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Jasmine – Boing Boing (1981 – 7″)

Jasmine Boing BoingNon so voi, ma personalmente non ho mai apprezzato Cristina D’Avena come interprete delle sigle TV: troppo mamma, brani estremamente sdolcinati, al limite del kitsch e volutamente infantili come se i bambini fossero mentalmente menomati.

La colpa più grande della cantante bolognese è stata quella di aver messo letteralmente i tantacoli su ogni sigla che sia stata prodotta da metà anni ’80 in avanti, tanto da figurare come protagonista nel telefilm ispirato al cartoon Kiss Me Licia; questo non solo ha portato a una standardizzazione dei suoni melassosi “made in Fininvest”, ma soprattutto il successo di quei brani ha castrato ogni possibile evoluzione o sperimentazione segnando di fatto la fine della “golden age” delle sigle TV, oggi ridotte a sterili intro e outro.

Quando ancora questo monopolio era di là da venire non era raro imbattersi in nomi sconosciuti spesso legati al successo di singoli brani (un nome su tutti Daisy Daze and the Bumble Bees, artefici della magnifica “Planet O”), tra questi “one shot masterpiece” non possiamo esimerci dall’inserire anche “Boing Boing”, stupenda sigla del programma “Direttissima con la Tua Antenna” in onda su Rai Uno dal 1981. In realtà la sigla era solo la base strumentale mentre il 45 giri, pubblicato dalla lungimirante Lupus di Franco Califano, ci regala una strepitosa versione cantata dalla scatenata Jasmine (relegando lo strumentale sulla facciata B).

La canzone è un saltellante synth-pop a dir poco delizioso, con un testo al limite del nonsense che gioca sapientemente con le onomatopee e con maliziosi doppi sensi neppure troppo velati:

Cosa c’è nel mio cuore boing boing
scoppierà la mia testa bang bang
lancerò dei segnali pip pip
finchè tu non rispondi ping pong
io sposerò Superman.

Sento già il tuo motore wroom wroom
e per te sono pronta zip zip
il mio sangue già bolle plop plop
le mie labbra sono rosse smack smack
io sposerò Superman.

Ma questo è nulla in confronto al ritornello anthemico che inneggia al sing-a-long da stadio in cui alla piccola Jasmine vengono messe in bocca parole apparentemente da casalinga annoiata, ma che in relatà tra le pieghe nascondono un piglio pop-naïf che lascia esterefatti:

Tutto il giorno sono qui che aspetto
la TV è la sola compagnia
dalla bocca mi uscirà un fumetto:
se non mi ami vado via.
Non sei uomo sei un eroe a puntate
se rimani ti darò il mio cuore
il telecomando non schiacciate
è il programma del mio amore.

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Jasmine Boing Boing

Siamo sicuramente di fronte a una delle sigle più divertenti mai realizzate anche se purtroppo non gode della fama dei grandi classici del genere.

Curiosamente la canzone, slegata questa volta da qualsiasi contesto televisivo, fu pubblicata come 45 giri anche in Germania l’anno successivo, nel 1982, con una copertina completamente diversa, cantata in inglese e con una fantomatica versione in francese sul lato B, probabilmente un tentativo infruttuoso di lanciare la giovane interprete come cantante pop. Inutile dire che la versione italiana è decisamente meglio, per via dei deliranti testi psichedelici da bambini. Chissà come l’avranno vissuta in terra teutonica.

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10 Commenti

  1. maxitalianovero

    Commento la prima parte del post che mi interessa molto anche perche’ ultimamente ho ascoltato e cercato di analizzare le versioni straniere delle canzoni dei cartoni “Fininvest”, anche se non capisco cosa c’entrano col brano in questione. Bella recensione, ma come mai dici che, di fatto, sono finite le sigle musicali con Cristina D’Avena? Parli di tutte o solo dei cartoni animati? La reputi cosi’ influente? (Per carita’, non voglio darti torto, voglio solo approfondire di piu’ l’argomento)

  2. Max

    il preambolo iniziale serve solo per evidenziare come prima dello strapotere Cristina D'Avena & Fininvest il mondo delle sigle TV fosse molto più creativo e meno legato a topoi del genere.

