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Jo Squillo – Luglio, Agosto, Settembre (Dedicated To Demetrio) (1988)

jo squillo terra magicaQuando mi trovo davanti a prove come questa vengo assalito dal dubbio che si tratti più di esternazioni di egocentrismo artistico piuttosto che di un sincero omaggio al brano originale, poiché di una cover stiamo parlando in questo caso, e anche molto particolare. Nella fattispecie “Luglio Agosto Settembre” è uno dei brani più famosi degli Area, tratto dal loro primo LP “Arbeit Macht Frei” del 1973 e se non sapete di cosa sto parlando, probabilmente la musica Italiana con la “I” maiuscola non fa per voi.

Il disco sopracitato, uscito nel 1973 per la Cramps di Gianni Sassi (che collaborò fattivamente anche alla stesura dei testi, nonché alla geniale veste grafica, con lo pseudonimo di Frankestein) segnò effettivamente uno spartiacque tra il genere prog-jazz seguìto all’epoca (vedi gruppi come i Perigeo) e i cosiddetti dischi di impegno politico, laddove l’appartenere a un credo progressista significava in primis rifiutare i triti cliché legati alla canzone da classifica in favore di sperimentazioni musicali e vocali mai tentate prima (e in questo il compianto Demetrio Stratos ha lasciato un’eredità incolmabile, soprattutto per gli studi sul “Cantare la Voce” da cui il disco omonimo sempre su Cramps uscito l’anno prima della morte) senza però mai perdere il contatto con il pubblico che affollava i loro concerti, perlomeno fino al contestato “Event ’76″, vero apice di improvvisazione-avant con Steve Lacy come ospite al sax.

Ora, a questo punto ditemi che cosa c’entra Jo Squillo con le gesta epiche di Capiozzo, Tavolazzi & Co.? Un bel nulla, a parte forse il fatto che all’inizio della sua carriera con le Kandeggina Gang il primo 45 giri uscì proprio per la Cramps che poi chiuse i battenti di lì a poco. Ma qui si parlava di primi vagiti pseudo punk, non di etnomusicologia, inoltre gli Area all’epoca avevano già cambiato etichetta accasandosi con la Ascolto-CGD. A parte questo la scellerata Jo, non contenta di aver massacrato la “Whole Lotta Love” di zeppeliniana memoria pasticciandola con una base degli Snap!, aveva due anni prima compiuto il misfatto di cui sopra, includendo il brano degli Area nel suo LP “Terra Magica” del 1988.

L’inizio del pezzo è sconcertante e allo stesso tempo esilarante: dopo cinguettii di uccelli tropicali (perché?) i vocalizzi di Stratos interpretati da Jo Squillo sembrano più tentativi di gargarismo che diplofonie. In seguito il brano (molto più breve dell’originale per evidenti carenze tecniche) si sviluppa su soffuse trame etno-ambient con parole sussurrate e totale assenza di ritmo laddove invece, nell’originale, la potenza eversiva si snodava attraverso il riff mediorientale che esplodeva in un tempo di batteria dispari. Ma signori, là si parlava di Palestina e di conquista della libertà (e di musicisti con i controcazzi), qui sembra di ascoltare un karaoke nel salotto etno-chic di Catherine Spaak, e nemmeno le strofe finali recitate sembrano risollevare le sorti di una delle più brutte e inutili cover che le mie povere orecchie abbiano mai avuto occasione di ascoltare.

Insomma, al limite meglio riascoltare “Come gli Area” di Elio e Le Storie Tese, se non altro per la garbata referenzialità che giustamente si addice quando ci si vuole accostare all’inaccostabile (e per la indiscutibile superiorità musicale degli Elii rispetto alla sgallettata Jo)… San Demetrio perdonali perché non sanno quello che fanno. Amen.

5 Commenti

  1. Dissento in parte da questa recensione. Premetto che questa cover non mi garba per niente, tuttavia però una cover non deve essere per forza una copia carbone del pezzo originale. E’ una libera interpretazione. Trovo comunque alcune soluzioni sonore del pezzo interessanti e creative. Poi se c’è il preconcetto su Jo Squillo (che peraltro ha anche fatto singoli interessanti e meno commerciali, spaziando su diversi generi), è altro discorso…

  2. Ma non era “Luglio Agosto Settembre nero”?

  3. In realtà l’aggettivo fu rimosso anche dal titolo del 45 per i juke-box (che tempi: gli Area nei juke-box!), ma in quanto a Jo sappiamo che da adolescente frequentava un centro sociale dove Demetrio dava lezioni di vocalità, per cui questa cover potrebbe essere considerata un omaggio: almeno questo è quanto ha detto la vedova di Demetrio, Daniela Ronconi, commentando un mio post su Facebook nel quale me la prendevo con questa cover, mentre Anastasia, la figlia di Demetrio, non si è pronunciata.

  4. In realtà Jo Squillo, oltre ad aver esordito con la Cramps é stata allieva di canto di Demetrios Stratos ai tempi del Santa Marta.
    Ebbene si, sembra assurdo ma è proprio così, Jo Squillo ha “imparato a cantare” proprio da lui.
    Questa cover, anche a mio avviso veramente mal riuscita, credo sia un omaggio al suo maestro.

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