eros ramazzotti terra promessa versione rapVe lo ricordate Eros Ramazzotti da giovane? Era il 1984 quando esordì al Festival di Sanremo con “Terra promessa”, canzone che lo consacrò nell’olimpo dei big della musica italiana, ma di quelli conosciuti anche all’estero.

Il giovane Eros di allora era molto diverso da quello attuale, niente bicipiti esposti a stirare t-shirt troppo strette e tatuaggi alla moda in bella vista, bensì un look più alla James Dean con tanto di ciuffo, capelli impomatati e bracciale borchiato da vero ribelle, tremendamente molto più anni ’80, d’altronde cantava «Siamo ragazzi di oggi / pensiamo sempre all’America»!

L’impacciato cantautore del 1984, quello con l’aria da duro ma che a fatica riesce a fare due mosse di spallucce e bacino sul palco dell’Ariston, in poco più di dieci anni lascia il posto a un uomo molto sicuro di sé, al punto da diventare una vera e propria star internazionale a tutti gli effetti. A suggello di oltre un decennio di trionfi arriva nel 1997 la sua prima raccolta di successi che in uno slancio di pura e semplice modestia chiamerà “Eros”.

L’album, vendutissimo in mezzo mondo, presenta un paio di inediti, i duetti con Andrea Boccelli e Tina Turner e delle riedizioni di vecchi successi tra cui una nuova versione di “Terra promessa” con un arrangiamento più vicino a “Serenata rap” di Jovanotti che all’originale.

Tutto questo però non basta ed ecco che per i fortunati fan tedeschi nel 1998 arriva un singolo con una sconcertante versione rap proprio di “Terra promessa” eseguita in duetto con il famoso Icy Bro. Come? Non lo avete mai sentito nominare? Neppure noi, però sappiamo che in passato ha collaborato con i The Real Milli Vanilli (non la loro controparte da copertina) e tanto vi basti.

Che siata stato il tentativo della casa discografica di svecchiare il personaggio Ramazzotti, il desiderio genuino di Eros di stare al passo con i tempi o semplice spacconeria da superstar questo non lo sappiamo, in fondo la ragione era solo quella di cavalcare la moda del momento: prendi una canzone famosa e rappaci sopra. Fu proprio nel 1997 che esplose il tormentone I’ll Be Missing You” di Puff Daddy e Faith Evans che riciclarono in versione rap “Every Breath You Take” dei Police, rubando sfacciatamente l’idea ai The Braids che fecero la stessa cosa un anno prima con “Bohemian Rapsody” dei Queen, quindi anche il divino Eros decise di provarci rinfrescando in modo simile il brano cui, a conti fatti, deve l’intera sua fortuna.

Il risultato però non è neanche così malvagio (contestualizzato al 1997), il brano infatti ha la sua buona melodia e il flow di Icy Bro scorre fluido, anche se quell’«Eros Ramasoti» non può che far sorridere. Certo niente a che vedere con Puff Daddy e Notorious B.I.G., ma onestamente neppure Eros Ramazzotti è Sting.

Nella sua semplicità potrebbe essere tranquillamente scambiato per un banalissimo brano R’n’B da fondo classifica se non fosse per le entrate di Eros che cantando il ritornello ci ricorda che “Terra promessa” era migliore nella versione originale e che riadattare un vecchio successo non sempre porta a un nuovo successo. Difatti così fu visto che il singolo raggiunse solo la 74ima posizione in Germania e la 46ima in Svizzera. Ci piacerebbe però sapere se al giovane Eros, quello con lo sguardo smarrito sul palco dell’Ariston, questa versione sarebbe piaciuta.

Stefano Bissoli e Vittorio “Vikk” Papa

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Nasco nel 1984 e da subito, grazie ai vinili di mio padre, la musica orbita attorno alla mia testa. Cresco quindi con i Genesis, Bob Marley, Neil Young, gli America, ma anche con Ruggeri, Dalla e Guccini. A 14 anni acquisto il mio primo basso ed il punk, assieme al crossover, muove ogni mio pensiero. Con gli anni la musica è diventata una vera ossessione, studiavo nuovi strumenti, leggevo articoli e recensioni, e più ne sapevo, più volevo saperne, per arrivare a considerarmi tuttora un ignorante. Ogni genere diventa fondamentale per accrescere la mia conoscenza, portandomi come artista su due progetti ben distinti, il cantautorato e la sperimentazione "noise".

2 Commenti

  1. Trovo forzato il paragone tra “I’ll be missing you” di Puff Daddy (di cui ho il vinile originale) e “Bohemian Rhapsody” delle Braids (di cui ho il CD singolo originale).
    Il primo brano era il solito rap su un campione famoso e riconoscibile (secondo la moda dei tempi), ma non citava “Every breath you take” o faceva alcun riferimento.
    Il brano delle Braids invece è una vera e propria cover.

    • Preciso che nel brano di Puff Daddy c’era effettivamente la citazione del ritornello di “Every breath you take” per quanto riguarda la melodia ma con testo differente mentre le strofe non c’entrano nulla col brano originale.

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