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Elio e le Storie Tese in concerto a Prato, Piazza Duomo, 05/09/2016

Elio e le Storie Tese in concerto a Prato, Piazza Duomo, 05/09/2016 Piccoli Energumeni tour

Settembre, Prato è Spettacolo. Là dove i giorni precedenti si sono esibiti Carmen Consoli, Gianna Nannini, Goran Bregovic e nella stessa sera Marlene Kuntz e Verdena, è il turno degli Elio e Le Storie Tese – durante il loro Piccoli Energumeni tour – di animare il quinto giorno della manifestazione toscana nella cornice di piazza Duomo. Arrivato assieme a un fedele amico un’ora e mezza prima dell’inizio, non resta altro che guadagnare la seconda fila e aspettare pazientemente. Fortunatamente il cosiddetto “ritardo delle star” non esiste nel vocabolario degli Elii e meno di una decina di minuti dopo l’orario d’inizio le luci si spengono, inizia l’ovazione di un pubblico partecipe ed entusiasta e la band sale sul palco.

Elio, Faso, Cesareo, Jantoman e Christian Meyer sono come delle solide colonne che non vacilleranno mai e possono contare su due preziosi collaboratori di vecchia data: Paola Folli, presenza costante sin dal 2008 alla seconda voce e ai cori e Carmelo alias Vittorio Cosma alle tastiere, collaboratore e amico del complessino sin dai tempi del mitico primo album che troviamo in sostituzione di Rocco Tanica che da qualche mese ha dato l’addio alle esibizioni dal vivo (ma non al gruppo) perché, come racconterà scherzosamente Elio, “preferisce passare del tempo con la nuova compagna di suo zio, una 26enne ucraina”.

Che cosa c’è da raccontare su un concerto di Elio e le Storie Tese nel 2016? Parliamo di una band che vanta oramai una carriera giunta al 36esimo anno di attività e che ha fatto dell’ottima padronanza musicale una costante impeccabile e che sopratutto è riuscita ad instaurare con il proprio pubblico un solido affiatamento. Assistere ad un loro live fa sì che poco importa se, come ricordiamo su queste pagine, le loro ultime produzioni abbiano subito un evidente calo di qualità dal punto di vista dell’umorismo e che oggi appaiano più come dei simpatici “cazzari” che non i dissacratori di un tempo.

Elio e le Storie Tese in concerto a Prato, Piazza Duomo, 05/09/2016
Elio e le Storie Tese sul palco in versione 2016

La loro marcia in più però rimane ancora evidentissima quando salgono sul palco: durante l’esecuzione dei pezzi sanno divertire perché essi stessi sono i primi a divertirsi e a contribuire con gag, scenette e battute. Per fare un esempio, ad un certo punto Meyer si alza dal suo sgabello dietro la batteria e raggiunge il centro del palco spiegando di come la sua timidezza sia sparita dopo 30 anni di attività dal vivo e voglia condividere con con il pubblico un momento tutto suo che lo vedrà protagonista di uno sketch intitolato “Discoteca Svizzera”; in pratica il Nostro intrattiene i fan con il solo ausilio di una batteria elettronica con sui si cimenta in una sorta di pseudo-techno dal sapore elvetico. Elio dal suo canto finge sdegno per questa interruzione del concerto e a malincuore lascia spazio al batterista, mentre i componenti del gruppo si spostano alla destra del palco per assistere alla performance di Meyer ridendo a crepapelle come dei semplici spettatori e non i protagonisti di questa serata. Lo sketch è delizioso e culminerà con l’improvvisa comparsa di Mangoni vestito di tutto punto come un alpino che si cimenta in un balletto tanto elementare quanto divertente.

