Leif Andersson Med Andra Ord Kind Mot KindLeif Andersson è un personaggio singolare quanto misterioso divenuto un vero fenomeno in Svezia per via del suo primo e unico singolo pubblicato nel lontano 1974 dalla copertina minimalista: sfondo giallo canarino con titoli dei brani in nero e la sua malinconica foto in bianco e nero appiccicata da una parte. Tutto casualmente molto molto simile alla bislacca colonna sonora che pubblicherà Palmer Rockey nel 1980.

Al di là della curiosa presentazione il disco ha attirato nel corso degli anni l’attenzione di molti collezionisti in patria e appassionati di musica strana da tutto il mondo: i due lati del singolo contengono infatti bizzarri brani sbiascicati e cantati (o forse sarebbe meglio dire mormorati) a cappella in maniera inquietante, fastidiosa e stupefacente; una sorta d’incrocio tra un canto gregoriano e il delirio di un ubriaco che tenta di esprimersi come meglio può.

In ogni caso il bizzarro e misterioso reperto è divenuto forse il maggior disco di culto nella storia della musica svedese.

Nonostante la quasi totale anti-musicalità deli brani, per anni le (pochissime) copie di questo unico e strampalato 45 giri sono state ricercate come l’acqua nel deserto, talvolta acquistate anche a prezzi vertiginosi persino dagli stranieri che ignoravano il contenuto e le parole del disco. Infatti se ci apprestiamo per la prima volta all’ascolto ci si pone inevitabilmente la stessa domanda: che diavolo è questa roba?

Superato lo shock iniziale si tenta razionalmente di dare un senso a questa piccola perla dell’assurdo, ed è capitato di chiedersi se il brano non fosse un canto popolare di qualche regione sperduta della Svezia o forse una preghiera di qualche strana confessione religiosa in lingua svedese, o ancora una bizzarria avanguardistica o la semplice incisione di un ubriaco o, perché no, la recitazione del Necronomicon.

Niente di tutto questo: dopo anni e anni di mistero in cui solo la strana e misteriosa musica ha riempito di domande gli appassionati senza però chiarire nulla della sua origine, l’avvento di internet ha permesso nel 2016 di ritrovare finalmente Leif Andersson stesso, ora ritiratosi in un piccolo paesino della Svezia, e chiarire la storia all’interno del celebre programma radiofonico P4.

I due brani altro non sono che cover con testo svedese di celebri brani di Frank Sinatra (!), rispettivamente “Fly Me To The Moon” divenne “Med Andra Ord” e “Cheek to Cheek” si trasformò in “Kind Mot Kind”; inoltre dietro la registrazione del singolo a quanto pare non si nasconderebbe alcun tentativo di sperimentalismo bislacco, nessuna parodia incompresa, nessuna strana tradizione musicale locale e forse, al momento della registrazione, nemmeno la consapevolezza della stranezza dell’esecuzione da parte dell’artista. Andersson stesso ha raccontato la sua difficile vita piena di ambizioni e di fallimenti che perseguì sempre a testa alta e di come, al prezzo di poche migliaia di Corone, si autofinanziò la possibilità di registrarsi un 45 giri per tentare di avviare una sua possibile carriera musicale.

Leif ha raccontato di aver pagato anche un’intera orchestra per la registrazione dei brani, ma dato che non riusciva a mantenere l’intonazione né a seguire il ritmo decise stizzito di allontanare tutti i musicisti e di registrare a capella i brani senza che gli venissero date indicazioni di alcun tipo. Nonostante tutto il singolo venne pubblicato, seppur in sole cinquanta copie.

Leif Andersson Med Andra Ord Kind Mot Kind
Leif Andersson ieri e oggi

Si dice che un ulteriore fattore che contribuì alla rarità del disco, come se non bastasse già l’esiguo numero di copie stampate, fu che Andersson stesso tempo dopo se ne sia sbarazzato buttando via tutte quelle che possedeva e successivamente avrebbe cambiato legalmente il nome in Leif Källberg trasferendosi nella piccola cittadina di Karlskoga dove vive tuttora.

Curioso anche come l’altrettanto oscura etichetta del singolo, la September, sembrerebbe essere una sotto-etichetta della Olga, famosa casa discografica svedese tra gli anni Sessanta e Settanta per cui registrò il celebre gruppo The Hep Stars, un equivalente svedese dei Beatles da cui anni dopo alcuni membri avrebbero fondato gli ABBA, sicuramente di maggior successo commerciale, ma forse non di maggior gloria.

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Studente di Antropologia ed amante dell'eccezione, dell'eccentricità e di tutto ciò che possa definirsi fuori dalla norma. Ricercatore, con un occhio occasionale per il macabro, di ogni tipo di stranezza artistica del passato (e non) con il debole per l'arte realizzata da non-artisti, bambini, criminali, malati mentali. Lettore accanito bibliomane/bibliofilo appassionato di b-movies d'epoca, rock'n' roll anni '50, psichedelia, jazz, occultismo e beat generation.

2 Commenti

  1. Inquietante e angosciante! Non son proprio riuscito ad arrivare alla fine del brano… Per trovare il buon umore mi tocca fare immediatamente un giro al camposanto.

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