Giants discografia

Danny B.Besquet e Randy Jackson erano due volponi da sala di incisione con un background di tutto rispetto. Il primo era stato il bassista del gruppo beat I Profeti nel biennio 1966/67, poi successivamente collaboratore di Adriano Celentano e co-produttore della giovane Nikka Costa assieme al padre Don, mentre Jackson era un chitarrista scozzese di stanza a Los Angeles come turnista.

Sul finire degli anni ’70 decisero di collaborare e dettero vita ai Giants, incarnazione disco-rock durata giusto un paio di anni. Gli ingredienti di questo cocktail sono interessanti: l’imperante discomusic, il sesso, il rock luccicante dei KISS, all’epoca la band più famosa al mondo, anche se con mezzi assai più limitati, e la visione di un film come Rollerball (pellicola fantapolitica del 1975 con James Caan come protagonista), oltre probabilmente alla passione per il gioco del football americano in generale.

Giants - Discografia
Il film Rollerball

I due si presentarono mascherati con passamontagna e look da giocatori di football americano con caschi artigliati, una sorta di Daft Punk post nucleari, proponendo una miscela musicale a base di chitarroni e svolazzate d’archi su cassa in 4/4, il tutto incattivito dalla roca voce di Jackson. I testi poi erano “poetici” manifesti di machismo sessista con titoli a doppio senso che sembrano usciti proprio dalla penna di Gene Simmons come quello del loro primo 45 giri: “Backdoor Man” (il ritornello: “leave your backdoor open wide tonight” non fu molto capito all’epoca) che aprì la strada al primo LP.

Giants (1979)

giants 1979Il disco di debutto omonimo venne registrato tra California e Italia e prodotto dallo stesso Besquet con copertina di Mario Convertino (già collaboratore della gloriosa Hipgnosis); dentro tanti collaboratori (Roby Colombo) e batteristi d’eccezione tra cui Jan Uvena (poi negli Alcatrazz di Yangwie Malmsteen), Craig Krampf (Paul Stanley, Kim Carnes, e mille altri) e Tullio De Piscopo.

Nell’album i pezzi tirati si alternano a momenti più rarefatti come la ballata a luci rosse “Do You?” che sa molto di Wings, mentre brani come “Hollywood Queen” e “Everything is Alright” battono i sentieri della disco-rock più truce, sempre con il vocione da orco a contraltare vocals in falsetto.

Trainato dal singolo “Backdoor Man” che, nonostante la tematica a sfondo sessuale, partecipò al Festivalbar di quell’anno l’album ottenendo un discreto successo, i due gladiatori musicali (più altri musicisti di supporto che appaiono nelle esibizioni in TV mascherati come dei KISS de’ noantri) fecero capolino in altre trasmissioni RAI.

Tanto per non smentirsi suonavano in playback circondati da ballerine che impersonavano presunte schiave che si agitavano tra gabbie, chitarroni a doppio manico e fumi di ghiaccio secco. L’impatto visivo era sicuramente forte così un regista televisivo visionario come Enzo Trapani li volle ospiti fissi nel suo programma C’era Due Volte, nel quale i Giants eseguivano un pezzo dell’album a puntata (e avrebbero poi ripetuto la formula per il Discoring del 1981).

Tracklist:
A1. Backdoor Man
A2. Everything Is Alright
A3. The Night Shift
B1. Do You?
B2. Oh Woman!
B3. Hollywood Queen

Giants II (1981)

giants II 1981Due anni dopo uscì “Giants II”, dove in copertina un giocatore-rocker mascherato lascia il testimone alla nuova generazione di piccoli giganti obnubilati dai video musicali dei nostri.

La musica però cambia pelle e nel 45 giri scelto per trainare l’album strizza molto l’occhiolino guarda caso ai KISS periodo “Unmasked”: “Rosko (Big City)”, è un power pop teso con spalle imbottite di glam-rock. Poi però arrivano in ordine casuale: una soporifera ballata acustica (“Mediterranean Moon”), un inutile strumentale abbastanza sui generis incentrato sulla chitarra di Jackson (“Beyond the Hill”) e un accorato pezzo soul (“Let the People Say”) che ci lasciano intravedere addirittura un cuore umano dentro la scorza di rudi guerrieri del disco-kitsch, probabilmente perché Besquet e Jackson già sapevano che quello sarebbe stato l’epitaffio dei Giants.

I pezzi migliori non a caso sono le scorie disco-rock che riprendono il suono del primo album “Better Way” e la semi ballata soft-core “Voodoo Girl”.

Con la discomusic ormai morta e sepolta da oltre un anno il progetto Giants non aveva più ragion d’essere, così entrambi i musicisti abbandonarono la nave l’anno successivo e ritornarono ai loro remunerativi affari musicali lasciando a noi poveri mortali la testimonianza visiva dei loro show televisivi a base di cavalcate sado maso-disco e bordate di r’n’r coi pattini a rotelle.

E la musica? Vale la pena rintracciare solo il primo “Giants”: vera mutazione genetica della discomusic italo-americana che imperversava sulle piste da ballo di quell’epoca assieme ai progetti di Mauro Malavasi come Peter Jacques Band, Macho e poi Change; i cultori o gli audaci possono cercare anche il secondo disco che, ahimè, rimane decisamente un calcio nei cosiddetti.

Tracklist:
A1. Rosko (Big City)
A2. Used To Be The Fools
A3. Queens Of The Night
A4. Let The People Say
B1. Mediterranean Moon
B2. Voodoo Girl
B3. Beyond The Hill (strumentale)
B4. Better Way

Discografia

Album

  • 1979 – Giants
  • 1981 – Giants II

Singoli

  • 1979 – Backdoor Man / Do You? (Italia, Polydor, 7″)
  • 1979 – Backdoor Man / Oh Woman (Paesi Bassi, Polydor, 7″)
  • 1979 – Do You? / The Night Shift (Paesi Bassi, Polydor, 7″)
  • 1979 – Everything Is Alright / Hollywood Queen (‎Italia, Polydor, 12″)
  • 1981 – Rosko (Big City) / Let The People Say (Italia, Polydor, 7″)

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