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Karisma – L’Intervallo (2004 – singolo)

Karisma L'intervalloSe c’è una cosa che proprio non sopporto è il tentativo da parte di produttori TV, musicali e di mass media in generale di arrivare alla nicchia di mercato compresa tra i 12 e i 18 anni in maniera fraterna e amichevole.

Allo stesso modo non reggo i sermoni degli esperti di comunicazione sul linguaggio dei gggiovani, che devono essere coinvolti con un approccio gggiovane, un ampio utilizzo di codici gggiovani e una gergalità tipica del gggiovane medio.

Da qui la gara ad accaparrarsi familiarità con tormentoni che andavano da “ci stai dentro” a “bella zio” fino al più recente inglesismo di selfie, hashtag e chi più ne ha più ne metta.

Non poteva fare eccezione a questo tentativo di arruffianata il genere musicale dance, che negli anni ’90 aveva spopolato ma che agli albori del 2000 iniziava a risentire il peso di giri e motivi ormai abusati e della concorrenza di altri generi più fashion che si erano accaparrati l’esclusiva delle discoteche di quei tempi.  Bisognava quindi sparare le ultime cartucce per creare una minima fan base che potesse supportare e giustificare la pubblicazione di pezzi che, in sincerità, stavano diventando ormai triti e ritriti.

Ecco quindi nel 2004 iniziare a scorrere per l’etere delle ormai poche emittenti specializzate rimaste la hit “L’Intervallo”, a firma Karisma, terzetto di produttori e DJ italiani che, facendo leva sulla classica poca voglia di studiare, tentava di invogliare frotte di sedicenni a dimenarsi ai ritmi del suo tunz tunz.

La canzone inizia bene, con un bel campanello e una voce di ragazzina che introduce con un gggiovanissimo “oh raga, è arrivato il prof”, preludio a quanto ci aspetterà nelle successive strofe.

La solita voce, in tono da “Il Sesto Senso” prosegue con un catartico intro, a metà tra un anacoluto e il “vedo la gente morta” della pellicola di cui sopra.

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Il professore mi fa sempre delle domande
Ma tutte le volte io non ho mai delle risposte.

Da questo punto lo stile della italo-dance comincia a palla con un ritmo frenetico e delle strofe gggiovanissimeee:

Filosofia, lo sai che noia
Geometria, la stessa storia
Allora fisica, c’è movimento
Ma se non ballo, non son contento
Non son contento…
Non son contento…
Non son contento…
Non sei contento?

Ma non finisce qui: con un cambio di ritmo che ricorda un po’ “Enjoy This Trip” (altra perlazza immortale di Alex Castelli) si ricomincia a dialogare in maniera fresca e “gggiovane”. Qui ad essere preso di mira un prof, presumibilmente il classico supplente malcapitato in un IPSIA di qualche quartieraccio:

Ti spiace se non seguo
Se mentre parli ballo
Ti spiace se non seguo
Se mentre parli ballo
Ti spiace se non seguo
Se mentre parli ballo
Lo sai che sto aspettando
Lo sai che sto aspettando
Soltanto l’intervallo

Un pezzo in cui gli istinti anti-scolastici e birboneschi di italica tradizione (da “Gian Burrasca” di Vamba a “Classe Mista Terza A” passando per “Tutti a Squola” di Pippo Franco, “Pierino” di Alvaro Vitali e la serie “I Ragazzi della III C”) si fondono in un canto del cigno very “gggiovane” della italo dance di quel tempo, che sarebbe ritornata in auge solo grazie ai campionamenti rap di un decennio successivo. Perché i trend e le mode cambiano spesso, anche più in fretta di tunz tunz. Del resto noi gggiovani siamo fatti così.

Oh raga, è arrivato il prof, andiamo in classe.

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Un Commento

  1. maxitalianovero

    Ormai dischi del genere si sentono solo su Canale Italia o in qualche radio locale, il che non sarebbe un problema. Ma la disco dei giorni nostri ha veramente poco spazio, sembra difficile da suonare, non so. Settimana scorsa sono tornato in una discoteca di quelle che dovrebbero suonare musica disco del momento(cioe' non revival o happy music) e hanno messo quasi tutti pezzi (tra l'altro piu' sull'r'n'b – Beyonce', Jennifer Lopez e simili – ma questo va ancora bene) del decennio scorso. Negli anni 80 o 90 mettere dischi del decennio precedente sarebbe stato stranissimo, e pure negli anni 0, eccetto quando si facevano serate revival, che comunque raramente toccavano gli anni 90

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