Fred Miller The Sounds Of Love«Abbassa le luci, abbraccia qualcosa di caldo e abbandona le tue orecchie alla mescolanza sensuale di sospiri appassionati e pulsante musica elettronica.

Sì… “The Sounds Of Love”, include la registrazione delle “offerte” verbali di due amanti molto emotivi e ardenti, su un contesto di accordi sapientemente sintonizzati costruendo un climax frenetico ineguagliato negli annali più espliciti dell’esperienza umana.

Lascia che i suoni dell’amore seducano la tua immaginazione… liberino le tue inibizioni… e ti guidino verso nuove ed emozionanti viste di piacere oltre togni aspettativa. Ascoltalo assieme a qualcuno che ami… qualcuno che apprezzi la bella musica»

Così recitano le note di copertina di “The Sounds Of Love …A To Zzzz (Sensuously Sinthesized)”, una vera e propria colonna sonora orgasmica “sensualmente sintetizzata” (come recita il sottotilo con tanto di peccaminoso gioco di parole),costruita a suon di sintetizzatori modulari, a partire dai primi approcci amorosi fino al riposo post coito. Il motivo di tutto ciò rimane ignoto, ma l’opera del sedicente Fred Miller dal 1972 ad oggi mantiene intatto quel suo fascino di unicum irripetuto (e non solo perché sarà l’unico disco del misconosciuto compositore americano).

Fred Miller The Sounds Of Love
Alcune immagini presenti nel disco

L’album si divide in 3 brani originali e 3 reinterpretazioni di note composizioni, tra algidi tappeti elettronici e dolci passaggi di pianoforte su cui si stagliano i gemiti di piacere di una fanciulla ignota, tanto che la sensazione di assistere ad un amplesso tra un Moog e una donna è davvero forte.

Come un amante esperto Miller affida i primi approcci ai rintocchi di elettronica minimale di “Scented Wind” che lentamente cominciano a spogliare l’amante inizialmente un pochino reticente (ma non troppo) fino a farsi spazio tra le sue cosce con un ritmo sempre più incalzante. Con “Black & Blues” le cose si fanno più spinte fino a consumare l’amplesso sulle note del “Bolero” di Ravel e concludersi con il famoso “Piano Concerto No 21” di Mozart.

Non un disco da ascoltare tutti i giorni, ma i suoni sono affascinanti, così come è interessante il mix con composizioni classiche ed inoltre la fanciulla pare apprezzare, quindi che cosa chiedere di più?

Tracklist:
A1. Scented Wind
A2. Black & Blues
A3. Midnight Waterfalls
A4. Ravel “Pavane”
B1. Ravel “Bolero”
B2. Mozart “Piano Concerto No 21”

3 COMMENTI

  1. Noi veniamo da decenni di musica sintetizzazta. Il primo brano a me ricorda i suoni di un classico synth sottrattivo, anzi quasi direi quella di due Commodore 64 ed il mitico SID.
    E pure il secondo… Ma sei sicuro che sia del 1972 e non del 1985 ????

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