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Dragostea Din Tei: l’arte del meme

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Oggi la forza dei meme ne è anche il principale punto debole: l’ubiquità degli smartphone, dei vari social network e l’impostazione del cosiddetto “internet 2.0” li rende onnipresenti fino al punto di saturazione poco dopo la loro comparsa, svuotandoli di ogni possibile significato. Ma una dozzina d’anni fa? Al massimo avevamo le catene di mail o i repost sulla propria pagina di MySpace o altre piattaforme oggi obsolete. Per questo il successo virale di certi artisti lascia sbalorditi se rivisto con gli occhi di oggi.

L’esempio principe è senz’altro “Dragostea Din Tei”, forse l’unico caso nella storia in cui un singolo dance zarro in rumeno è diventato una hit di portata mondiale. Si tratta di una storia a lieto fine per tutte le parti coinvolte: gli artisti originali, gli autori delle cover e il ragazzone che con le sue goffe movenze li ha trasformati in un meme, “Numa Numa”, durato per anni.

Dalla Moldavia alla conquista del mondo

o-zone
Gli O-Zone

La storia inizia con gli O-Zone, un onesto gruppo di eurodance moldava che sarebbe rimasto per sempre ignoto non fosse per la canzone “Dragostea Din Tei” (“L’amore sotto i tigli”, espressione rumena col significato di “l’amore non corrisposto”, non a caso il brano originale è incentrato su una telefonata omoerotica). Il brano uscì nell’estate del 2003 e rimase popolare per qualche mese in giro per l’Europa prima di sparire, normale amministrazione per un singolo estivo. Il merito del boom del motivetto però è tutto italico.

haiducii dragostea din teiQuei volponi della nostrana Universo sentono del potenziale nel brano e, visto che in Italia non lo conosceva nessuno, decidono di rilanciare la canzone puntando su un volto nuovo; anzitutto reclutano la sconosciuta Paula Mitrache al microfono, ragazzotta rumena già Miss Bucarest trasferitasi in Italia a rincorrere il successo, e con lo pseudonimo di Haiducii e l’aiuto di un team di produttori, ma soprattutto con i remix del solito Gabry Ponte ne produssero una cover meglio rifinita e ancor più truzza. In tutto questo si dimenticarono accidentalmente di richiedere l’autorizzazione agli O-Zone e di accreditare gli autori originali. Ironicamente (o forse no), Haiducii deriva dal termine “hajduk” che nel folklore balcanico designa i briganti che rubano ai ricchi per dare ai poveri.

In ogni caso nel febbraio 2004 la nuova versione di “Dragostea Din Tei” cantata dalla Mitrache diventa una hit istantanea in Italia e riesce a fare breccia anche in quei paesi dove ancora il singolo degli O-Zone non aveva attecchito come la Svezia, diventando il vero tormentone di quella stagione estiva. Sulla canzone in sé c’è poco da dire, un pezzo dance sull’amore (nella versione di Haiducii trasformato da omoerotico a eterosessuale con un uomo al telefono con una donna) che viene ricordato però per la melodia veramente azzeccata e per l’appiccicoso refrain: “Mai-ai-hii, mai-ha-huu, mai-ai-haa, mai-ai-haha”. Nel caso ve lo stiate chiedendo, non significa assolutamente niente.

Visto il rinnovato interesse per il brano gli O-Zone si affrettano a ristampare il singolo nella versione originale e distribuirlo in tutta Europa grazie alla Polydor che, complice il successo della cover non autorizzata, esplode come una bomba nucleare in tutto il vecchio continente. Sfondando il muro dell’assurdo lo stesso brano lo si trovava in classifica con interpreti diversi a dominare di volta in volta la vetta delle chart. Menzione particolare va agli amici austriaci che riuscirono a mandare al numero uno sia la cover sia l’originale.

Se tutto questo non bastasse sempre nel 2004 fioccarono cover localizzate più o meno serie del tormentone in Francia, Austria, Germania, Svezia e Belgio che si piazzarono ai piani medio-alti delle classifiche dei singoli.

 Classifica O-Zone Haiducii
Austria (Ö3 Austria Top 40) 1 1
Belgio (Ultratop 50 Fiandre) 2 5
Belgio (Ultratop 50 Vallonia) 1 2
Denimarca (Tracklisten) 1 7
Finlandia (Suomen virallinen lista) 2
Francia (SNEP) 1 2
Germania (Offizielle Deutsche Charts) 1 2
Gran Bretagna  (Official Charts Company) 3  –
Ireland (IRMA) 1
Italia (FIMI) 17 1
Norvegia(VG-lista) 1 4
Paesi Bassi (Single Top 100) 1 4
Portogallo (Top 40) 1  –
Spagna (Promusicae) 1  –
Stati Uniti (Billboard Hot Dance Airplay) 14  –
Stati Uniti (Billboard Hot Singles Sales) 60
Stati Uniti (Billboard Pop 100) 72  –
Svezia (Sverigetopplistan) 3 1
Svizzera (Schweizer Hitparade) 1 2

