I 10 migliori dischi senza musica della storia

In un breve e celebre articolo pubblicato su Billboard del 2 febbraio 1960 si menzionava il curioso caso del jukebox di una caffetteria nei pressi di un campus universitario di Detroit che conteneva diversi singoli “silenziosi”; si trattava di 45 giri su cui non era registrato assolutamente nulla, ma nonostante ciò erano tra quelli più riprodotti dagli avventori del locale. Uno studente intervistato a riguardo disse come alcuni minuti di silenzio valessero la pena di infilare un nichelino nel jukebox permettendo così di godersi la tranquillità con il solo fruscìo di quei solchi vuoti in sottofondo.

Questi dischi divennero un piccolo caso nazionale attirando l’attenzione dei giornali e stimolando l’imitazione da parte di altri locali. Sta di fatto che non furono gli unici casi di registrazioni silenziose o di dischi vuoti che vennero pubblicati volontariamente. Inoltre nemmeno dieci anni prima il celebre compositore John Cage eseguì per la prima volta “4’33”, celebre brano “silenzioso” della durata (appunto) di quattro minuti e trentatrè secondi eseguibile di fatto con qualsiasi strumentazione, creando così una nuova concezione della musica, facendo scrivere a riguardo fiumi e fiumi d’inchiostro (forse anche troppo).

Da allora le imitazioni e le pubblicazioni di dischi silenziosi sono divenute più frequenti, sebbene siano rimaste comunque un fenomeno di nicchia basato sulle motivazioni più varie, che siano tentativi d’avanguardia, scherzi ai danni dell’ascoltatore (oggi diremo “trollaggi”) o Dio sa cos’altro. Abbiamo per questo deciso di segnalare alcuni dei migliori dischi “silenziosi” della storia, tutti senza alcun tipo di musica all’interno, ma ognuno con una sua peculiarità che lo caratterizza e ne motiva la bizzarria anti-musicale.

10. The Sound of Silence: The Silence and Beauty of St.Peter’s (2013 CD/DVD)

Con un procedimento simile a quello dei dischi delle caffetterie di Detroit ecco un altro disco ideato per stimolare alla tranquillità: in questo caso vi è la registrazione sul posto del (quasi) completo silenzio della chiesa di St. Peter risalente al XII secolo nel piccolissimo paese di Bishopstone (200 anime appena).

Il disco venne registrato all’interno della piccola chiesetta per oltre mezz’ora di quasi completo silenzio (se si escludono le porte scricchiolanti e i rari passi di eventuali visitatori) al fine di ricreare quanto più fedelmente la sensazione di pacifica quiete delle mura della piccola chiesetta. Il disco divenne un successo in Inghilterra, anche nell’edizione in DVD.

9. The Wit and The Wisdom of Ronald Reagan (1980 – 7”)

Il disco raccoglie su due lati completamenti silenziosi rispettivamente l’arguzia e la saggezza dell’allora presidente degli USA Ronald Reagan per un totale di 45 minuti e pubblicato dall’etichetta fittizia Magic Records dietro cui in realtà si nascondeva l’etichetta punk Stiff Records, meritevole di aver pubblicato album dei Pogues, dei Madness e dei Damned tra i tanti nomi noti.

All’interno vi era anche l’avvertenza «Warning: you may or may not hear something interesting on this record», e nei solchi del disco, a completo discapito dell’ascoltatore, un silenzio che è stato capace di dire molto e in maniera amara, sarcastica e irriverente risultando forse tra i migliori esempi di satira politico-musicale di ogni tempo.

8. Marcel Marcao – The Best of Marcel Marceao (1971 – LP)

Chissà cosa si aspettavano tutte quelle persone che hanno comprato quest’album all’epoca, intrigati dal volto in copertina che faceva apparire Marcel Marceao (sic) quasi come un cantante glam rock, e come hanno reagito durante l’ascolto. Chi conosce il personaggio, sa benissimo che Marcel Marceau (nome probabilmente modificato per evitare guai legali) sia stato un artista particolarmente affascinante, ma saprà anche che è considerato il re dei mimi, proprio così, l’unica persona che faceva seriamente ridere anche senza fare nulla, men che meno spiccicare una sola parola. Questo folle album non racchiude altro che le registrazioni delle sue migliori performance: in totale 45 minuti di silenzio e due di applausi divisi su due lati.

