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Gianni Celeste – Non La Tocco Più (1992)

Gianni Celeste - Non La Tocco Più (1992)Dipendenza da cocaina, forte sentimento d’amore. Quale potrebbe essere il nesso fra questi due stati di alterazione mentale?

Prima di esporre l’argomento, voglio presentarvi un autentico campione.

Gianni Celeste al secolo Giovanni Grasso, nasce a Catania ed esplode a Napoli, cantando in perfetto slang partenopeo e raggiungendo l’Olimpo del genere neomelodico sin dal 1985, già con l’album d’esordio. È un vulcano di creatività; compone una settantina di album in 30 anni di carriera. Praticamente uno ogni cambio olio delle sue automobili. Nonostante il tema più affrontato dalle sue opere sia l’amore, alcuni dei suoi brani più importanti sono davvero controversi. A tal proposito, per completezza descrittiva, non posso esimermi dal citare la canzone dal titolo “Nu Latitante” che illustra i disagi di un latitante perbene il quale non può esprimere la sua innocenza perché costretto a nascondersi. Garantismo o ammiccamenti agli ambienti criminali? Per questo ed altri motivi, le malelingue non hanno perso l’occasione di azionare la temutissima macchina del fango, propendendo per l’ipotesi degli ammiccamenti. Il prezzo da pagare alla notorietà.

Il focus di quest’articolo, però, è un brano che parla di un argomento abbastanza sinistro che il celebre artista affronta con estrema schiettezza. In “Non La Tocco Più”, brano tratto dall’album “Album” del 1992, è protagonista la disperazione di un uomo che sente di perdere la sua amata a causa della dipendenza da cocaina. Resosi conto di aver sbagliato, il malcapitato implora la sua donna di non abbandonarlo facendole un giuramento che, in fondo, forse sa di non riuscire a mantenere:

Ti giuro amore non la tocco più la polverina che dicevi tu,
ca me faceva tanto male e poi senza capi m’alluntanav a te,
era già schiav e chella cosa la, me costringeva pur a ghì a rubbà,
ma tu nun me lassà, cu tte non ce la fa
.

Nei versi successivi il protagonista rammenta con un magone crescente le notti in cui la lasciava sola e le volte in cui rincasava non degnandola della minima attenzione. A seguito di un altro breve pentimento è di nuovo il momento della disperata promessa, veicolata dal medesimo ritornello. E poi ancora una volta, enfatizzando sempre di più i punti chiave, fino alla conclusione caratterizzata da mugugni e lamentele strazianti. A proposito di enfasi, il video non fa che esaltare quest’aspetto. È praticamente tutto incentrato sul volto sofferente di Gianni Celeste, il quale dimostra assoluta padronanza espressiva sfoderando facce che manco Nino D’Angelo

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Forse, in un ipotetico seguito di questa storia, le lamentele strazianti sarebbero servite per lo meno a far impietosire la ragazza, portandola (ingenuamente) a perdonarlo. Anche se dubito che la questione con la polverina sia definitivamente chiusa.

Non La Tocco Più

Non ti lascerò scappare via
questo bene mio é tropp fort
ho sbagliat é over l’aggiu capit
ma te preg ammore nun me lassà

Ti giuro amore non la tocco più
la polverina che dicevi tu
ca me faceva tanto male e poi
senza capi m’alluntanav a te
era giá schiav e chella cosa la
me costringeva pure a ghi a rubbà
ma tu nun me lassà
cu tte non ce la fà

Quanta notte tu e passat sul
e se me ritirav nun te penzave
mo ca aggiu capitca te perdev
ho fatto di tutto pe rimmedià

Ti giuro amore non la tocco più
la polverina che dicevi tu
ca me faceva tanto male e poi
senza capi m’alluntanav a a te
era giá schiav e chella cosa là
me costringeva pure a gghi a rubà
ma tu nun me lassà
cu tte non ce la fà

Ti giuro amore non la tocco più
la polverina che dicevi tu
ca me faceva tanto male e poi
senza capi m’alluntanav a a te
era giá schiav e chella cosa là
me costringeva pure a gghi a rubà
ma tu nun me lassà
cu tte non ce la fà

na ni na na ni naj
na nij na ni na na ni naj

na ni na na ni naj
na nij na ni na na ni naj

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Un Commento

  1. Solito trash neomelodico partenopeo.
    Ammiccamenti alla mafia, buoni sentimenti e amori da lacrime facili.

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