Già, Mangoni. Elio tenderà a sottolineare un paio di volte che non fa parte del gruppo e anche se nell’atto puramente pratico ciò corrisponde al vero è oramai impossibile immaginare una loro performance dal vivo senza la sua presenza e i suoi improbabili travestimenti (da quello più celebre di Supergiovane ad un sosia di Elvis passando per la divisa da scolaretto alla Angus Young degli AC/DC). Salta, balla, si muove, lo sguardo fisso davanti a sé senza mai prendere direttamente contatto con i fan che lo incitano a gran voce, mentre io sono costretto ad adorare quel signore di ormai 55 anni, di professione architetto, che sta compiendo le trovate più strane e imbarazzanti come ballare strofinandosi addosso un piumino rosa o essere montato a cavalcioni dallo stesso Elio mentre viene “frustato” con un pollo di gomma. Ma in fondo questo è il palco dello stralunato mondo degli Elii e tutto ha senso così com’è.

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Elio e le Storie Tese in concerto a Prato, Piazza Duomo, 05/09/2016
Mangoni: inguaribile architetto showman

Mangoni a parte il resto della band non è da meno, macinando musica, aneddoti improbabili e sketch ben meditati come quando nel finale di “Mio Cuggino” Paola Folli, accompagnata dal basso di Faso, passa a cantare la sigla di “Heidi” con una naturalezza e un divertimento intrinseco che ti farebbe credere che sia nel gruppo da sempre. Gli unici che rimarranno un po’ defilati e non spiccicheranno una parola sono Jantoman e Cesareo, quest’ultimo però ha dalla sua parte la chitarra da far sentire e lo fa egregiamente in “Il Rock And Roll” e sopratutto nel bellissimo e intenso assolo finale del classicissimo “Uomini Col Borsello (Ragazza Che Limoni Sola)”.

Musicalmente tutto è eccelso: Faso e Christian Meyer sono una sezione ritmica precisa, compatta e martellante che ti scardina letteralmente il petto, Vittorio Cosma e Jantoman offrono quella garanzia e sicurezza di chi sai non sbaglierà una nota, il silenzioso Cesareo, come già detto, rivela la sua vera forza quando arriva il momento di farsi sentire ed è una goduria per le orecchie. Elio, prevedibilmente, è il gran cerimoniere che conosce perfettamente il suo ruolo e sa quando è il momento di gigioneggiare e quando essere mattatore. Un meccanismo compatto e oliato alla perfezione che impressiona per la facilità con cui tutto fila liscio.

Per quanto riguarda la scaletta l’inizio è subito d’impatto con la tripletta “Servi Della Gleba”, “Il Vitello dai Piedi di Balsa” (più la reprise) e la già citata “Mio Cuggino”. Nonostante sia il tour di supporto all’ultimo disco “Figgatta de Blanc” gli estratti dell’album portati sul palco sono solo “Vacanza Alternativa”, “Il Primo Giorno di Scuola” e “Ritmo Sbilenco”. Il resto spazia nel loro catalogo da una efficacissima “El Pube” a “Disco Music” passando per le immortali “Pipppero”, “Born To Be Abramo” e “Supergiovane”. Certo, mancano pezzi storici e popolari come “John Holmes (Una Vita per il Cinema)” o “La Terra dei Cachi” ma nessuno del pubblico si lamenta. L’aria di soddisfazione generale è tangibile.

Elio e le Storie Tese in concerto a Prato, Piazza Duomo, 05/09/2016
Elio e Mangoni

Prima del bis, che si conclude con la sempiterna “Tapparella” e quel coro “Forza Panino” testimonianza puntuale ma mai scontata o programmata dell’affetto del pubblico e degli Elii per il mai dimenticato Feiez (alcuni fan intoneranno il coro fin dall’uscita degli Elii dal palco e non smetteranno fino a che non ricompaiono), c’è tempo per lo sketch più bello di tutti: Mangoni vestito elegantemente davanti a una pianola che non appena attacca a cantare viene investito da una raffica di fumo che rende impossibile per lui continuare la perfomance e, per disappunto, pesta violentemente sui tasti in modo disordinato.

Questo non passerà alla storia come il loro migliore concerto e probabilmente qualcuno insisterà a dire che gli Elio e le Storie Tese non sono più quelli di una volta. Tutto legittimo e sacrosanto. Ma ci siamo divertiti, abbiamo riso, cantato e siamo stati bene. Per questa ragione altro non si può dire loro se non grazie. E dopo 36 anni non è poco.

Le foto sono di Gianluca Manunza tratte da Oca Nera Rock.

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