7. Jonty Semper – The 1 Minute Silence From the Funeral of Diana, Princess of Wales (2001 – 7”)

Esattamente come indicato dal titolo, si tratta della registrazione del minuto di silenzio eseguito durante il funerale della principessa Diana e registrato dall’artista Jonty Semper all’Hyde Park di Londra il 6 settembre 1997, pubblicato in 250 prestigiose copie in vinile. Non c’è che dire, inquietante e ovviamente più potente nel concetto stesso alla base dell’idea del disco di per sè. Lo stesso pubblicò quell’anno l’album “Kenotaphion”, raccolta di tutti i due minuti di silenzio che vengono annualmente onorati nel Remembrance Day l’11 novembre, dal 1929 al 2001.

6. Gerry & The Holograms – The Emperor’s New Music (1979 – 7”)

Secondo e ultimo degli unici due singoli di questa evanescente e originalissima band di Manchester che ricevette persino il plauso di Frank Zappa che li definì una delle sue band preferite all’epoca. Questo singolo dal titolo geniale non è altro che un disco 7” vuoto (in alcuni casi vi erano scarti di produzione di case discografiche o dischi difettosi di altre band) i quali risultavano irriproducibili anche per il fatto di essere letteralmente incollati alla confezione risultando pressoché inascoltabili.

Estremamente degno di nota anche l’altro singolo di Gerry & The Holograms dal titolo omonimo (questa volta un disco audio a tutti gli effetti): un brano pazzesco e ipnotico che suona molto simile all’orecchiabile base di “Blue Monday” dei concittadini New Order, canzone registrata quattro anni dopo e su cui ovviamente le voci si scatenarono riguardo un ipotetico plagio.

5. Spazz – Funky Ass Lil’ Platter (1996 – 1”)

Le due tracce denominate “Hemorrhoidal Dance of Death” e “Patches Are For Poser” sono pressoché irriproducibili. Il disco degli Spazz infatti ha le dimensioni di un solo pollice (praticamente un disco in vinile per una Barbie), quindi non suonabile con una normale puntina. Possibile che la pubblicazione dell’insolito disco sia un puro e semplice divertimento, tanto quanto una parodia dei gruppi powerviolence che tendevano sempre di più a pubblicare singoli con grande frequenza senza badare molto al contenuto dei brani.

Realizzato e distribuito in sole quattordici copie dall’etichetta Slap-A-Ham (per pigrizia della band che li realizzava a mano a quanto pare), sembra che del disco furono riprodotti anche diversi bootleg nel corso degli anni, divenendo comunque per molti appassionati uno dei dischi di genere più ricercati, generando a sua volta una cospicua serie d’imitazioni, tra cui un “very best of” dei giapponesi Slight Slappers pubblicato per la stessa etichetta in 666 copie, in questo caso almeno il retro della sorridente copertina avvertiva «if you wanna break needle, go ahead, put this on turntable!»

4. Hot Lixx Hulahan ‎– Hot Lixx Hulahan (2007 – 7”)

Hox Lixx Hulahan, vero nome Craig Billmeier, è un musicista americano che nonostante abbia militato in numerose rock band come polistrumentista rimane conosciuto perlopiù per essere stato due volte campione nazionale (2006 e 2008) e una volta mondiale (nel 2008) di air guitar; una disciplina in cui l’unica abilità consiste nel mimare nella maniera più convincente e spettacolare possibile una chitarra elettrica a ritmo di musica senza alcun vero strumento in mano.

La cosa più stupida è stata indubbiamente l’occasione di far registrare al campione un 45 giri per un’etichetta metal/punk (la 625 Thrashcore – da qui probabilmente l’idea di parodiare la copertina di “Sonic Temple” dei The Cult), facendo eseguire il brano solamente dalla chitarra d’aria di Billmeier in due tracce (“Airway To Heaven” e “Sound Of Silence”)  di completo silenzio.

3. AA.VV. – Sounds of Silence: The Most Intriguing Silences in Recording History! (2013)

Una curiosa compilation interamente composta da tracce silenziose provenienti dalle fonti più disparate (lo si avverte solamente dal differente fruscio di sottofondo), spesso tracce sconosciute, ma anche “composizioni” tratte da dischi di artisti noti.

