Eva Robin's La RosaEva Robin’s, famosa personalità televisiva e cinematografica italiana nota a causa della propria ambiguità di genere, sfrutta il passaggio di millennio per regalarci la sua prima avventura discografica semi-autografa e seconda in totale dopo “Disco Panther”, polpettone disco-dance datato 1978 caratterizzato da un’estetica tra Sylvester ed Amanda Lear ed attribuito a Cassandra.

Il singolo, datato 2002 e presentato in tre differenti arrangiamenti più una radio edit, proviene dalla compilation fashion house “L’Inde² Le Palais” ed è un ulteriore frullato macrobiotico degli stili allora in voga, in bilico sulla linea di demarcazione tra elettronica e chill out.

Eva Robin's La Rosa
Eva Robin’s

L’apporto artistico della soubrette non pare aver affrontato alcun mutamento tangibile dal 1978: vocalmente nullo, il nostro Roberto Coatti (questo il nome di Eva all’anagrafe) si destreggia monotono su di un testo in spagnolo privo della distinzione tra strofa e ritornello, esibendosi in una performance scadente musicalmente ma ottima per una traccia destinata a far da sottofondo in un lounge bar.

Contestualizzata nel suo Zeitgeist, “La rosa” è un esempio lampante di quale fosse lo stato del mercato discografico che ha caratterizzato gli ultimi anni ’90 ed i primi ’00, una bolla di sapone destinata ad esplodere piena di piccoli artigiani dell’arte che hanno costruito la propria carriera sui metodi obliqui di guadagno attraverso la SIAE.

Oggi, per gli amanti del genere, rimane solo l’unica canzone (o quasi) della transessuale italiana più famosa.

 Simone Caronno

3 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here