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Giovanni Truppi – Nessuno (2013)

Giovanni Truppi NessunoGiovanni Truppi è un cantautore sfacciatamente beffardo con piglio arditamente filosofico, trasgredendo alle comuni forme di composizione del pensiero espresso in metriche. Con questo pippone non voglio dire che è unico o speciale, e personalmente la sua musica non mi attrae più di tanto, come non mi attraggono Tricarico Simone Cristicchi,  giuto per la precisione.

Quello che apprezzo è l’onnipresente nichilismo esistenziale, il funambolismo artistico e lo “iumor” stravagante, ma sento sempre puzza di beffa. Probabilmente mi sbaglio, ma a un certo punto te li ritrovi in quelle reti televisive di “solo musica italiana” assieme a Nek, RonRaf e ad altri artisti dai nomi tronchi o stranamente angloitaliani (qualcuno ha detto Thegiornalisti?). 

In ogni caso, Giovanni Truppi non è di certo un coglionazzo. Classe 1981, napoletano (ebbene sì, Napoli non è solo Gigi D’Alessio e il Piccolo Lucio), si trasferisce a Roma da ventenne e qui riesce dal ridente storico quartiere di Centocelle a produrre nel 2010 il suo primo album “C’è un me dentro di me” che mette ben in chiaro l’indirizzo artistico del ragazzo.

Giovanni Truppi Nessuno
Giovanni Truppi

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Nel 2013 in occasione del secondo album “Il mondo è come te lo metti in testa” viene girato un video promozionale per il brano “Nessuno” che senza tanti giri di parole si rifà a un testo di quasi 3000 anni fa, sì proprio all’Odissea e all’episodio in cui Ulisse si prende gioco del ciclope Polifemo con l’espediente arcinoto del nome fittizio Nessuno. Come una Sirena che si morde la coda, il nostro Giovanni Truppi attribuisce il nome Nessuno a una serie di persone, animali, ricamandoci un discorso pseudo-sensato, per compiere il giochetto già sentito nel famoso poema epico: una cosa talmente vecchia che sembra nuova.

Il mio ragazzo si chiama Nessuno,
Nessuno è il mio ragazzo.
Il mio ragazzo mi vuole bene,
Nessuno mi vuole bene.
Il mio ragazzo non lo deve sapere,
Nessuno lo deve sapere,
perché se Nessuno lo sa
Nessuno si arrabbierà.

Durante questo elenco dei vari “nessuno” lo vediamo nel videoclip seduto serenamente su una poltrona, in un accogliente salotto dove, premunitosi di occhiali protettivi, guarda un tizio incappucciato che sfascia tutto con una mazza in un calcolato teppismo domestico, mentre Giovanni non fa una piega, manifestando quello che probabilmente è il più utile fra tutti i superpoteri immaginabili: la calma.

La miscela musicale è a metà fra il cantato e il recitato surreale (come in buona parte dei suoi lavori) su una melodia ossessiva che rasenta il fastidio; non un brutto fastidio, intendiamoci. In generale, il grottesco baracchino appare tenuto sotto un buon controllo anche per merito degli ottimi arrangiamenti, calzanti alla perfezione con tutto l’impianto indie-surreale imbastito dal cantautore che non pecca sicuramente di originalità.

Alla fine il progetto di Giovanni Truppi è da prendere assolutamente in considerazione, nonostante quella sensazione di fastidio/non fastidio; a questo punto speriamo solo di non ritrovarcelo al Festival di Sanremo assieme a Nek, RonRaf, Tricarico e Simone Cristicchi.

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