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Gloria Nuti – Bastardo / Amore Platonico (1989 – 7″)

Gloria Nuti BastardoLa delicatissima contessina Gloria Nuti da Oxford sbarca al Festival di Sanremo con questo brano che fa della raffinatezza la sua bandiera. A partire dal titolo.

Gloria, cantautrice toscana dotata di una voce roca e profonda (qualche critico dell’epoca la definì una nuova Gianna Nannini), con un passato da corista di vari big tra cui Vasco Rossi, ci ragala uno dei testi più pecorecci della storia del Festival, che sarebbe calzata a pennello in bocca alla Marcella Bella più torbida.

“Bastardo” è una canzone sulla “prima volta”. La verginella protagonista della canzone ha paura ci concedersi al suo uomo, ma pare di capire che, sotto sotto, spera proprio che lui la prenda così si toglierebbe il pensiero! Un discorso che non fa una grinza, no?

Per tutta la durata del brano si assiste a un tira e molla animato da un dubbio di amletica memoria: gliela dò o non gliela dò. Tutta Italia nel 1989 presumo si fermò per 4 minuti e 41 secondi aspettando col fiato sospeso l’epilogo della vicenda. O forse aspettando l’epilogo di questo obbrobrio e basta. E che epilogo. La canzone si chiude con uno dei versi più memorabili di sempre: “Fammi provare, attento amore, non farmi male”. Meraviglioso.

E adesso tu sei qui da me
per chiedermi qualcosa che
io non ti posso dare,
non posso fingere
lo so cosa vuol dire
e non so cosa fare.
E non sorridere perché lo so
che sei un duro e che potrei cercare
solo una scusa per potermene andare,
vorrei, non vorrei
e non so cosa dire.
Hai già capito che è la prima volta
e che ho paura di te,
e non mi dire che non te ne importa
perché stasera hai deciso come andrà a finire
e sai che cosa fare, e sai che cosa dire,
mi sembra chiaro a questo punto
mi vorresti spogliare,
lo posso immaginare,
è questo che vuoi da me.
Bastardo almeno non farmi male!
C’è una luce che ti splende sul viso,
il tuo consiglio è di lasciarmi andare
ed è sparito il tuo sorriso,
mi dici “o.k. lasciamo stare”,
tu pensi sempre male.
Eppure adesso non ho più paura,
com’è che adesso voglio vivere quest’avventura,
ma ti sei già alzato, ti sei già rivestito,
mi dici sei una bambina, ancora non hai capito,
stavolta è tutto finito,
e adesso che vuoi da me?
Bastardo almeno fammi provare!
E adesso sono qui da te
per chiederti fammi provare,
attento amore, non farmi male.

Che dire se non che Gloria perse la verginità e con questa anche la possibilità di passare alla fase finale. Da menzionare assolutamente il lato B di “Bastardo”, dall’effetto involontariamente esilarante dopo l’ascolto del lato A: “Amore Platonico”. Doppiamente meraviglioso.

La nostra si prenderà comunque una piccola rivincita nei confronti del pubblico dell’Ariston scrivendo a 6 mani assieme a Zucchero Fornaciari e Gian Pietro Felisatti il brano “Il Mare Calmo della Sera” che fece trionfare Andrea Bocelli al Festival del 1994 nella sezione Giovani.

Barbara Ghiotti

1 Commento

  1. Inascoltabile

    MITICI! Ma come ho fatto a vivere su internet fino ad ora senza conoscere “Orrore a 33 Giri”? Pure “Bastardo” senza Gloria (scusate la battuta cretina) avete recensito? 😀 Certo che Sanremo ’89 è un’infinita miniera di orrori: big e presentatori a parte (di cui, ad ora, ho trovato molto), c’è un’infinità di perle tra le nuove proposte. Vuoi l’alto numero e la divisione in addirittura 2 categorie (nuovi ed esordienti mi pare), vuoi che l’89 fu “graziato” da non so quale congiunzione astrale, ma vi consiglio vivamente di cercare anche fra i pezzi semisconosciuti dove, al pari di pezzi a mio avviso interessanti, se non notevoli (“bambini” di paola turci, “‘a paura” di antonio murro, “il poeta” di marina arcangeli, “canzoni” di mietta etc…), vi sono perle di una rara bruttezza che definirei “di classe”.
    Segnalo quelli che non ho trovato ancora (ma sono neofita del sito):
    *gianluca guidi aka “dorelli jr” con “amore è”, in cui riesce a stonare dall’inizio alla fine un testo parlato. e pure queste so’ qualità 🙂
    *in tema di stecche e melodia/metrica a cazzo di cane, come non segnalare meccano, con “le ragazze come me”, coreografata dal rossetto di lei con effetto “bocca di rana”
    *”bocca di fragola” risulterebbe una roba che passa in anonimo tra le smielature solite. Ma l’interpretazione di antonio valentini, con quell’effetto “mi faccio solo la 32a tennents” barra “oddio ‘sta fila per il bagno non finisce più” la rende un vero capolavoro
    Ma anche fra le altre c’è davvero molta roba 🙂

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