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L’invasione virale

Mancava ancora qualcosa per far fare al pezzo il salto di qualità definitivo e diffonderlo in giro per il mondo, e quel “qualcosa” si concretizzò nelle forme sovrappeso di un ragazzo qualunque, tale Gary Brolsma del New Jersey. Gary nel dicembre 2004 ebbe l’idea di registrare con la webcam un video mentre faceva il lip-synching della canzone (che venne rinominata “Numa Numa Dance” per l’occasione). Il clip, caricato sul portale di animazioni e giochi Newgrounds (YouTube ancora non esisteva), ebbe da quel momento una diffusione incontrollata, divenendo uno dei più noti esempi di video virale tanto che lo stesso Brolsma finì anche in una puntata di South Park. Si calcola che, prima dell’avvento di “Gangnam Style”, sia stato il filmato più visto di sempre in rete: come resistere a un ciccione occhialuto che sembra il ritratto della felicità mentre si muove scompostamente a ritmo di passi di danza?

Va detto però che lo stesso Brolsma ha affermato di aver trovato la canzone grazie a una breve animazione giapponese sul web, il che vuol dire che aveva già varcato i confini europei; ma solo dopo la sua performance si è scatenato il fiume di cover, imitazioni e parodie, dall’afrikaans all’ebraico, dalle versioni per bambini alle reinterpretazioni più volgari o offensive fino a quelle colte. Per dovere di cronaca non possiamo non ricordare l’immarcescibile versione di Gianni Drudi che sotto lo pseudonimo di Dragoband la italianizzò facendola diventare “Capitone” o il fattaccio commesso da T.I. e Rihanna che la campionano nella loro “Live Your Life”.

In soldoni questo significò la conquista totale delle radio di tutto il mondo. La versione italiana “tarocca” si dovette accontentare “solo” di qualche centinaia di migliaia di copie, mentre gli O-Zone fecero il botto vero con 7 milioni di dischi di cui 4 solo in Giappone.

Che fine hanno fatto?

O-Zone dragostea din teiGli O-Zone si sono sciolti nel 2005 per ragioni personali e  hanno rinunciato al proposito di denunciare Haiducii e la Universo per plagio.

Haiducii, una volta capito che non avrebbe mai più replicato un tale colpo di culo, ha sostanzialmente abbandonato le velleità canore (non prima di aver pubblicato una manciata di singoli e un album-raccolta), preferendo ottenere la cittadinanza italiana e diventare ambasciatrice della comunità romena in Puglia.

I produttori della versione di Haiducii (a proposito, sui nomi esatti la storia è un po’ confusa, quindi preferiamo non citarne nessuno), ormai scontata la pena di questo disco grazie a produzioni ben più serie, sono tutti concordi sul fatto che l’originale degli O-Zone sia dotato di una gran bella melodia.

E il buon Brolsma? Lui ha sempre preso con molto spirito l’essere diventato uno dei primi zimbelli di internet, partecipando di buon grado a una serie di ospitate televisive, videoclip e pubblicità. Ha anche cercato di sfruttare la sua fama virtuale per lanciare la sua carriera discografica, consistente in un unico CD, con risultati prevedibilmente nulli. Ma poco importa, visto che l’essere passato dall’anonimato alla fama mondiale e ritorno non ha mai veramente scalfito il suo spirito ottimista.

Noi non possiamo non tributare questo tormentone totale-globale con una nostra personale playlist che raccoglie le versioni più note e quelle meno ascoltate e quelle più inspiegabili. Buon ascolto.

Dragostea Din Tei

Mai-ia-hii
Mai-ia-huu
Mai-ia-ha
Mai-ia-haha

Mai-ia-hii
Mai-ia-huu
Mai-ia-ha
Mai-ia-haha

Mai-ia-hii
Mai-ia-huu
Mai-ia-ha
Mai-ia-haha

Mai-ia-hii
Mai-ia-huu
Mai-ia-ha
Mai-ia-haha

Alo? Salut! Sunt eu, un haiduc
şi te rog iubirea mea primeşte, fericirea
Alo? Alo! Sunt eu, Picasso.
Ţi-am dat beep şi sunt voinic
dar să ştii nu-ţi cer nimic.

Vrei să pleci dar
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă, nu mă iei.
Chipul tău şi
dragostea din tei
mi-amintesc de ochii tăi.

Vrei să pleci dar
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă, nu mă iei.
Chipul tău şi
dragostea din tei
mi-amintesc de ochii tăi.

