirittura a modificare il regolamento per fare in modo che venga riammesso in gara Raoul Casadei con la sua Orchestra Spettacolo dopo che fu eliminato nelle prime serate.

Giusto per non farsi mancare niente, negli anni ’80 un incendio delle Teche Rai distrugge buona parte dei filmanti riguardanti gli anni ’70, tra cui la XXIV Edizione del Festival, togliendo per sempre a noi pubblico la possibilità di vedere l’esibizione dei Les Charlots. Dovremo farcene una ragione.

Mon ami tango

Adesso vi racconterò una storia molto bella
Si, ma mica tanto
Molto, molto bella
Ma mica tanto
È molto bella
Mica tanto
È bella
Si, ma mica tanto

Quando mi accorsi che ogni notte lei
Andava a nozze col Fernando
Chiesi a un amico:che faresti tu?
Lui mi rispose:balla il tango
Le chiesi signorina se lei può
Mi disse:a un tango non si dice no

Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Io la tenevo sul cuore

Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Poi abbiamo fatto l’amore

E poi chissà, chissà perché
M’innamorai di lei
Na na na na
Na na na na
Na na na na

Dopo due mesi torno a casa ma
Andava a nozze con Raimondo
Io le domando:amore cosa fai?
Disse:non vedi ballo il tango
Mi ha chiesto:signorina se lei può
Io ho detto:a un tango non si dice no

Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Lui la teneva sul cuore

Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Poi hanno fatto l’amore

Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Cosa m’importa stasera

Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Ora che sono in galera

E poi chissà, chissà perché
M’innamorai di lei
Na na na na
Na na na na
Na na na na

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Nasco nel 1984 e da subito, grazie ai vinili di mio padre, la musica orbita attorno alla mia testa. Cresco quindi con i Genesis, Bob Marley, Neil Young, gli America, ma anche con Ruggeri, Dalla e Guccini. A 14 anni acquisto il mio primo basso ed il punk, assieme al crossover, muove ogni mio pensiero. Con gli anni la musica è diventata una vera ossessione, studiavo nuovi strumenti, leggevo articoli e recensioni, e più ne sapevo, più volevo saperne, per arrivare a considerarmi tuttora un ignorante. Ogni genere diventa fondamentale per accrescere la mia conoscenza, portandomi come artista su due progetti ben distinti, il cantautorato e la sperimentazione "noise".

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