    Il successo di Cristina D'Avena e la sua presenza nel 99% delle sigle da metà anni 80 in avanti è stata di fatto la pietra tombale per questo genere musicale.

    Nel mondo delle sigle dei cartoni animati possiamo dividere 2 periodi il pre e il post Cristina D'Avena: prima è un fiorire di stili, musicisti e canzoni che poco o nulla hanno da invidiare alla musica "pop" dell'epoca anche perchè autori ed interpreti sono finissimi musicisti (2 nomi su tutti Riccardo Zara e Vince Tempera), a seguito del successo e del successivo monopolio a favore delle zuccherose canzoni della D'Avena il genere si è cristallizzato.

    Specialmente per questo motivo, ma anche per il progressivo imbruttimento dei cartoon, le sigle sono diventate anonimi brani musicali che oggi non vegono ricordati da nessuno. Le ultime sigle che si ricordano sono proprio quelle cantate da Critina D'Avena, alcune anche piacevoli piacevoli, ma sempre ben lontane dai fasti di fine anni 70 fino alla prima metà degli anni 80.

  3. Non partecipo al dibattito perchè ho appena letto il testo del brano e devo riprendermi dallo schock.

  4. ho questo singolo lato a jasmine b strumentale

  5. Credo che cristina D'Avena sia stata la prima a specializzarsi esclusivamente in sigle per bambini, cosa che gli altri interpreti e autori non facevano, permettendoci di ascoltare sigle dai suoni più "adulti", la qual cosa rendeva anche più gradito l'ascolto ai nostri genitori e favoriva l'acquisto del 45 giri senza fiatare.
    Per me era importante NON vergognarmi di un cartone animato a causa della sigla.

  6. Bhè i Cavalieri del Re ben prima della D'Avena a dire il vero

  7. ma che fine ha fatto la cantante del brano?

  8. Avevo questa sigla in una vecchia compilation (su cassetta) di cartoni animati e altre canzoni per bambini, anche se indubbiamente era la meno "per bambini" di tutte!

    Che dire… chi ha scritto il verso "Non sei uomo sei un eroe a puntate" merita un premio 🙂

    Stasera l'ho riascoltata dopo circa due decenni su YouTube, scoprendo che ne esisteva una versione inglese, in cui purtroppo il testo é completamente diverso, ma la cantante (pur non cantando affatto male!) é imperdibile sia per il look che per l'accento stra-italiano 😀

    ITA – http://www.youtube.com/watch?v=Je3MYz-YVZ4
    ENG – http://www.youtube.com/watch?v=akbFIHX9lk8

    Saluti,
    D.M.

  9. D’accordissimo con te. Le sigle più belle dei cartoni animati sono quelle pre-cristina. Le canzoni della D’Avena sono troppo giuggiolose, quel modo di cantare da mammina mi dava sui nervi fin da piccolo. I numeri uno delle sigle, per me, saranno sempre I Cavalieri del Re, seguiti dal mitico Nico Fidenco e molti altri cantanti dell’epoca (perfino le MeleVerdi mi piacciono di più di C.D’Avena). Nei loro testi si percepiva tutta l’essenza del personaggio principale, le sue sofferenze, le sue passioni, e quel sogno ardente da realizzare. Le sigle di oggi sanno solo ripetere insistentemente “dai che ce la fai”, “insisti e vincerai”, “sei troppo forte e tu lo sai”, 4 accordi ripetuti qua e là… e da 10 anni a questa parte, le ridicole frasi in inglese maccheronico di Giorgio Vanni come ritornello.
    Il fondo dei fondali lo abbiamo toccato con la sigla della nuovissima serie di Lupin ambientata a S.Marino. Fa sanguinare le orecchie per quanto è brutta! Dedicherei il prossimo post di Orrore a 33 giri proprio a questa sigla cantata da quel disastro di Vanni e il bimbominkia Moreno.

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