Erezione Libera Non Solo Pene Dolores
Gli Erezione Libera

Avete una vaga idea di cosa possa significare digitare “erezione libera” su Google per cercare informazioni su un misconosciuto gruppo musicale? Non voglio fare certo il puritano dal momento che la cronologia delle mie ricerche ha visto ben di peggio, ma quando digiti qualcosa di equivocabile senza alcuna intenzionalità tutto diventa più difficile. Ti guardi attorno con sospetto, controlli che non ci sia nessuno alle tue spalle, ti senti giudicato e non sai il perché. Da chi poi non saprei visto che abito da solo e giro per casa tranquillamente in mutande, ma la sensazione c’è.

La cosa più sconvolgente è però scoprire che Google non è così malizioso. Dopo l’immancabile pagina su Wikipedia con tutta la spiegazione dettagliata sull’erezione (vi consiglio di leggerla), sulla disfunzione erettile (visto che ci siete leggetevi anche questa) e a seguire un bell’articolone sul Viagra, ecco comparire brandelli di esibizioni live, gli unici frammenti rimasti di questi gruppo di rock demenziale anni ’90.

Erezione Libera - Non Solo Pene (Dolores) (1995)Oltre alle poche immagini giunte fino a noi i messinesi Erezione Libera non lasciano molte tracce di sé, nonstante raggiunsero per un attimo una discreta fama partecipando nel 1995 al contest Rock Targato Italia e finendo nella compilation omonima dello stesso anno assieme a grandi nomi di casa nostra come Nomadi, New Trolls, Le Orme, gli Area, Eugenio Finardi, Estra e Alan Sorrenti.

Rispetto ai loro compagni di compilation gli Erezione Libera erano più sul pezzo per il 1995, sfoggiando un crossover che tanto andava di moda all’ora, tra rock alternativo all’italiana, hard rock e funk, condendo il tutto con un’anima spudoratamente punk e cazzona.

“Non solo pene (Dolores)” che compare nella compilation (e probabilmente rimane l’unica registrazione in studio del gruppo) è programmatica. La canzone gioca sul luogo comune che i neri hanno il pisello grande, raccontando la drammatica storia di un povero extracomunitario dell’Uganda sfruttato dalla sua ragazza (la Dolores del titolo) che desiderava solo il suo «grosso pene nero».

Il disgraziato protagonista-pisellone si rende conto di non essere mai stato amato, ma solo usato come giocattolo sessuale e ci racconta di questa triste vicenda a suon di rime incerte: «Tu hai usato tutto il mio amore per i tuoi sporchi filmetti hard-core», «Ti ho chiesto di venire con me in Uganda, e tu, prontamente, mi hai strappato la mutanda» «Mi portavi sempre a letto la colazione. Però Cristo che palle! Sempre lo zabaglione».

Quella che lascia più perplessi e però: «Un giorno ti ho portato un profumo parigino e tu immediatamente ti sei messa a pecorino».

Questa sordida storia d’amore a senso unico però è alla sua conclusione, e lo sfortunato ugandese lascia decisamente intendere di esserne felice: «Pensandoci bene è una liberazione, volevi soltanto il mio cazzo in erezione».

Tra fantascienza e Cinquanta sfumature di grigio (anzi nero in questo caso) la canzone ha comunque il pregio di riportarci nei primi anni ’90, ultimo periodo di vera grande sperimentazione per la musica rock di casa nostra, magari un po’ maleducata e dozzinale, ma perlomeno viva.

Non Solo Pene (Dolores)

Dimmi la verità tu non mi ami più
Ho capito che volevi fare solo su e giù
Volevo da te un po’ di amore sincero
Ma tu volevi solo il mio grosso pene nero
Tu hai usato tutto il mio amore
Per i tuoi sporchi filmetti hard-core

E se mi vuoi lasciare non mi fare troppo male
Non sparlare con le amiche del mio membro animale
Io credevo che mi volessi un po’ di bene
Ma tu mia hai usato soltanto per il pene
Lo sai che ti amo, però non è giusto
Che tu mi apprezzi soltanto per il fusto

Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolooooohreeeees
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolooooohreeeees

All’inizio era tutto straordinario
Solo perché sono un extracomunitario
Un giorno ti ho portato un profumo parigino
E tu immediatamente ti sei messa a pecorino
Ti ho chiesto di venire con me in Uganda
E tu prontamente mi hai strappato la mutanda
Ti ho chiesto vieni in africa a conoscere i miei
Sì, che bello, lo facciamo in trentasei
Mi portavi sempre a letto la colazione
Però Cristo che palle! Sempre lo zabaglione
Pensandoci bene è una liberazione
Volevi soltanto il mio cazzo in erezione

Oooooh
Oooooh
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolooooohreeeees
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolooooohreeeees
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolooooohreeeees
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolores , non solo pene
Dolooooohreeeees

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Stefano Bissoli

Nasco nel 1984 e da subito, grazie ai vinili di mio padre, la musica orbita attorno alla mia testa. Cresco quindi con i Genesis, Bob Marley, Neil Young, gli America, ma anche con Ruggeri, Dalla e Guccini. A 14 anni acquisto il mio primo basso ed il punk, assieme al crossover, muove ogni mio pensiero.
Con gli anni la musica è diventata una vera ossessione, studiavo nuovi strumenti, leggevo articoli e recensioni, e più ne sapevo, più volevo saperne, per arrivare a considerarmi tuttora un ignorante. Ogni genere diventa fondamentale per accrescere la mia conoscenza, portandomi come artista su due progetti ben distinti, il cantautorato e la sperimentazione “noise”.

2 Commenti

  1. Ehm, nel verso:

    «E tu sul cappello lo facciamo in trentasei»

    La trascrizione corretta è:

    «E tu: “Sì, che bello, lo facciamo in trentasei!”»

    • Purtroppo trascrivere ad orecchio a volte comporta anche di queste gaffe, considera che sono pure mezzo sordo.
      Grazie per la precisazione.

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