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The Elm Street Band – Freddy’s Greatest Hits (1987 – LP)

The Elm Street Group - Freddy's Greatest Hits (1987)Freddy Krueger è sicuramente il volto più noto del cinema horror anni ’80. La saga di “A Nightmare On Elm Street” (in Italia noto semplicemente come “Nightmare”) è stata una vera miniera d’oro tra il cult, il primo film, e la baracconata, ovvero quasi tutto quello che è venuto dopo e il merchandising al seguito.

Era il 1987 e il personaggio interpretato da Robert Englund era già entrato nell’immaginario horrorifico collettivo grazie al cappellaccio nero, il corpo ustionato e l’immancabile guanto artigliato con il quale uccideva le proprie vittime nel sonno.

Con già tre film campioni d’incassi e un quarto in arrivo che si confermerà l’ennesimo successo, sembrava davvero che bastasse mettere il faccione sfigurato di Freddy su qualsiasi cosa per riuscire a venderla.

Questa l’unica ragion d’essere per un 33 giri assolutamente inspiegabile: un’accozzaglia di roba buttata a caso come raramente capita di ascoltare. Diciamolo subito, Freddy Krueger/Robert Englund non canta, ma si limita a rantolare qualcosa qua e là, oltre ovviamente a posare in copertina (che in effetti pare la cosa più importante in questo caso). Il resto è una band fittizia (The Elm Street Group) composta da musicisti da studio che potranno raccontare ai nipotini di quando registrarono probabilmente la peggiore vaccata della loro carriera.

Anche volendo prendere questo vinile come mero feticismo di marketing ci ritroviamo in ogni caso con 9 brani per mezz’ora di concime sonoro senza capo né coda.

La ricetta per “Freddy’s Greatest Hits” (non si capisce bene quali siano le “hits” o se si tratta di una presa per il culo) sembra seguire alla lettera il “manuale del perfetto disco di merda”: 45% cover a caso, 45% fetenti brani inediti per alzare il minutaggio e 10% un inutile strumentale a chiudere il tutto giusto per superare la mezz’ora di musica.

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L’iniziale “Do The Freddy” segna perfettamente il tono dell’album: una cover/parodia oscena di un oscuro successo di tardo rock’n’roll dei Freddy and the Dreamers introdotta dalla voce cavernosa del Nostro e cantato da una vocina che ci fa venire in mente Cindy Lauper e un arrangiamento che ci ricorda invece perché la musica pop anni ’80 faceva schifo. Talmente brutta che non prestiamo nemmeno attenzione il riverbero degli strumenti ben oltre il livello di sopportazione.

Gli altri brani proseguono di fatto sulla stessa falsa riga tra ballate (“Don’t Sleep”) e insulsi motivetti pop da quattro soldi (“Obsession”, “Dance Or Else” e “Down In The Boiler Room”) con i testi che si rifanno chiaramente alla trama narrativa dei film giusto per ricordarci che questo è un album di Freddy Kreuger.

Le cose peggiorano con le varie cover tra il synth-boogie di “Wooly Bully” dei Sam the Sham and the Pharaohs e la terrificante versione di “All I Have To Do Is Dream” che fa letteralmente a pezzi gli Everly Brothers. Il colpo finale però arriva sulle note di “In The Midnight Hour”, sì, proprio quella di Wilson Pickett che in versione da balera per cerebrolesi non può non strappare più di un sorriso.

Un vinile raro e, per fortuna dimenticato, tanto da non essere mai stato ristampato, talmente brutto da farci apprezzare il disco di Hulk Hogan, o forse no.

Tracklist:
01. Do The Freddy (Freddy and the Dreamers parody)
02. Obsession
03. Wooly Bully (Sam the Sham and the Pharaohs cover)
04. Don’t Sleep
05. In The Midnight Hour (Wilson Pickett cover)
06. All I Have To Do Is Dream (Everly Brothers cover)
07. Dance or Else
08. Down In The Boiler Room
09. Elm Street Dreams (strumentale)

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