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Conny & Jean – Felicità (Al Bano e Romina cover) (1982 – 7″)

Conny & Jean - FelicitàChe cos’è la felicità?

Da sempre una moltitudine sterminata di esseri umani si pone la fatidica domanda, consapevole che forse la risposta non sarà mai univoca e forse nemmeno c’è.

Sul tema dibatte costantemente l’élite del sapere umano: filosofi, teologi, professori, scienziati, scrittori, anziani del bar e, in rappresentanza del Salento, Al Bano.

Se è vero che ogni uomo ha diritto a giocare le sue carte mi sento anche io di buttare i miei due centesimi e dire che la felicità è un gesto senza senso e di difficile comprensione. O almeno è quello che mi ha suggerito l’ascolto in loop incessante che mi sono imposto del rifacimento in lingua tedesca del celeberrimo tormentone targato Al Bano e Romina, realizzato nel 1982 dall’altisonante coppia teutonica Conny (Conny Metz) & Jean (Jean Metz): lei una bellezza acqua e sapone come la signora Power, lui l’irresistibile incontro/scontro tra Antonello Venditti e Riccardo Cocciante, col guardaroba costantemente in bilico tra l’ufficio e lo ski-lift.

 Il brano punta chiaramente al massimo risultato col minimo sforzo: strategicamente intitolato “Felicità” e non “Glück” come il germanico rigore vorrebbe, riprende pedissequamente la base del brano originale con una sfacciataggine ammirevole. È il testo però la parte interessante.

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Conny & Jean sfruttano l’effetto dello straniamento bilinguistico che tanto caro fu al buon Italo Svevo vomitando una cantilena serpentineggiante in madrelingua intervallata dal titolo italiano. Di “glück” neanche l’ombra, sicché mi viene da pensare che i loro compatrioti dopo tanto penare non sappiano di che cosa parli il brano; supponiamo infatti di compiere l’esperimento al contrario: “glück, è un bicchiere di vino dopo il panino; glück, è tenersi per mano e andare lontano; glück, è lasciarti un biglietto dentro il cassetto”.

 Forse il punto è tutto qui: Conny & Jean, dopo Socrate e pochi altri, hanno centrato il fulcro della questione: siamo noi a decidere che cosa sia la felicità e non gli ex coniugi Carrisi.

Lasciamoci quindi trascinare nel mistero suadente di liriche come: “Felicità, einfach zu Dir gehören, mich nicht zu wehren heißt” o ancora “Felicità deine Wärme zu spüren, niemals zu frieren heißt dich zu atmen und trinken, in Dir versinken heißt” e decidiamo che sta tutto lì il senso ultimo del nostro penare. Oppure nella b-side del singolo, “Wenn tausend Sonnen auf einmal strahlen”, che sicuramente è qualcosa di bello e profondo.

Gabriele Tura

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Un Commento

  1. Preavviso necessario: quello che segue è vietato ai minori 😉 Ora continuiamo con l’informazione, ossia che nell’estate del 1983 quand’ero militare io e un mio commilitone di Nerviano- di cui ho dimenticato il nome, purtroppo- eravamo talmente nauseati da questa fetecchia che decidemmo di farne una parodia a luci rosse. Non andammo più in là della prima strofa, quella che propongo, ma ci facemmo un sacco di risate; per la cronaca, i primi due versi sono del commilitone di Nerviano, il terzo è mio, ma con un comune contributo di revisione.
    Felicità, è un bicchiere di vino dopo un pompino
    La felicità, è scoparsi Romina sulla panchina
    La felicità, è sparare all’ Al Bano dritto nell’ano
    La felicità…..

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