Te sun sa-ţi spun ce simt acum.
Alo, iubirea mea. Sunt eu, fericirea.
Alo? Alo! Sunt iaraşi eu, Picasso.
Ţi-am dat beep şi sunt voinic
dar să ştii nu-ţi cer nimic.

Vrei să pleci dar
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă, nu mă iei.
Chipul tău şi
dragostea din tei
mi-amintesc de ochii tăi.

Vrei să pleci dar
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă, nu mă iei.
Chipul tău şi
dragostea din tei
mi-amintesc de ochii tăi.

Mai-ia-hii
Mai-ia-huu
Mai-ia-ha
Mai-ia-haha

Mai-ia-hii
Mai-ia-huu
Mai-ia-ha
Mai-ia-haha

Mai-ia-hii
Mai-ia-huu
Mai-ia-ha
Mai-ia-haha

Mai-ia-hii
Mai-ia-huu
Mai-ia-ha
Mai-ia-haha

Vrei să pleci dar
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă, nu mă iei.
Chipul tău şi
dragostea din tei
mi-amintesc de ochii tăi.

Vrei să pleci dar
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă iei,
nu mă, nu mă, nu mă iei.
Chipul tău şi
dragostea din tei
mi-amintesc de ochii tăi.

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5 Commenti

  1. LeIntrovabili4

    Alcune precisazioni:
    1) Gli O-zone sono di origine moldava, vero, ma quando incisero il brano si erano trasferiti nella vicina Romania in cerca di successo da un paio d’anni.
    2) Malgrado sia una parola poco usata, il termine aiduco (o aiducco) esiste in italiano. È ovviamente un adattamento della forma ungherese hajdúk:
    http://www.treccani.it/vocabolario/aiducco/
    Non era insomma necessario ricorrere a spiegazioni folcloristiche per iniziati: bastava il dizionario.
    3) Dragostea din tei tradotto alla lettere significa (fare) l’amore sotto i tigli, solo che lo scopo non era evocare delicate immagini poetiche. Si tratta di un gioco di parole intraducibile. La pronuncia è quasi la stessa di dragostea dintâi, una frase idiomatica che significa “amore a prima vista”, “colpo di fulmine”. Per approfondimenti, che prendono anche in considerazione il quartiere Tei, a Bucarest:
    http://chitowncecilia.blogspot.com/2008/02/numa-numa.html
    4) È una personale interpretazione di Tiraboschi dare un significato omoerotico alle strofe: le parole d’amore sono in maniera inequivocabile rivolte ad una donna, le desinenze femminili non mentono. I versi sono alternativamente cantati da due voci maschili diverse, solo che a questa stregua diventerebbero omoerotiche tutte le canzoni d’amore cantate da gruppi, o duetti maschili. In questo caso nulla indica che un cantante inizi il corteggiamento e l’altro risponda. Potrebbero essere due distinti messaggi lasciati nella segreteria telefonica di una ragazza da due diversi spasimanti: prima un aiducco, poi Picasso (cioè Radu Sîrbu). E a questo proposito torna alla mente lo spot televisivo cult degli anni Novanta, “Mi ami? Ma quanto mi ami? E mi pensi?…”, con rapido cambio di interlocutore. 😉
    5) A rendere omoerotica la canzone contribuisce casomai il video, nel quale di ragazze non se ne vedono mai. E diverse parodie su Youtube. Ma questa è un’altra storia.

    • OK, ma il video è supergay.

      • LeIntrovabili4

        Se sono esatte le informazioni che si trovano su internet, il video che gira attualmente è stato girato nel 2004, quindi un anno dopo la registrazione del brano in Romania, e dopo che Haiducii aveva già registrato la sua versione.
        Le notizie invece divergono per quanto riguarda il periodo 2003: o non esisteva nessun videoclip all’epoca, oppure era piuttosto diverso dalla versione poi diventata famosa (ma su youtube non si trova).

        • Francesco Roggero

          L’interpretazione omoerotica della canzone originale viene in realtà da uno dei produttori della canzone di Haiducii, da noi raggiunto, il quale sostiene di aver cambiato il botta e risposta tra due uomini con un più consono (per l’Italia) uomo-donna. Poi siamo sempre nel campo dell’interpretazione.

          • LeIntrovabili4

            Probabilmente non ha letto una traduzione del testo della canzone. Non è affatto un botta e risposta fra due uomini, sono due uomini che dicono due cose simili… forse alla stessa ragazza, non si sa.
            Scegliendo di far interpretare la canzone ad una donna, una sola, è chiaro che ogni possibile ambiguità sparisce. Probabilmente avrebbero scritto che si trattava di una storia lesbica, se ad interpretarlo fosse stato un duetto femminile, e con maggior ragione, visto che le parole sono rivolte ad una donna.

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