Tra le tracce meritevoli di menzione sono “Silence (Copyright 1932)”, un curioso pezzo di silenzio di 4 secondi su cui Andy Warhol ha posto il copyright, “Two Minutes Silence” un pezzo di musica sperimentale registrato da John Lennon e Yoko Ono nel 1969, la sarcastica “The Ballad of Richard Nixon” tratta dal primo album dell’artista country John Denver , i Soulfy che omaggiano i morti dell’11 settembre con “9-11-01” e la cinica ed eloquente “The Liberty of Free Speech” del sempre politicamente impegnato gruppo punk dei Crass, così come diversi brani di artisti insospettabili come ad esempio Robert Wyatt, Afrika Bambaata e Sly & The Family Stone.

Vera chicca inoltre il segmento “One Minute Silence”, brano dei The Planets, divenuto famoso in quanto il compositore Mike Batt ricevette un’accusa di plagio nientepopodimeno che da John Cage per aver copiato la sua 4’33 e fu persino costretto a pagarne i danni (!!!)

2. Johnny & The Dicks – Johnny & The Dicks (1977)

Più che un disco silenzioso un non-disco. Capitanati dal leggendario John Morton, già frontman della storica band proto-punk The Electric Eels e degli X___X (leggesi “ex-blank-ex”), al contrario delle due rumorosissime band di Cleveland l’attitudine di questi Johnny & The Dicks era quella di produrre arte nella maniera più “diretta” possibile, senza intermediazioni di sorta in una produzione al negativo portata alle estreme conseguenze: si definivano essenzialmente una non-band e la loro filosofia era quella di esibirsi esclusivamente dal vivo, ma senza imbracciare strumenti, in semplici esibizione di non-musica più vicine al teatro d’avanguardia che alla musica punk. Pubblicarono anche questo album omonimo in 250 copie che consisteva solo nella classica copertina di cartone ma senza il vinile!.

1. Music for Hangovers (1963)

Più o meno come sopra senza però la benché minima pretesa artistica. Una piccola bizzarria che apparve nei negozi nei primi anni ’60 e il cui intento era semplicemente quello di vendere una bella copertina senza alcun disco all’interno come scherzo agli amici o agli ignari acquirenti. Parodia di quei dischi (reali) molto di moda negli anni ’50 e inizio ’60 che iniziavano tutti con la dicitura “music for…” ad esempio “Music for Reading”, “Music for Dining”, “Music for Happy Occasions”, arrivando talvolta a vette davvero assurde come “Music for a Chinese Dinner at Home”, “Music to Help You Stop Smoking” o persino “Music To Listen To Records By”.

L’album è solo il più famoso di una lunga serie di non-dischi prodotti dalla pseudo-etichetta Hi-Infidelity Records che venivano venduti nei negozi ma tutti accomunati dall’avere copertine e titoli particolarmente accattivanti quanto kitsch, tra i più divertenti da segnalare: “Music for Swinging Mothers”, “Music for Casual Affairs”, “Communists Party Songs”, “Music for Half-Assed Friends”. In tutti gli album della serie l’inserto che avrebbe dovuto contenere il vinile aveva impressa in grande la scritta «I bought this album for you as a gift… Sorry, I couldn’t  afford the record!»

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Studente di Antropologia ed amante dell'eccezione, dell'eccentricità e di tutto ciò che possa definirsi fuori dalla norma. Ricercatore, con un occhio occasionale per il macabro, di ogni tipo di stranezza artistica del passato (e non) con il debole per l'arte realizzata da non-artisti, bambini, criminali, malati mentali. Lettore accanito bibliomane/bibliofilo appassionato di b-movies d'epoca, rock'n' roll anni '50, psichedelia, jazz, occultismo e beat generation.

2 Commenti

  1. Due informazioni su Marcel Marceau: la prima viene da lui stesso, il quale in un’intervista disse che quando si esibì per la prima volta in Italia, all’Antonianum di Padova, il pubblico faceva sempre ‘SSST!’ perché credeva di non riuscire a sentire; la seconda viene da Margaret Fehl, moglie di Fred Fehl, il sommo fotografo degli spettacoli di Broadway, il quale fotografò anche uno spettacolo di Marceau, e durante l’intervallo si sgranchiva le gambe mentre Margaret gli curava le macchine fotografiche. Mentre era impegnata in questa ‘guardia’, Margaret vide passare una tipica coppia di newyorkesi frequentatori di teatro, con la moglie che diceva al marito sfoderando il suo accento più snob: ‘Questo teatro ha una pessima acustica, non riesco a sentire niente di quello che dice l’attore!’

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