Le Portafortuna Colpo Grosso sigle seconda edizioneCome direbbe Umberto Smaila “Cià presente Colpo Grosso?”

Se siete fan della fortunatissima trasmissione andata in onda tra la fine degli ’80 e l’inizio degli anni ‘90 e, ancor di più, dell’ex Gatto di Vicolo Miracoli, sicuramente vi ricorderete quella mitica sigla intornata dal nostro Umbertone in carne, ossa e baffetti.

“Cià presente Colpo Grosso?” però è la sigla della terza edizione di Colpo Grosso, momento in cui per la prima volta si iniziò a parlare delle Ragazze Cin Cin, rivisitazione de Le Portafortuna. La differenza risiede nella simbologia: le prime rappresentavano un frutto, le seconde dei veri e propri portafortuna. Per capirci: Esther Aregall il ferro di cavallo, Natasja Narain il coniglio, Deborah Zapparata il corno, Natacha Velimirovic il jolly, Alma Lo Moro il quadrifoglio, Monique Sluyter il numero 13 e Viemla Jagroep la coccinella.

Se siete dei lettori attenti di Orrore a 33 Giri e appassionati di Colpo Grosso (o ancora meglio di entrambe le cose) avrete notato sicuramente il nome di Monique Sluyter, valletta e co-conduttrice al fianco del superbo Umbertone dall’edizione successiva di cui canterà anche la sigla, con un improvviso e inaspettato salto di carriera.

Per la stagione 1988 spetta invece a Le Portafortuna intonare la sigla d’apertura intitolata senza troppa fantasia “Colpo Grosso” e lo fanno con una classicissima base elettronica dai toni scuri, cantata a piene voci creando una confusione di sovrapposizioni vocali che rende quasi impossibile la comprensione del testo, non che importasse molto al pubblico della trasmissione quello che le ragazze avessero da dire.

Il tema del brano comunque ve lo lascio immaginare, ai chiari e classici riferimenti al sesso esplicito si lega il ritornello in cui Le Portafortuna annunciano «E se vincerai sarà / Colpo Grosso / io mi spoglierò per te / Colpo Grosso / brutta scimmia capirai / sono io che vinco non sei te». Da notare il siparietto comico di Umberto Smaila che con l’abilità del miglior doppiatore di cartoni animati giapponesi s’inserisce nel carismatico ritornello ripetendo “Colpo Grosso”.

Il vero gioiello (se così lo vogliamo chiamare) è nascosto sul lato B: “Po Portafortuna” già dal titolo ci fa intuire il sottile gioco di parole su cui gioca la canzone. Difatti sul ritmo incalzante di «Po, popò / po-po-po / po, po, po», intonato dalle nostre fanciulle come delle oche ammaestrate, non si parla di amuleti per la buona sorte bensì di culo, gentilmente sottinteso da quel “popò”. In effetti è un po’ il pensiero del telespettatore medio di Colpo Grosso, peccato solo che non abbiano pensato ad un verso con «te, tetè / te-te-te / te, te, te» giusto per non scontentare nessuno.

Stefano Bissoli e Vittorio “Vikk” Papa

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