Heather Parisi ginnastica fantastica (resized)Siamo nella prima metà degli anni ’80, uno dei periodi più belli della storia (per chi è appassionato di musica), e in Italia ha da poco spopolato una giovane soubrette che risponde al nome di Heather Parisi. Scoperta dal solito Pippo Baudo, la sua popolarità esplode sul finire del 1979 grazie al brano “Disco bambina” usato come sigla della popolare trasmissione TV Fantastico, ma sarà con la successiva “Cicale” del 1981 (sigla di Fantastico 2 e poi inserita nel concept album a tema entomologico “Cicale & Company”) che entrerà a pieno diritto nel mondo degli evergreen anni ’80.

Grazie al successo di massa, alle sue doti di ballerina e a quell’accento esotico da bambolona americana, nel 1983 Heather sforna un secondo concept album, questa volta a tema ginnastica. Scelta abbastanza scontata, viste le enormi doti aerobiche della biondissima showegirl che ricalca le storiche video/audio lezioni di Jane Fonda. In questo caso non esistono video, ma al disco fu allegato un libro fotografico con ben trecento posizioni illustrate dalla bellissima californiana; inoltre, per i più negati, Heather durante le parti strumentali dei brani spiega come realizzare i vari esercizi con piglio da scafata personal trainer. Spettacolare!

Composto da dieci canzoni questo “Ginnastica fantastica” è un LP che strizza l’occhio alla prima italo disco, prodotto da Silvio Testi, pseudonimo di Silvio Capitta, futuro marito della presunta acerrima nemica-amica Lorella Cuccarini e arrangiato quasi interamente dal solito Renato Serio (già arrangiatore dei precedenti successi e nome popolare tra i VIP canterini dell’epoca come Enzo “Truciolo” Avallone, Stefania Rotolo, Milly D’Abbraccio ai tempi nota come Milli Mou e futuro autore dell’Inno di Forza Italia, quello che ricorda vagamente “Maledetta primavera”).

Nonostante tutti questi ingredienti il disco non è affatto memorabile, anzitutto perché risulta totalmente inutilizzabile al di fuori del contesto della mezz’ora di ginnastica domestica per cui è stato concepito, proprio per via delle istruzioni impartite da una scatenata Heather Parisi e poi per la musica che, per quanto ballabile, è un mero sottofondo ritmico senza ritornelli o passaggi che rimangano minimamente impressi nella memoria nonostante Heather si impegni a cantarne gli insulsi ritornelli. A questo aggiungete la fine della moda del fitness casalingo (mai arrivata veramente in Italia), trattenendo però il vestiario: tutine dai colori fosforescenti, fasce per capelli e gli indimenticabili scaldamuscoli, tutto magicamente immortalato nella copertina rosa bubblegum.

Heather Parisi ginnastica fantastica (resized)
Gli anni ’80 della televisione italiana, da sinistra: Lorella Cuccarini, Pippo Baudo ed Heather Parisi

Un LP dimenticato in fretta dalla casa discografica, dalla stessa soubrette e dai suoi fan. L’unica promozione fu riciclare il brano “Raghjayda” come lato B del singolo “Ceralacca” sigla della quarta edizione di Fantastico pubblicata sempre nel 1983 che però non divenne un tormentone nazional-popolare come i precedenti. Inoltre, giusto per non farci mancare niente, nello stesso anno d’uscita di “Ginnastica fantastica”, nei negozi di dischi esce il ben più accattivante “Il fantastico mondo di Heather Parisi”, ristampa di “Cicale & Company” in cui furono sostituite alcune canzoni sugli insetti per lasciar spazio ad altri successi della cantante/presentatrice/soubrette italo-americana.

Di certo non un disco fortunato.

Tracklist:
A1. Buongiorno
A2. Sorridi
A3. Twisterapia
A4. Segnali
A5. Attimi
B1. Raghjayda
B2. Stress
B3. Maschio
B4. Alle corde
B5. Relax

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Stefano Bissoli

Nasco nel 1984 e da subito, grazie ai vinili di mio padre, la musica orbita attorno alla mia testa. Cresco quindi con i Genesis, Bob Marley, Neil Young, gli America, ma anche con Ruggeri, Dalla e Guccini. A 14 anni acquisto il mio primo basso ed il punk, assieme al crossover, muove ogni mio pensiero.
Con gli anni la musica è diventata una vera ossessione, studiavo nuovi strumenti, leggevo articoli e recensioni, e più ne sapevo, più volevo saperne, per arrivare a considerarmi tuttora un ignorante. Ogni genere diventa fondamentale per accrescere la mia conoscenza, portandomi come artista su due progetti ben distinti, il cantautorato e la sperimentazione “noise”.

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