don backy finalmenteOrmai lontani i tempi de “L’Immensità”, di “Poesia”, delle prestigiose collaborazioni nelle sue opere precedenti e i fasti dei decenni passati, Don Backy realizzò all’iniziò degli anni ’90 una sorprendente canzone-cartolina sulla Sardegna.

Questa canzonetta (inclusa nell’album “Finalmente… Don Backy”) sembra rappresentare in tutto e per tutto l’equivalente delle commediole estive nostrane, ma con un interessante capovolgimento finale.

Oltre alle lodi nei confronti del proverbiale mare blu dell’isola, il cantautore toscano ci ricorda, cosa più importante, “a cosa serve la Sardegna”:

Di fronte alla Spagna
Serve ad avere la speranza
Di andarci in vacanza
Per poter dire c’ero anch’io
E poi sentirsi come un Dio

Tra tette, gossip e tentativi di umorismo molto raffazzonato, su tutti:

Che c’era la barca di Agnelli
C’era tra i VIP anche Dorelli
Che se non faceva rima con Agnelli
Forse non c’era Dorelli

Viene a delinearsi un’atmosfera di afosa spensieratezza estiva degna di un disorientato Edoardo Vianello arrivato con grande ritardo sugli anni e che ha visto come i suoi tempi sono orrendamente cambiati.

Quando ormai la canzonetta sembra delineata in ogni suo particolare ecco che proseguendo subiamo un brusco cambio di rotta ed il brano si trasforma improvvisamente in una denuncia sociale, raccontandoci che cosa succede quando l’estate finisce e l’isola sembra scomparire dalle menti di tutti i turisti di turno. “La Sardegna esiste anche d’Inverno” canta Don Backy, e conclude ricordandoci con brevi e fugaci versi la triste epopea dei marescialli un po’ ribelli che vengono mandati in quell’inferno e dei tristi pastori che son costretti a passare le notti all’aperto e che forse non hanno mai nemmeno visto il mare tanto agognato dai turisti. Un’operazione simile l’aveva già provata Jerry Calà con la sua “Vita Smeralda”, ma qui la componente sociale è quantomeno più pertinente.

“Sardegna” di Don Backy è la celebrazione innegabilmente molto insolita di una terra speciale, nei suoi pregi e nei suoi difetti.

Sardegna

Fin dai primi di Giugno
Ci si sveglia dal sogno
Per un anno sognato
Il gran giorno é arrivato
E quell’isola appare
Meno male è ancora lì
Paradiso in mezzo al mare
Incantato verde e blu
A cosa serve la Sardegna
Di fronte alla Spagna
Serve ad avere la speranza
Di andarci in vacanza
Per poter dire c’ero anch’io
E poi sentirsi come un Dio
Sfogliando tette tutte in fila
Sopra Novella duemila
Per poter poi spettegolare
Sul materassino in mezzo al mare
Di quanto é moscia la Marina
Alla sua terza quarantina
Ad inciuciare sulla Dellera
Che ha costruito una carriera
Col corpo fatto per i capricci
Le labbra come due salsicce
Che c’era la barca di Agnelli
C’era tra i vip anche Dorelli
Che se non faceva rima con Agnelli
Forse non c’era Dorelli
Ma alla fine di Settembre
Calano le prime ombre
Quando l’ultimo cargo
Già le naviga al largo
La Sardegna scompare
Sembra che non ci sia più
Un puntino in mezzo al mare
Solo un sogno estivo e blu
E invece la Sardegna, c’è pure d’inverno
Ma allora diventa quell’inferno
Per trasferirci i marescialli
Un poco ribelli
Non è soltanto fatta d’ozio
D’inverno chiusa come un negozio
Non è soltanto azzurra e calda
Non solo Costa Smeralda
E’ fatta anche di pastori
Che dormono quasi sempre fuori
Che forse non hanno mai visto il mare
Ma solo dolore
Non solo é fatta di sole
E’ fatta di vento è fatta di sale
Non solo di sale di mare
Ma quello di lacrime amare
E’ pure questa è la Sardegna
Di fronte alla Spagna
Non è soltanto la speranza
Di andarci in vacanza

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