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Control Unit – Atchooo!!! (1992 – 12″)

Control Unit - Atchooo AlbertinoColoro che appartengono a quella generazione per cui la locuzione “amici della cassettina” non descrive un gruppo di acquisto solidale, bensì un appuntamento giornaliero della propria adolescenza, probabilmente ricorderanno che Sabino Alberto Di Molfetta, alias Albertino, non è solo un conduttore radiofonico, bensì e soprattutto un disc jockey.

Come per molti DJ dalla lunga esperienza, i primi anni ’90 sono stati per Albertino un momento in cui buttarsi nella produzione di tormentoni dance, affidando in certi casi la penna ad autori navigati ed occupandosi di produzione (“Your Love Is Crazy” scritta da David Syon ), in altri invece facendosi ammaliare dalle possibilità di uno strumento come il campionatore, capace di trasformare una lacca spray in charleston aperto e dedicandosi a composizioni techno autografe oggi di scarsa importanza per l’indagine retro-sociologica della cultura rave ma all’epoca estremamente funzionali al movimento da pista.

“Atchooo !!!”, follow up di una prima release firmata Control Unit ed intitolata “Ti Sei Bevuto Il Cervello”, si avvale della collaborazione di Pier Paolo Peroni e si inserisce in quest’ultimo filone concentrando l’impeto creativo sul campionamento di uno starnuto al quale viene affiancata la voce del popolare conduttore che recita uno pseudo-rap.

Così come il precedente vinile era venduto insieme ad una cannuccia, “Atchooo !!!” era fornito di kleenex: modo per sottolineare l’attitudine non seriosa di un progetto che venne comunque posto sotto l’attenzione di un giovanissimo Luca “Digital Boy” Pretolesi, remixer prezzemolino ed enfant prodige della scena techno di allora (veniva paragonato ad Adamski ed è il primo ad aver usato il Roland Alpha Juno per sintetizzare l’hoover sound, la “zanzara” che ha fatto la fortuna dei Bloody Beetroots), proprietario di uno studio di registrazione a Las Vegas e mastering engineer per Cypress Hill e Steve Aoki, oggi .

L’elettronica capitolina, il sound of Rome di Lory D e Leo Anibaldi, era comunque lontana: la visione della techno di via Massena, Milano era meno proletaria e disagiata, più adatta al divertimento da discoteca pomeridiana domenicale che ai rave clandestini, sebbene la collaborazione di Digital Boy, vero e proprio mito per ogni adolescente di allora, fungesse da punto d’incontro tra le due scene.

Albertino DeeJay Time Anni 90
I protagonisti del DeeJay Time, da sinsitra: Prezioso, Albertino, Fargetta e Molella

Ovviamente, dato l’impatto che il Deejay Time aveva sui vinili da mettere in valigetta per il DJ dell’epoca, il pezzo fu un discreto successo, suonato in tutte le piste da ballo ed inserito in pletore di borderò SIAE, una miniera d’oro per i vari Marco Biondi, Mario Fargetta e Maurizio Molella: cricca che, sebbene il senno di poi mi suggerisca abbia sfruttato il successo di Radio Deejay e del suo Deejay Time per imporre le sue produzioni e lucrarvi sopra, esattamente come la RAI degli anni ’60 e ’70, non posso non ricordare con affetto perché, nel bene e nel male, ha fatto la mia adolescenza e quella di molti altri.

 Simone Caronno

2 Commenti

  1. Santo Cielo che porcheria inarrivabile.
    Radio Deejay è responsabile della diffusione di musica di m3rd4 come pochi altri.

  2. Diciamo che fa il paio con i colpi di tosse da “Disco Band” degli Scotch:
    https://www.youtube.com/watch?v=D3ZieKiPosw

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