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Grace – Buonanotte Amore / Quando Ti Avvicini A Me (19?? – 7″)

Grace Buonanotte Amore Quando Ti Avvicini A MeGraziella Caliandro, in arte Graziella Caly, cantante prima e giornalista regolarmente iscritta all’albo poi, a intraprendere la strada della sexy song ci aveva già provato all’incirca a metà anni sessanta quando, agghindata di una sola vestaglia trasparente, si presentò sul palco a cantare “Ho freddo”. Gli astanti, lungi dal precipitarsi a coprirla con un indumento caldo, rimanevano però a gustarsi lascivamente lo spettacolino a bocca aperta. Così a lei non restava altro da fare che cantare chiedendo al proprio partner fittizio di abbracciarla e di tenerla stretta a sé per riscaldarla, alludendo a qualcosa di un po’ più spinto.

La cosa non poté che generare scandalo nell’Italietta benpensante, ma ipocritamente attraversata da una pruderie che godeva di ogni minimo ammiccamento al sesso, e così alla Caly non rimase altro da fare che espatriare, esportando il proprio show all’estero. La cosa le fruttò un sicuro successo, finendo a rappresentare la sua “Ho freddo” anche a Beirut dove la sua performance attirò lo sguardo e gli interessi di un magnate petrolifero, che le spedì una pelliccia in camerino, così da ovviare alla sua ipotermia. Cavallo di Troia di una profferta amorosa che però Graziella rifiutò cortesemente, restituendo il dono al riccone.

Grace Buonanotte Amore Quando Ti Avvicini A Me
Graziella Caly aka Grace

Rientrata in Italia decise di incidere la canzone in un 45 giri nel 1967 per la Yes, ma fu immediatamente censura: la Rai le chiese pertanto di registrare una nuova e più “casta” versione. L’emittente di Stato sarebbe stata anche disposta a chiudere un occhio sul testo, ma tutti quei sospiri… proprio no!

Come ben sappiamo, nel 1969 Serge Gainsbourg mise finalmente in musica assieme alla propria amante Jane Birkin quell’amplesso destinato a suscitare grande scandalo e a rompere gli schemi. Così i tempi erano maturi perché anche Graziella Caly si producesse in una orgasmo song e, adottato il nom de plume di Grace, pubblicò il 45 giri audace “Buonanotte Amore”. Un disco autenticamente avanguardista, specie in confronto a quanto si faceva in Italia in quegli anni all’interno del medesimo filone, con canzoni dalle alusioni molto velate come “L’estasi”, “Amo sentirvi” o le varie traduzioni italiane di “Je t’Aime… Moi Non Plus” per opera del paroliere Claudio “Daiano” Fontana.

Scritto dalla stessa Caliandro assieme al maestro Vercelli per la misteriosa etichetta Auredi, di “Buonanotte amore” è difficile stabilire una datazione precisa, ma il disco può essere collocato in questa prima ondata di orgasmo song italiane avvenuta a cavallo tra il 1969 e il 1970. Si tratta per di più di un 7″ squisitamente raro e difficilmente reperibile nei soliti canali di ricerca del vinile usato, il che ne fa supporre una distribuzione assai limitata e semiclandestina, tanto quanto l’etichetta per la quale è stato inciso. La copertina per di più è coraggiosamente audace, tanto da esibire la stessa cantante a seno nudo, cosa, in quella fase storica, capace di causarne persino il sequestro da parte della magistratura.

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Dal sofisticato sapore lounge, il tema musicale di “Buonanotte amore” fa da base a una canzone erotica parzialmente cantata su cui due coniugi amoreggiano passando dalle carezze all’amplesso in men che non si dica. Il testo richiama vagamente la poetica orgasmica di Armando Stula, ricalcandone l’aulico afflato surreale. Ma Graziella Caliandro sa dimostrarsi capace di scrivere e interpretare una canzone erotica assai più coraggiosa, giungendo a dire, esplicitamente, “sei dentro di me”, cioè quanto allora aveva osato declamare soltanto Serge Gainsbourg.

C’é anche un lato B, una spoken song dal sapore ancora piú lounge, oggi diremmo smooth jazz, sempre scritta a quattro mani dalla Caliandro assime al maestro Vercelli; in apparenza sembra solo un banale riempitivo con la protagonista che racconta all’amante, questa volta silenzioso, la sua passione carnale per l’amato con una serie di iperboli un po’ ridicoli: “È pazzesco come ti sento… No, sciocco, non succede con nessun altro e questa è una specie di condanna, lo sai, quando noi ci lasciamo. Con un altro dovrei fingere lo so, la mia pelle, la mia carne vogliono te, hanno scelto te in tutto il mondo; è come se il tuo corpo fosse fatto su misura per il mio”. Tutto fila abbastanza liscio in un climax di emozioni che monta piano piano fino a concludersi con l’amplesso anche questa volta esplicitato, forse ancora di più che in “Buonanotte amore” in quanto la canzone si conclude con “…e tu mi accarezzi, mi penetri” prima che le ultime battute finali chiudano perfettamente il brano.

Buonanotte Amore

Lui – Buon riposo cara.
Lei – Ohhh, ma io…
Lui – Dormi, dormi che sei stanca.
Lei – Non mi dai il bacio della buonanotte?
Lui – Buonanotte cara.
Lei – Vieni più vicino… sì…

Lei [cantato] – Le mani tue che sanno tutto di me mi conoscono già, donano brividi… e gli occhi tuoi mi magnetizzano a te, mi baci… qui, poi ancora… qui.

Lui – Quanto sei bella! Ho una voglia pazza di te!
Lei – Sì! Accarezzami così… la mia pelle è viva sotto le tue mani… sì… sulla schiena… Ohhh… sui fianchi… sui seni… Ahhh… Qui! Più giù! Sì! Ohhh! Sei dolcissimo… Ohhh! Ahhh… Voglio i tuoi piccoli morsi…
Lui – Come mi ecciti!
Lei – Ancora! Ancora qui! Ahhh… Più giù! Ahhh… Ahhh… Ahhh…
Lui – Non abbiamo mai fatto l’amore così…
Lei – Ahhh! Ohhh! Prendimi, oh, prendimi! Ahhh… sei dentro di me. Onde di mare in noi…

Lei [cantato] – E come il mar ti muovi dentro di me. Voglio averti di più. Di più. Dipiù! Di più! Di più! Ahhh! Di più! Ohhh! Ahhh!

1 Commento

  1. Sentii per la prima volta la cantante in uno dei dischi pubblicati dalla mitica NET (Nuova Enigmistica Tascabile), quelli in cui cantanti sconosciuti, semisconosciuti o in via di affermazione- come tale Francesco Battiato- rifacevano pezzi noti copiando quasi integralmente gli arrangiamenti originali. La Graziella rifece ‘Goldfinger’ con testo italiano, e devo dire- possiedo ancora il 45, ovviamente massacrato dal mangiadischi- che non se la cavava affatto male, riuscendo quantomeno non perdente dal confronto con la tigresca Shirley Bassey, cui il brano è sempre rimasto attaccato (ancora oggi lo usa come sigla dei suoi spettacoli). Come noto, l’avventura dei dischi NET si chiuse definitivamente il 4 novembre 1966, quando a causa della piena dell’Arno- la sede è a Firenze- fu allagato lo studio e buonanotte ai suonatori.

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